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Terni, dopo i veleni all’istituto Leonino c’è un nuovo presidente

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Terni, dopo i veleni all’istituto Leonino c’è un nuovo presidente

Andrea Giuli
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La sede dell'istituto Leonino

TERNI – Nuovo corso all’istituto Leonino di Terni. Ma con giudizio. La situazione presso la storica scuola privata di matrice cattolica sembra ancora in sostanziale evoluzione e, da quanto trapela, alcuni tasselli del nuovo corso devono ancora incastrarsi.

Don Baroncini al comando Quel che appare certo, dopo l’ultima riunione d’indirizzo del 9 novembre scorso, è che il bolognese don Marco Baroncini è stato eletto nuovo presidente del cda della Fondazione Tizzani (che di fatto gestisce e tiene la cassa del Leonino), dopo le recentissime dimissioni del presidente, professoressa Marciani e di altri membri del consiglio. Don Baroncini, da non molto nuovo segretario generale dell’Arcidiocesi di Bologna (e in buoni rapporti con l’ex vescovo della città emiliana, nonché ex amministratore apostolico della diocesi ternana, monsignor Vecchi, che un ruolo decisivo ha avuto nella recente storia dell’istituto) è di fatto il nuovo plenipotenziario della scuola, ma non rivestirà – come nessun altro, al momento – la carica di direttore generale.

Fuori don Angelelli Carica rivestita, fino a poco tempo fa, da don Massimo Angelelli, praticamente esautorato da ogni ruolo. Nel cda, dunque, restano, oltre ovviamente al presidente Baroncini, Massimo Valigi, Massimiliano Mattioli, Cesare Cesarini e Barbara Cecera. Il ruolo eventuale di quest’ultima, peraltro, non è chiaro. Per alcuni sarebbe destinata a svolgere, di fatto, un compito di ‘braccio destro’ di don Baroncini. Ma, per ora, trattasi solo di ‘rumors’ insistenti. Non dovrebbe quindi palesarsi il ventilato ‘messo’ da Roma a guidare questa fase del Leonino.

Stipendi in alto mare Restano, comunque, una serie di interrogativi e incognite di varia natura, ancora aperti: si parla di nuovi corsi da istituire (secondo indiscrezioni, una scuola di cucina, corsi di italiano per stranieri, più lingue straniere per le elementari, ed altro) e risultano ancora non pagati alcuni stipendi, o parte di essi, ai docenti. Anche sul numero delle iscrizioni ai vari ordini e grado scolastici le cifre appaiono altalenanti e inciderebbero su un bilancio ancora affannoso. Ma, nel complesso, e rispetto a quanto si era appreso in un primo momento, il saldo finale sarebbe negativo. Infine, la ristrutturazione del cinema-teatro Antoniano. Ma questa, almeno in parte, è altra storia.

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