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Terni, aria di cambiamento e ondata di dimissioni al Leonino

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Terni, aria di cambiamento e ondata di dimissioni al Leonino

Andrea Giuli
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TERNI – Nonostante – è presumibile – abbia qualche corsia preferenziale con l’Altissimo, continua a non aver pace l’istituto scolastico Leonino di Terni che, a quanto pare, torna sulla graticola dopo le altre vicende e polemiche dei mesi scorsi.

Iscrizioni, fibrillazioni Nonostante, infatti, le iscrizioni per l’anno 2016-17 siano complessivamente in aumento (100 bambini in più tra il nido e la materna, benino anche le elementari e le medie, ma male il liceo sportivo), non sufficienti in ogni caso per raggiungere ancora il pareggio di gestione contabile, all’interno dell’istituto si torna a fibrillare pesantemente, tra schermaglie personali, guerricciole di posizione e voci di imminenti cambiamenti al vertice. E non solo.

Dimissioni Sta di fatto che, nelle ultime settimane e giorni, si sono registrate dimissioni plurime all’interno del cda della Pia Fondazione monsignor Tizzani di Terni che, di fatto, sovrintende al funzionamento e alla ‘cassa’ del Leonino. Si tratta delle dimissioni della presidente Maria Teresa Marciani, di Vincenzo Bisconti (anche presidente dell’istituto musicale Briccialdi) e di Giuseppe Piervirgili. Restano nel cda, Barbara Cecera, Massimo Valigi, Cesare Cesarini, Massimiliano Mattioli e, soprattutto, don Marco Baroncini di Bologna che, di fatto, assume il ruolo di plenipotenziario e vicepresidente del cda, anche perché tuttora in buoni rapporti e uomo di fiducia del bolognese monsignor Vecchi, ex amministratore apostolico a Terni e vescovo emerito del capoluogo emiliano. Incidentalmente, don Baroncini è stato appena nominato segretario generale dell’arcidiocesi di Bologna e, dunque, plausibilmente impegnato più in quella città che a Terni. Per inciso, seppure varie nomine di questo cda furono fatte dall’odierno vescovo di Temi, Piemontese, l’influenza di monsignor Vecchi è sempre stata importante.

Don Angelelli isolato Per la verità, l’ex amministratore apostolico di Terni, Vecchi, aveva nominato a suo tempo come direttore generale del Leonino, don Massimo Angelelli che, seppur mantiene formalmente la carica di direttore generale, risulta di fatto esautorato dei suoi poteri, in virtù di mutate alleanze dentro il cda e – così si mormora nell’istituto ternano – di un rapporto tutt’altro che idilliaco tra don Baroncini e don Angelelli.

Nuovo direttore generale? Ma la probabile novità è un’altra: la prossima settimana si dovrebbe tenere il terzo comitato d’indirizzo in due mesi dal quale dovrebbe uscire il nome del nuovo direttore generale. A quanto pare, sarà una persona molto vicina a don Baroncini. In tutto questo, il membro del cda, Barbara Cecera si appresterebbe ad incarnare un ruolo non secondario.

Problemi e incognite Il perché di tutti questi movimenti non appar chiarissimo. Probabilmente divergenze personali, varie ‘anime’ interne alla scuola, problemi di bilancio non ancora sanati, scelte strategiche. Chissà. Sta di fatto che le magagne irrisolte non mancano: il bilancio, come detto, non è andata risanata e 1,2 milioni della Diocesi ternana non bastano e non ne metterà di ulteriori; nei giorni scorsi non sono stati rinnovati i contratti di due dipendenti de Leonino, nell’area sicurezza e tecnica; l’istituto deve ancora prender 250 mila euro dai contributo pubblico; vi sono ancora arretrati da pagare sugli stipendi dei docenti. In più, alcuni interrogativi di peso: che fine fa il progetto di ristrutturazione del cinema Antoniano? I lavori sono in corso? Che ne sarà delle scelte fatte e annunciate come l’avvio del bilinguismo nelle lezioni e l’avvio del progetto dei corsi per la patente informatica? Per non parlare della scuola di Collescipoli chiusa.

 

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Andrea Giuli
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