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Terni, area di crisi complessa: il monito e l’apprezzamento di Confartigianato

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Terni, area di crisi complessa: il monito e l’apprezzamento di Confartigianato

Andrea Giuli
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TERNI – Sul riconoscimento ministeriale dello status di area di crisi complessa industriale per Terni-Narni, nei giorni scorsi hanno preso ufficiale posizione, per lo più di segno positivo, molte associazioni di categoria e datoriali del territorio interessato. Di seguito, si riporta integralmente l’opinione in merito del neo-presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini:

La necessità, per Terni, di chiedere al ministero dello Sviluppo economico il riconoscimento dello stato di Area di crisi complessa, è stata condivisa da Confartigianato Terni in tempi non sospetti; a partire dai dati del Centro studi della nostra confederazione nazionale che dal 2008 ad oggi hanno sempre evidenziato una situazione critica del sistema imprenditoriale ternano, in tutti i settori. 

Il grido di allarme di oggi lanciato più volte da Confartigianato Terni, riferito ai dati oggettivi e agli effetti devastanti che si sono riversati su imprese e lavoratori, innescando una profonda recessione e crisi nell’economia reale, portando una riduzione di 1130 unità lavorative, oggi è esteso anche ad altre criticità. Accogliamo e giudichiamo con positività il tanto discusso riconoscimento di area di crisi complessa e siamo più che mai convinti che sia uno strumento fondamentale per intervenire sulla ripresa dell’economia locale, tutelando il territorio attraverso misure di investimento necessarie.

Tuttavia, le problematiche cui dobbiamo far fronte pare non riguardino unicamente la definizione e collocazione delle risorse messe a disposizione, ma destano forte preoccupazione anche le vicende che riguardano chi occupa un ruolo centrale e che sembra non godere di un’adeguata stabilità ed organizzazione. Entrando nel merito delle risorse a disposizione e agli interventi di rilancio dell’economia di Terni, auspichiamo che venga tenuto presente su tutti un dato importante che può aiutare a focalizzare e direzionare con criterio tali risorse. Il ​98% delle imprese sul territorio ha meno di 20 addetti ed oltre il 60% di questi lavorano nelle stesse imprese. E’ necessario porre particolare attenzione alle imprese artigiane, alle micro e piccole imprese, partendo da questo dato e ponendo l’accento su una questione altrettanto importante che riguarda le risorse per le start-up innovative.

In tal senso, sarebbe auspicabile che tali disponibilità economiche venissero riservate non solo alle imprese innovative, ma estese sia alle attività già esistenti e strutturate che hanno intrapreso la strada dell’innovazione, sia al consolidamento del tessuto produttivo esistente. Ci aspettiamo senso di responsabilità da parte di chi in questo momento ha un dovere istituzionale ed etico nei confronti dei cittadini e delle imprese.

Sarebbe sconcertante e deprimente prendere coscienza di avere tra le mani una preziosa opportunità per rilanciare il nostro territorio e doverci trovare, invece, a fare i conti con sfumature e dietrologie che non agevolerebbero, ma anzi, paralizzerebbero l’operatività degli strumenti a disposizione. Riteniamo che questioni riguardanti il riequilibrio finanziario del Comune di Terni potrebbero minare ed impedire una lucida visione del da farsi. Rimettere al centro il lavoro e far ripartire l’economia è l’unico obiettivo che deve impegnare tutti i soggetti tecnici ed istituzionali; per questo sosterremo con forza ed impegno, all’interno della cabina di regia che auspichiamo possa avviare il proprio lavoro nell’immediato, lo sforzo che Regione e Comune metteranno in atto per rendere operativo l’accordo sottoscritto al Mise”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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