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Terni, arresti a palazzo Spada: confermati i domiciliari ‘morbidi’ per Piacenti e Montalbano. Il procuratore capo: “Sistema illegale”

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Terni, arresti a palazzo Spada: confermati i domiciliari ‘morbidi’ per Piacenti e Montalbano. Il procuratore capo: “Sistema illegale”

Andrea Giuli
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TERNI –  “Una vero e proprio disegno criminoso e anche un po’ puerile”. Questo è solo uno dei passaggi, duri assai, pronunziati da uno stanco, fermo ma anche teso procuratore capo della Procura di Terni, Alberto Liguori, nel corso della conferenza stampa di venerdì pomeriggio, alla presenza del questore Messineo, del capo della Gdf Terni, Giua, del calo della Mobile, Caldarozzi, del pm Stramaglia e del responsabile del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, Marchetti.

Le parole pesanti del procuratore capo Ecco, in sintesi, le parole del procuratore capo, Liguori: “Un’altra indagine complessa, grazie al contributo del nucleo di polizia tributaria della Gdf ternana e della Squadra mobile, che ha consentito di rilevare alcune irregolarità, a nostro avviso di tipo penale, in relazione al conferimento di una serie di più incarichi di consulenza che le amministrazioni locali possono affidare all’esterno, ma solo sulla base di precise motivazioni, altrimenti sono inevitabili delle selezioni pubbliche. Qui non vi è traccia di alcuna selezione comparativa, ma solo meccanismi basati su una fitta rete di conoscenze personali e amicali. Il periodo esaminato parte dal 2012 al primo semestre 2017, in seguito a più esposti, anche provenienti da addetti ai lavori, ed è venuto fuori che tali procedure normative europee e nazionali al Comune di Terni non sono state completamente o quasi osservate. Il tutto è scolpito in maniera genuina da una serie di comunicazioni telematiche, operando essenzialmente sul server e sul computer del commercialista riminese, dottor Camporesi, che era un pó il dominus di queste vicende inerenti le FarmacieTerni e TerniReti, società interamente comunali. Camporesi ha interloquito con dirigenti e amministratori del Comune e delle società pubbliche suddette, preparando praticamente tutto: bandi, contratti di servizio, capitolati, ecc., veicolando poi il tutto, una volta pronto, al Comune di Terni. Dunque, la struttura comunale non ha predisposto nulla. Si tratta di una vera e propria manipolazione della legge 165 del 2001. Un vero e proprio disegno criminoso e anche un po’ puerile. Il lavoro lo ha fatto il consulente che non ha mai ricevuto alcun incarico (se non in un caso), bensí il pagamento professionale per il lavoro preparatorio degli atti inerenti la trasformazione delle farmacie comunali e quelli relativi a reiterati incarichi in TerniReti senza lettere di incarico per il 2016 e 2017. La procura di Terni per ora si è concentrata su questo primo step di indagini, estremamente documentate e che testimoniano di procedure assolutamente anomale, prima della loro approvazione. Nella turbativa d’asta è in qualche modo assunta la fattispecie del falso. Il carteggio elettronico è di una chiarezza estrema. All’esito di quattro ore di interrogatorio, il gip ha confermato i domiciliari. Per i sei episodi di turbativa, tre afferenti a TerniReti e tre alle Farmacie, il giro di denaro è oltre i 150 mila euro, cifra che è stata frazionata in cifre più piccole, spesso fatte gravare dal Comune sui bilanci delle singole partecipate. Non possiamo dire di più perché in questo momento le indagini sono in corso e si potrebbero allargare“.

IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA PROCURA 

L’OPERAZIONE E LE REAZIONI 

Interrogatori Dopo circa tre ore di interrogatorio al terzo piano del palazzo di giustizia di Terni, il gip Bona Galvagno ha confermato la misura degli arresti domiciliari per l’assessore comunale al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi il quale, a detta del suo legale, Attilio Biancifiori, ha risposto a tutte le domande, fornendo elementi e spiegazioni sulle vicende contestatagli. Presente all’interrogatorio anche il procuratore capo di Terni, Liguori.

Conferma con variante per Piacenti  La conferma della misura cautelare domiciliare però, secondo una formula in qualche modo “innovativa”, è stata accompagnata per l’assessore da una lieve attenuazione, consistente nel potersi recare soltanto al lavoro nel proprio studio professionale e mantenere i rapporti strettamente funzionali alla professione stessa. Proprio in vertici della detenzione domiciliare, però, l’assessore non potrà per il momento tornare in servizio in giunta comunale. Una formulazione inedita e in qualche modo sollecitata dallo stesso gip, in virtù del fatto che le indagini sarebbero ancora in itinere e con l’impegno di una loro chiusura in tempi ragionevoli.

