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Terni, associazioni dei disabili contro le istituzioni: “Fondi e servizi non erogati”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, associazioni dei disabili contro le istituzioni: “Fondi e servizi non erogati”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Associazioni dei disabili sul piede di guerra.Stamattina a Palazzo Spada, in una dura conferenza stampa, Afad, Aladino Onlus, Un volo per Anna, Carta Autismo e Parent Project hanno messo sul piatto la difficile situazione in cui versano, ma soprattutto la mancanza di alcuni servizi che non vengono erogati dalla Asl di Terni, del Comune  e della Regione.

Fondi mai usati. Prima questione, quella dei fondi erogati ma mai utilizzati: “Lo Stato e l’Unione Europea li hanno erogati – spiega la portavoce Morena Fiorani – ma giacciono inutilizzati, senza apparente motivo nei cassetti istituzionali. Allo stesso tempo, qui a Terni non vengono applicate le varie norme e direttive che sono state emanate a tutela delle persone con disabilità. I soldi ci sono, perchè non vengono spesi per migliorare i servizi? Non è con l’assistenzialismo che si risolvono i nostri problemi: abbiamo servizi inefficienti o addirittura mancanti, come è nel caso delle strutture di riferimento per adulti”.

Assegni bloccati.In questo quadro economico si inserisce anche il blocco dell’erogazione dei cosiddetti ‘Assegni di sollievo’: “In tutte le Asl della regione, questi soldi, che in molti casi servono a fare fronte a contratti stipulati per terapie particolari, sono stati erogati. Qui a Terni continuano ad essere bloccate, così come in molti casi la Asl ha bloccato le domande per gli ausili. E’ sempre tutto fermo, per colpa della pubblica amministrazione e non siamo in mezzo: vogliamo che i servizi e le cure siano stabili e non ridiscussi ogni sei mesi per motivi di bilancio”.

Terapie personalizzate. Al centro delle polemiche anche la Neuropsichiatria infantile: “Ci sono troppo poche persone e non qualificate, per occuparsi di troppi ragazzi -dice Lorella Persichetti – dopo una certa età vengono prescritti modelli di terapia standard, mentre invece chiediamo che vengano messi a punto progetti riabilitativi individuali, a seconda delle esigenze del bambino. Inoltre, c’è da risolvere il passaggio dall’età evoulutiva a quella adulta: al compimento dei 18 anni il ragazzo viene abbandonato a sè stesso, senza alcuna figura clinica di riferimento. Molti di noi sono stati costretti ad andare fuori Umbria per avere piani riabilitativi personalizzati”

Libertà di scelta. Altro tema caldo, quello della libertà di scelta: “Vogliamo una unità operativa multidisciplinare per adulti con disabilità per assicurare la presa in carico globale, in cui sia presente lo psichiatra, il neurologo, il fisiatra, lo psicologo cognitivo comportamentale. Partire dagli obiettivi di tutti per creare un sistema di interventi nel quale ciascuno possa scegliere liberalmente il percorso più adeguato fra un’offerta di servizi e prestazioni economiche attualmente non disponibili”.

Altre richieste. E ancora: “Attività alternative ai centri diurni, servizi ed attività per i disabili over 65 e il superamento del bando in scadenza per l’appalto ai servizi socio sanitari, passando ad un modello che preveda l’accreditamento dei soggetti erogatori, per migliorare la qualità dei servizi”

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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