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Terni, attesa per il consiglio comunale della ‘verità’ su rimpasto e predissesto. Di Girolamo alle prese con la sua maggioranza, manifestanti in aula

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Terni, attesa per il consiglio comunale della ‘verità’ su rimpasto e predissesto. Di Girolamo alle prese con la sua maggioranza, manifestanti in aula

Andrea Giuli
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Manifestanti a Palazzo Spada

A. G.

TERNI – Appuntamento per le 15.30 circa a palazzo Spada. L’attesa seduta straordinaria del consiglio comunale ternano si preannuncia una sorta di bolgia dantesca, anche dopo gli eventi politici delle ultime ore.

Il Consiglio della verità Oggi pomeriggio, il sindaco Di Girolamo comunicherà formalmente al Consiglio l’avvenuto rimpasto di Giunta, ma, soprattutto, espliciterà ufficialmente la volontà dell’amministrazione di ricorrere alla procedura di piano di rientro pluriennale, formalizzando così, di fatto, la situazione di predissesto finanziario del Comune stesso. In tal senso, il sindaco sottoporrà eminentemente alla sua maggioranza questo delicato, complesso percorso, chiedendo un via libera. Nello stesso momento, la sala consiliare verrà ‘invasa’ da decine e decine di lavoratori delle mense scolastiche, delle cooperative sociali, dell’Asm e delle Farmacie comunali che, con i sindacati Cgil e Uil, saranno lì a protestare contro le scelte ‘razionalizzatrici’ di palazzo Spada sui servizi sociali ed educativi, ma anche sulle ribadite intenzioni di vendere o cedere ai privati, in tutto o in parte, le aziende municipalizzate. Dunque, molta la carne al fuoco e gli animi certamente tesi.

 

La giornata di ieri

Una Giunta falcidiata, con 6 membri, compreso il sindaco. Ma tutta  politica e, di fatto, monocolore Pd. Quattro assessori salutano. È così, dopo una lunga e tribolata gestazione degna di un cetaceo, Di Girolamo ha – diciamo così – trovato la quadra dell’assetto di Giunta, dopo una domenica passata incontrando faccia a faccia alcuni assessori della sua squadra. Se è vero che molti dei nomi degli assessori ‘giubilato’ circolavano da settimane e da mesi, in realtà trovare la soluzione è stato tutt’altro che facile.

La conferenza stampa e la nuova Giunta Leopoldo Di Girolamo alle 17.06 di domenica ha iniziato, nel suo studio, la conferenza stampa, prendendola piuttosto alla larga. E dunque, noi si comincerà dalla fine, ovvero dalla solenne lettura della nuova composizione dell’esecutivo: Il sindaco mantiene le deleghe che aveva (Sanità, sicurezza, informazione e Sviluppo economico) e assume anche l’Università, progetto Civiter e le politiche territoriali di area vasta. L’assessore Piacenti conserva il Bilancio e prende il Personale. La vicesindaco Malafoglia riceve la Scuola, i Fondi europei e le politiche comunitarie, mantenendo le Politiche sociali, l’associazione semo e l’Edilizia pubblica. L’assessore Bucari riceve l’Urbanistica e l’Edilizia privata, nonché il progetto Città della Salute e tiene i Lavori pubblici, il Verde e l’arredo pubblico.  All’assessore Giacchetti, già titolare di Ambiente, Trasporti, Sport e Politiche giovanili, si aggiungono il Turismo, la polizia municipale, i Grandi eventi e progetto Unesco. La Falchetti Ballerani lascia il Personale e si occuperà di Innovazione tecnologica e Smart City, Agenda Urbana, Cultura e servizi culturali, Papigno, Commervco e Artigianato e mantiene Affari Generali, Servizi Demografici e semplificazione amministrativa. Lasciano, dunque, la Giunta Giorgio Armillei, Francesco Andreani, Daniela Tedeschi e Carla Riccardi.

