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Terni, Asm chiede al Comune il saldo dei debiti. De Luca: “Cifre omesse”

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Terni, Asm chiede al Comune il saldo dei debiti. De Luca: “Cifre omesse”

Emanuele Lombardini
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Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle a Terni

TERNI – Un altro colpo per il Comune di Terni. Un debito da 9 milioni  e mezzo di euro con l’Asm solo parzialmente sanato che l’azienda partecipata chiede a Palazzo Spada di estinguere. Due lettere, a firma del dg Stefano Tirinzi e indirizzate al sindaco e all’assessore al Bilancio Piacenti D’Ubaldi.

A tirare fuori le carte è Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle: “Gravissimo- dice – che tali cifre siano state omesse dal piano di pre-dissesto, numeri che quasi raddoppiano l’ammontare totale dei debiti fuori bilancio. Una volontà chiara di  nascondere che si manifesta con la “dimenticanza” nel comunicarle nella lettera di risposta alle osservazioni del Ministero”.

LA LETTERA ASM/1 

LA LETTERA ASM/2

Le cifre. Anzitutto, si parla di  913.216,35 di  euro di mancata corresponsione della Tari. Cifra frutto di un errato calcolo avvenuto nella transizione tra la gestione della riscossione diretta da parte dell’azienda al Comune di Terni. Poi ci sono 4 milioni di debiti fuori bilancio riconosciuti dal 2012: si tratta della mancata cessione di vari immobili (una alienazione a saldo di un debito): la palazzina di Piazza San Francesco, quella di Via Vanzetti e quella di via di Porta Spoletina. L’Asm chiede quindi il pagamento della cifra oppure ripendere la vendita degli immobili: la stima però ha fatto rilevare un deprezzamento e quindi comunque anche in questo caso, il Comune dovrebbe pagare ciò che resta, ovvero 1. 250.000 euro.

Poi altri 2.252.899,77 euro di debiti fuori bilancio non riconosciuti dagli uffici comunali ma per i quali Asm è pronta ad andare in contenzioso, dato che secondo l’azienda si tratta di fatto di servizi resi e non pagati. Il Comune in questo caso ha inserito nel piano di predissesto  1.879.859 euro, che l’azienda ritiene però solo un acconto sui circa 4 milioni complessivi, chiedendo la differenza.

Ammonta invece a 2 milioni e mezzo è invece la partita relativa all’indennizzo per l’interruzione dell’affidamento in house del servizio idrico per cui il Comune, maggioranza all’interno dell’Ato  scelse la strada di togliere la gestione ad Asm per affidarla al privato: “Riconosciuta in un primo momento nel 2008, il comune fa poi totale dietro-front motivando tale scelta con un parere legale del tutto contraddittorio – conclude De Luca –  Basti pensare che la Sii viene costituita a fine 2011 mentre il contratto di servizio con Asm viene stipulato a giugno 2002 fino al 2050”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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