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Terni, attacco bifronte dopo il rimpasto: il sindaco Latini e i desideri della notte di San Lorenzo

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Terni, attacco bifronte dopo il rimpasto: il sindaco Latini e i desideri della notte di San Lorenzo

Redazione politica
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Il sindaco Latini con alcun assessori

TERNI – Chissà se in tutta questa giornata complicatissima nella quale la sua Giunta ha cambiato faccia e la maggioranza ha esternato tutti malumori il sindaco Leonardo Latini avrà avuto modo di alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle cadenti. Il 10 agosto è la notte di San Lorenzo, quella dei desideri da esprimere nella speranza che arrivino in dono.

Con un gioco di fantasia, si potrebbe anche provare ad immaginare cosa possa aver chiesto alle stelle il primo cittadino, la cui sopravvivenza in carica rischia di essere appesa ad un filo e paradossalmente, fra meno di tre mesi, quando con ogni probabilità il suo partito di riferimento si siederà sullo scranno più alto della Regione, rischia di perdere altri pezzi, quelli più forti.

Da sinistra Emanuele Fiorini, Anna Maria Leonelli e Michele Rossi

Aria pesante. Per adesso, a cadere sono state le teste di due assessori e l’aria ora a Palazzo Spada, è pesante. Il  rimpasto infatti ha sì spostato gli equilibri della Giunta verso la Lega, come del resto sarebbe stato logico fare numeri alla mano già un anno  e mezzo fa, ma da un lato ha mostrato ancora una volta tutte le difficoltà di un partito che rappresenta un terzo dei cittadini ma non riesce ad esprimere un segretario sul territorio e dall’altro rischia di trasformare il consiglio comunale in una polveriera, con un Misto sempre più affollato dopo l’ingresso della Leonelli, Fiorini  che minaccia di occupare l’aula del consiglio comunale, D’Acunzo e Pincardini (Terni Libera) che fanno sapere che “come già anticipato telefonicamente al Sindaco, ci troviamo costrette a rivedere le nostre posizioni. Da parte nostra non c’è più fiducia.  Continueremo a lavorare in maggioranza, come da volere di chi ci ha elette; vaglieremo di volta in volta ogni singolo atto, ma Il sindaco e la sua giunta si preparino al fatto che non verranno fatti sconti”, Terni Civica sul piede di guerra e pronto a sbattere la porta (“L’impegno profuso in questi mesi dalla nostra lista civica viene nuovamente svilito ed umiliato- A questo punto il nostro consigliere eletto si sentirà libero di essere ancor più vigile e critico nei confronti di qualsiasi iniziativa amministrativa, ormai libero dal vincolo di mandato che altri hanno tradito, giudicando di volta in volta quanto verrà proposto“, si legge in una nota) e Forza Italia,  la quale tramite il vicesegretario Guido Nevi fa sapere che “il tempo è galantuomo” e che i rapporti, dopo il rimpasto si sono ‘giocoforza irrigiditi’.

Regolamenti. Elezioni regionali come ‘redde rationem‘, quindi, spartiacque della sindacatura: il centrodestra ha Palazzo Cesaroni in mano, anche oggettivamente per mancanza di avversari, ma il faticoso lavoro di tessitura per convergere sulla senatrice Tesei candidata rischia di essere ancora più complesso. E certamente, visto anche che la Lega ternana è tuttora commissariata e che sul fronte forzista l’onorevole Nevi ha perso la sua fedelissima, un peso non indifferente sui fragilissimi equilibri che tengono in piedi la Giunta Latini lo avranno gli sviluppi delle vicende nazionali.

Leonardo Grimani, senatore Pd

Dal Pd. Per adesso, godono ovviamente le opposizioni. Il Pd non attendeva altro. Il senatore Leonardo Grimani, che dei dem è anche segretario comunale, è stato il primo a farsi sentire: “Il cambio di deleghe da parte del sindaco Latini– dice in una nota – denota che a Terni la confusione regna sovrana. Sono passati 14 mesi dall’insediamento della giunta e fino ad ora è prevalso il continuo ricambio di assessori e deleghe piuttosto che il lavoro continuo e serio che la città meriterebbe. Un’amministrazione, quella ternana, che vive perennemente alla ricerca di equilibri imposti da una Lega onnivora e in perenne campagna elettorale. Governare la città dovrebbe essere la priorità, piuttosto che pensare all’incastro delle caselle in vista delle elezioni regionali. La città non può sopportare questo balletto continuo, c’è da pensare allo sviluppo, non al toto assessori”.

Francesco Filipponi, capogruppo dem rincara la dose: “Quanto accaduto oggi in seno all’amministrazione dimostra la fondatezza di quanto sosteniamo da tempo, ovvero la fragilità di una maggioranza sempre più ostaggio dei partiti e dei tutor e sempre meno in grado di avere i numeri sufficienti per proseguire. Prendiamo atto che quanto sostenevamo rispetto ad un welfare cittadino allo sbando ha colto nel segno. Un rimpasto di tale portata dopo nemmeno 13 mesi di consiliatura rappresenta un precedente per la nostra città. Continueremo come forza di minoranza insieme agli altri consiglieri di opposizione a dire la nostra, ma soprattutto a portare le nostre istanze consapevoli che la giornata di oggi ha dimostrato ancora una volta la veridicità delle nostre posizioni”.

Luca Simonetti, capogruppo del Movimento 5 Stelle

M5S vs Cecconi. I grillini esultano invece soprattutto per la sostituzione dell’assessore Cecconi, per la quale il M5S si era battuto: “Decine di interventi, interrogazioni, accessi agli atti hanno contraddistinto l’azione di controllo e verifica del M5S  nei confronti delle politiche sociali del comune di Terni. Una spina nel fianco della giunta in un percorso dove a tratti si sono verificate convergenze  con le altre opposizioni nell’interesse dei cittadini, ma soprattutto si è cercato di dare voce al disagio di tanti cittadini che ci hanno chiesto aiuto.  Non sono mancati momenti di confronto aspro in particolar modo sulla questione dei trasporti delle persone con disabilità e riguardo il bando dei centri sociali per anziani. Di errori ne sono stati fatti tanti ma troviamo ingeneroso gettare la croce su una singola persona perché spesso atti e delibere fallimentari sono state  avallate dagli uffici competenti proprio come avveniva in passato con il beneplacito della maggioranza. Ora auspichiamo che chi prenderà il suo posto cambi decisamente rotta e riparta dalla capacità di confronto reale con i titolari dei diritti“.

Gentiletti. Alessandro Gentiletti di Senso Civico torna sul tema:  e giudica “positiva la decisione del sindaco sulle politiche sociali. Mi sembra delinii finalmente la nuova strategia che la città, a più voci ed in modo corale, richiedeva da tempo. C’è molto da lavorare e tanto da recuperare. Vedremo se l’amministrazione finalmente ci riuscirà. Noi, dai banchi della minoranza, continueremo a fare il nostro dovere:  senza sconti, in modo incisivo, trasparente e leale. Le sfide da affrontare sono tante, così come i problemi a cui dare voce e risposte: non lasceremo indietro nessuno”. Gentiletti, fu suo malgrado protagonista dell’ultimo atto che ha visto coinvolto l’allora assessore Cecconi, la ormai celebre vicenda dei biscotti. Sulla quale il dem Orsini commenta con ironia: “Fatale fu il gioco del biscottino che, invece di togliere la sinistra di torno, ha tolto di torno qualcun altro“.

Per il sindaco si preannuncia una lunga estate caldissima, per dirla con gli 883.

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