Spending review e Predissesto Il sindaco ha cominciato la conferenza stampa domenicale, premettendo che la questione degli assetti di giunta non avrebbe dovuto pesare sul ruolino di marcia del consiglio comunale di domani e sugli incontri a Perugia con la giunta regionale. Come dire, intanto mi porto avanti con il lavoro che lunedì sarà l’inferno. E però ha fatto un annuncio: “Richiederò domani in Consiglio l’utilizzazione della procedura del piano pluriennale di rientro che io considero un atto di trasparenza verso i cittadini e per portare in sicurezza i conti, anche prima dei 10 anni massimi previsti dalla norma. Il consiglio comunale dovrà deliberare in merito, poi ci sono 90 giorni per sottoporre il piano al ministero degli Interni e alla Corte dei conti”. Quindi la spending review: “Ho scelto dunque di ridurre la Giunta nel numero massimo consentito dallo Statuto per dare anche un segnale preciso su un ulteriore risparmo riguardante i costi della politica, non sostituendo gli assessori. La scelta è solo di mia esclusiva responsabilità e scelta, e ringrazio gli assessori a cui ho chiesto di fare un sacrificio, che hanno portato avanti un lavoro prezioso in questi due anni. Il mio unico asse è con l’interesse della città, non vi sono altri assi”. Il sindaco ha poi aggiunto che la procedura di predissesto consente all’amministrazione di incamerare gli introiti delle alienazioni per coprire la spesa corrente, ma, a precisa domanda di qualche giornalista ha solo detto che il disavanzo tecnico del 2016 e più o meno in linea con quelli precedenti e cioè circa 3 milioni, ma che ancora non c’è una cifra complessiva, neppure orientativa, del monte debiti (fuori bilancio e non) a fronte dei quali si appresta a chiedere l’iter del predissesto. “La ricognizione del debito – ha detto Di Girolamo – è ancora in corso e neppure domani in consiglio comunale saremo in grado di fornire una somma generale. Comunque pensiamo di risparmiarci razionalizzare, per esempio sulle bare della pubblica illuminazione e del gas”. Quindi sulle aziende partecipate, Asm e FarmaciaTerni, ha confermato in sostanza i piani di vendita totale o parziale o di cessione di quote al mercato privato. E non ha escluso il loro commissariamento. Nonostante i solleciti, il sindaco ha glissato sulle scelte da fare o meno rispetto al recalcitrante cda delle Farmacie. Ma poi, cedendo in parte, ha fatto capire che se il cda aziendale resta contrario alla programmazione dell’organo politico, qualcosa potrebbe succedere. Infine, il sindaco ha detto che, all’interno del piano di rientro, non è previsto un rialzo di tributi e tariffe locali. Ma neppure lo esclude.

Decisivo incontro in Regione Il sindaco ha anche precisato che l’incontro di lunedì mattina a Perugia tra una delegazione della giunta comunale (Piacenti, Bucari e il sindaco) era programmata da tempo, ma cade a fagiolo per mettere a punto una serie di programmi, progetti e finanziamenti di cui si discute non da oggi (per esempio dal summit di Acquaspata, quando la governatrice Marini annuncio accordi operativi con i maggiori Comuni umbri) e che riguardano l’area industriale di crisi complessa, l’Universita, Umbria Jazz, museo delle Armi, Cultura, ecc.

Retroscena a mal di pancia La giornata domenicale è stata come si diceva affatto tranquilla per il sindaco. E non solo. La lettura politica prevalente è quella di un’operazione, al momento, vincente che vede il vicepresidente della Regione, Paparelli, come regista (negli ultimi 15 giorni è stato praticamente sempre a Terni) e che prefigura un asse (forse non granitico, ma al momento necessitato dentro i liquidi meccanismi del Pd) tra lo stesso Paparelli, il sindaco e l’assessore Bucari, da vari osservatori vaticinato come un possibile ‘delfino’ di Di Girolamo. Il siluramento di Armillei è stato sicuramente doloroso e il più politicamente pesante: per quanto tecnico, l’ex assessore alla Cultura e’ uomo molto vicino al senatore ternano Gianluca Rossi che, dunque, avrebbe preso una sonora scoppola. Non è un caso che, fino alle 13 circa, la Giunta poteva vedere anche l’uscita di 3 assessori e non 4. Ma, appena uscite sui media le prime indiscrezioni, qualcuno deve essersi mosso e l’assessore Andreani – da pochi giorni tesserato al Pd e ritenuto vicino a Brega – è stato sacrificato sull’a,tare degli equilibri fra correnti, andando a completare il poker dei congedati. Di contro, l’assessore Falchetti Ballerani – individuata come una breghiana a di ferro – è uscita rafforzata in Giunta. Finché reggerà tutto questo si vedrà. L’operazione di Di Girolamo può apparire ‘rivoluzionaria’, anche se assomiglia di più ad una Giunta di emergenza, se non proprio di galleggiamento, con troppe deleghe importanti concentrate in pochi assessori. E, poi, non c’è più un euro da investire.

