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Terni, Ast: clamorose ‘mazzate’ della Uilm all’indirizzo dell’azienda e degli ‘yes man’

Economia ed Imprese

Terni, Ast: clamorose ‘mazzate’ della Uilm all’indirizzo dell’azienda e degli ‘yes man’

Andrea Giuli
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TERNI – Si è riunito oggi il direttivo provinciale della Uilm-Uilm di Terni per discute una serie di temi e problemi inerenti L’acciaieria di viale Brin. Il risultato è il seguente comunicato, una vera e propria ‘bomba’, una gragnuola di colpi alla direzione aziendale. E non solo. Ecco la nota della Uilm Terni:

Il 21 settembre si è riunito il direttivo provinciale della Uilm, dove si è dibattuto approfonditamente delle questioni inerenti lo status di Ast e, com’era prevedibile, dall’analisi sono emerse diverse valutazioni sia di contrarietà che di preoccupazione.
Il direttivo provinciale Uilm ritiene intollerabile questo alone di “buonismo” e ipocrita “politically correct” che avvolge l’azione di informazione distorsiva e che la direzione aziendale sta perpetuando a fronte di evidenti contraddizioni che quotidianamente nei diversi posti di lavoro gli operatori rilevano, sia sotto il profilo produttivo, che organizzativo e manutentivo. Appare, inoltre, evidente che anche il coinvolgimento “teoricamente obbligatorio” dei lavoratori e dei loro rappresentanti sui vari temi, risulta asfittico e provocatorio rispetto a questioni sulle quali andrebbe sviluppato un confronto serio.

Le tesi sostenute il 5 Agosto al Mise (il prossimo incontro al Ministero è convocato per il 7 ottobre, ndr) dall’ingegner Burelli rischiano pertanto di assumere una valenza minimale, se non corroborate da oggettivi riscontri che si possono ottenere soltanto attraverso un corretto sistema di relazioni industriali che, nonostante l’impegno assunto in quella sede dallo stesso ad di voler ripristinare in tempi brevi, ad oggi continuano a far registrare una mancanza di volontà, di concretezza e trasparenza. Azioni unilaterali da parte dell’azienda continuano a provocare tra i lavoratori tensione e allarmismo. L’imminente, ventilato arrivo di treni carichi di bramme dal Belgio, provenienti da Aperam, ne sono piena testimonianza.

Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna motivazione, solo mistero e qualche “yes man” interno che incomprensibilmente si presta ancora a svolgere attività di portavoce ufficioso.
Risulta altrettanto chiaro, purtroppo, alla luce degli attuali luttuosi fatti nazionali, che non era affatto infondata la nostra recente richiesta di poter ottenere informazioni sul sistema degli appalti, anche al fine di dare nuova dignità al Protocollo sulla sicurezza. Lo stato confusionale che si sta consolidando in azienda, se non viene adeguatamente contrastato, espone la forza lavoro a rischi dal punto di vista della sicurezza e dell’incolumità e occorre dunque un’importante cambio comportamentale da parte dei lavoratori, molto più ligio al rispetto di tutte le regole vigenti e molto più audace e puntuale nel denunciare alle commissioni sindacali di riferimento, tutte le anomalie che si evidenziano. O si cambia rapidamente e visibilmente direzione e atteggiamento, facendo chiarezza su regole, norme procedurali, contrattuali e di legge, oppure l’azienda scopra le carte e dica realmente a tutti i suoi interlocutori quali sono le reali strategie e prospettive”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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