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Terni ancora nella morsa della crisi, la Cgil: “Il 2020 sia l’anno della svolta”

Economia ed Imprese

Terni ancora nella morsa della crisi, la Cgil: “Il 2020 sia l’anno della svolta”

Redazione economia
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TERNI – I dati confermano che gli effetti della crisi, devastanti per il territorio di Terni nell’ultimo decennio, non sono terminati, ma anzi continuano a colpire duramente. Lo testimonia ad esempio il forte aumento della cassa integrazione, con oltre 1,6 milioni di ore richieste nella provincia di Terni nei primi 11 mesi del 2019, circa 400000 in più rispetto al 2018. Ma a preoccupare è anche il calo delle esportazioni, registrato in Umbria nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso dopo un lungo periodo con il segno più, dato che impatta particolarmente in una provincia a forte vocazione manifatturiera come quella ternana. È con questo quadro non certo rassicurante – al quale si aggiungono i dati sull’invecchiamento della popolazione – che la Cgil di Terni ha aperto la sua conferenza stampa di inizio anno. Ad illustrarle la situazione, il nuovo presidente regionale dello Ires Cgil, Fabrizio Fratini, recentemente subentrato a Mario Bravi: “Purtroppo questi numeri e queste tendenze confermano le nostre analisi e le nostre preoccupazioni – ha detto Fratini – così come confermano i nostri dubbi rispetto a uno strumento come il reddito di cittadinanza che, numeri alla mano, si è dimostrato inadatto a rispondere alle difficoltà di carattere economico ed occupazionale del territorio”.

Crisi ancora aperta “Che la crisi nel nostro territorio non sia alle spalle è sotto gli occhi di tutti – ha detto il segretario generale della Cgil di Terni, Claudio Cipolla – Anzi, è sempre più evidente che la nostra provincia sconta difficoltà maggiori rispetto al resto dell’Umbria”. Cipolla ha sottolineato in particolare un dato molto allarmante, quello riferito alla popolazione inattiva, arrivata in provincia di Terni a 105000 unità, dato superiore a quello della forza lavoro. Accanto a questo va poi registrato, secondo il segretario Cgil, per chi un lavoro ce l’ha, un peggioramento quasi generalizzato della qualità dell’occupazione. “Si sono ridotti diritti, tutele e salario – ha detto Cipolla – e questo nonostante la contrattazione difensiva che come sindacato non abbiamo mai smesso di fare e che ha certamente limitato i danni”.

Numeri della crisi. La Cgil, ternana ha snocciolato i numeri  della crisi. Nel corso del 2018 gli occupati sono diminuiti di quasi mille unità, mentre le persone in cerca di occupazione sono aumentate di quasi 2 mila. Per quanto riguarda la cassa integrazione, nel 2018 si è rilevata una diminuzione delle ore autorizzate, mentre nel 2019 si è rilevato un aumento consistente, superiore al 30%. Le imprese attive iscritte nei registri della Camera di commercio sono 18370. Il manifatturiero presenta una flessione costante (-1,5% nel trimestre), mentre è stabile la situazione del settore delle costruzioni e aumentano le imprese che operano nel terziario. In diminuzione il numero dei fallimenti, che nel 2018 è stato pari a 41, contro le 48 del 2017. Quanto al numero degli occupati residenti in provincia nel 2019 è pari a 86000 con 8500 in cerca di occupazione. Nel 2018, ultimo dato definitivo, il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (tra 15 e 64 anni) era pari al 59,6%, in lieve aumento rispetto al 2017 (+0,2%). La crescita si è concentrata tra gli uomini (+0,5%), mentre per le donne si è avuta una riduzione pari allo 0,1%. Il tasso di disoccupazione è risultato pari al 9,8%, in diminuzione rispetto al 2017 quando era all’1,8%.

Il ruolo del sindacato Rispetto al ruolo del sindacato di fronte alle difficoltà del tessuto sociale, Cipolla ha rivendicato alcuni risultati significativi: “Nonostante il calo e la frammentazione del lavoro, chiudiamo il 2019 con un incremento di iscritti, nell’ordine delle 600 unità, superando così i 24000 tesserati. E anche sul fronte della tutela individuale offerta dalla nostra rete di servizi (ufficio vertenze, patronato Inca e servizi fiscali Caaf) registriamo un numero di accessi altissimo, circa 54000 nel corso del 2019”. Questo, secondo il segretario Cgil, testimonia due cose contemporaneamente: da una parte che c’è sempre più bisogno di assistenza perché la crisi acuisce disuguaglianze e ingiustizie; dall’altra che al sindacato, alla Cgil in particolare, è riconosciuto un ruolo importante, non solo difensivo, ma di garanzia e rispetto dei diritti delle persone.

Migliorare la contrattazione “Ma non siamo qui di certo a cantare vittoria – ha concluso Cipolla – Anzi, siamo consapevoli della necessità di migliorarci e fare sempre di più, della necessità di essere più presenti nei luoghi di lavoro e tra le persone e di praticare una contrattazione che sia davvero inclusiva, senza lasciare nessuno indietro. Perché la crisi ha allargato le disuguaglianze a dismisura e il compito della Cgil è proprio quello di combatterle queste disuguaglianze, offrendo rappresentanza e tutela a tutte le persone. Ne siamo convinti: per sconfiggere la rassegnazione c’è bisogno di più sindacato e noi intendiamo esserci”.

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