Cecconi (FDI) “La montagna – dei debiti, del default finanziario, del collasso politico, dell’azzeramento dell’azione amministrativa – ha partorito veramente il topolino. Mentre Parigi brucia – scrive il capogruppo di FDI in Comu e, Cecconi – Di Girolamo suona il violino. Mentre palazzo Spada va a fuoco, sommersa da un disavanzo di cui i ternani ancora ignorano la reale entità (e le conseguenze che ricadranno sulle loro spalle per almeno una generazione) – entità che comunque è nell’ordine delle decine di milioni di euro – Di Girolamo ci prende in giro tutti, con una conferenza-stampa che definire ridicola è essere generosi. Convocare i giornalisti dalla mattina alla sera, per giunta di domenica, alla vigilia di una seduta del consiglio comunale qual è quella in programma per lunedì 3 che si annuncia da lacrime e sangue, per dire che? Solo per parlare d’altro. Per darci a bere che il taglio di qualche assessore – anziché una goccia nel mare del malgoverno qual è – sarebbe un fulgido esempio di “rigore ed efficienza”, ha detto. Per dare in pasto all’opinione pubblica – così almeno lui spera – un po’ di gossip sui nomi e le poltrone, sui trombati di ieri e di oggi, giusto per distogliere l’attenzione dai problemi veri. E rimandare a data da destinarsi l’annuncio fatale e inevitabile di un aumento a tappeto di tasse ed imposte, dallo smaltimento dei rifiuti all’imposta sugli immobili. Peccato per lui e per noi tutti, i problemi veri – quelli del predissesto annunciato – restano intatti e incombono come macigni. E finiranno per stritolare anche le sue debolissime strategie di comunicazione”.

Il Pd “Il PD di Terni ritiene che in questi giorni si stiano ponendo le basi per la costruzione di una nuova fase per la città. Tenendo ben presenti le criticità che la riguardano, il PD valuta fondamentale che l’azione dell’amministrazione municipale contribuisca, in modo decisivo, al rilancio di Terni. In questo contesto, la scelta annunciata dal sindaco di ricorrere allo strumento del Riequilibrio finanziario pluriennale, denota una forte volontà di affrontare con trasparenza e senso di responsabilità, tutte le problematiche legate al bilancio emerse in questi anni di profonda trasformazione normativa ed economica, con un’accelerazione del lavoro già iniziato a partire dalla razionalizzazione delle partecipate. Ad una fase straordinaria devono corrispondere scelte straordinarie, e in questo contesto riteniamo si inquadri la decisione del Sindaco di intervenire sulla giunta. Il PD ritiene che tale scelta non sia basata su un giudizio negativo del lavoro svolto dai singoli assessori, né tantomeno sui tanti evocati scontri di corrente, quanto piuttosto sulla necessità di legare il rilancio politico-amministrativo dell’azione di governo della città, anche ad una riduzione dei costi della politica, dettata soprattutto dalla particolare situazione finanziaria dell’ente. Occorre ora concretizzare gli impegni per la città con il pieno coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. In tal senso risulta necessario che il Governo dia seguito al riconoscimento del territorio ternano, quale area di crisi complessa, che la Regione dell’Umbria e tutti i soggetti interessati, a partire dalla Fondazione, siano impegnati a rafforzare il progetto di un patto per la città”.

Forza Italia “Il taglio del gruppo di assessori per risparmiare soldi pubblici, che a nome mio e del gruppo avevo chiesto – dice Francesco Ferranti, capogruppo azzurro in Comune  – era il minimo sindacale difronte a 26 mesi di nulla e sfascio. Ora mi attendo il taglio della convenzione per l’esternalizzazione della cultura, visto che improduttiva e che propone una cultura di nicchia e che sbeffeggia la nostra cultura. Ho chiesto all’onorevole  Laffranco di presentare un’interrogazione al ministro della cultura per quanto avvenuto e messo in scena recentemente».

 

Giorgio Armillei

Giorgio Armillei

 

 

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Andrea Giuli
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