Montalbano si dimette, conferma degli arresti “morbidi”  Dopo Piacenti è stata la volta dell’interrogatorio di un’ora e mezza del presidente di TerniReti, Vincenzo Montalbano Caracci il quale, nel frattempo, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dalla presidenza della società controllata. Anche per Montalbano sono stati confermati gli arresti domiciliari fino al 9 gennaio prossimo, in una forma, così come per Piacenti, attenuata: potrà uscire dalla propria casa ternana solo alcune ore la mattina e senza avere contatti con il Comune e con la società pubblica, mentre nella sua nativa Mazara del Vallo o altrove sarà di fatto libero.

Sinistra Italiana Terni “In relazione al nuovo filone delle vicende giudiziarie – si legge in una nota della Sinistra Italiana per Terni – che ormai da lungo tempo caratterizzano la vita dell’amministrazione comunale di Terni, non si può che attendere l’esito finale dei procedimenti, la frammentarietà delle notizie sinora rese note ci impongono di attendere, prima di potere esprimere una compiuta valutazione sui fatti contestati. Non possiamo però che ribadire quanto già espresso in precedenti passaggi politici, l’assenza delle condizioni politiche minime per la prosecuzione di questa consiliatura. L’esperienza amministrativa del Di Girolamo Bis si è caratterizzata per il fallimento e la contraddizione con gli obiettivi programmatici fissati nel 2014, al momento del voto. Al contempo, mese dopo mese assistiamo ad un continuo e progressivo distacco, arroccamento e isolamento dell’amministrazione comunale e della sua maggioranza rispetto alla città ed alle sue componenti economiche e sociali. Scelte fondamentali per il futuro della città, il piano di predissesto, la sua riscrittura dopo la clamorosa bocciatura da parte della Corte dei Conti, la scelta e la modalità di cessione delle farmacie comunali, il rinnovo dei vertici delle partecipate, sono state adottate senza alcun confronto, in piena solitudine da parte del snindaco e della Giunta, in larga parte su impulso diretto dell’assessore oggi posto agli arresti domiciliari. La notizia di queste nuove indagini e degli arresti sono solo l’ennesimo tassello di una situazione da lungo tempo non più sostenibile. La politica cittadina è avvitata sulle vicende giudiziarie e sull’autoreferenzialità della maggioranza, senza la volontà e la forza di affrontare la realtà che ci parla di una situazione economica cittadina e umbra devastata”.

M5S Ecco il comunicato dell’intero gruppo consiliare del M5S in consiglio comunale: “Il giorno dopo aver condannato la città con una manovra folle, l’assessore al Bilancio è stato arrestato.  Dai gravi indizi di colpevolezza emersi a seguito delle informazioni diffuse dalla Guardia di Finanza chiederemo l’immediato annullamento in autotutela di tutte le delibere riguardanti la vendita delle farmacie e il piano di riequilibrio, sulle quali risulterebbero presunte condotte fraudolente intercorse tra esponenti della pubblica amministrazioni e soggetti privati, i quali sembrerebbero essere stati il vero e proprio governo ombra della città. Avevamo denunciato per tempo le pericolose forzature normative attuate dall’amministrazione nella predisposizione dell’aggiornamento del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di fatto i cittadini ternani sono stati usati come cavie, ma alla luce delle nuove notizie è inevitabilmente compromesso tutto l’assetto del piano. La giunta del Partito Democratico subisce il terzo arresto in sette mesi. Anche in questo caso viene dato ampio risalto a quel senso di impunità che viene descritto reiteratamente fin dall’arresto del sindaco, ancora inquisito. Non c’è altro da dire, non ci sono più giustificazioni, nessuna scusa, niente più da attendere o aspettare. Hanno distrutto la città e ora se ne devono andare, e di corsa. Ancor più, perché questa tragica situazione si ripercuote su quei tanti dipendenti comunali che hanno sempre lavorato con onestà, per il bene della comunità e la cui correttezza non deve essere messa in discussione. Dimissioni subito, senza indugio, si voti al più presto a maggio. La città ha bisogno di essere liberata. È assordante in questa fase il silenzio dei rappresentanti comunali e regionali di Forza Italia, sempre pronti nei passaggi più delicati della vita politica locale e nazionale a prestare soccorso alle forze di centro sinistra”.

Ferranti (Forza Italia) E, dopo il parlamentare umbro di Forza Italia, Laffranco, intervenuto nelle ore scorse, ecco l’invocato parere azzurro, per bocca del capogruppo berlusconiano a palazzo Spada, Ferranti. Conciso, dolente: “Il gruppo consiliare di Forza Italia esprime scoramento, un senso di profondo dispiacere per una città che soffre e che sprofonda sempre più nel baratro. Ormai anche soltanto fare l’opposizione su quei banchi è divenuto imbarazzante”.

 

(Servizio in aggiornamento)

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Andrea Giuli
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