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Terni, Alimentitaliani, bandi per l’affitto di 5 rami d’azienda. Paparelli: “Il 24 al Mise per cambio di passo”

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Terni, Alimentitaliani, bandi per l’affitto di 5 rami d’azienda. Paparelli: “Il 24 al Mise per cambio di passo”

Emanuele Lombardini
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TERNI – “Porteremo una linea unitaria al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico nell’incontro che ha accettato di concederci il prossimo 24 luglio: è necessario un cambio di passo per dare una svolta alla vicenda della ex Novelli perchè il tempo stringe”.

Il vicepresidente della Regione e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli ha riunito parti sindacali e comuni interessati in una sala del centro multimediale per tracciare una linea che possa essere quella da portare davanti al ministro Di Maio. Presenti il vicesindaco Andrea Giuli per il comune di Terni, il sindaco di Amelia Laura Pernazza, il presidente del consiglio comunale Sandro Cretoni e il delegato Rosario Murro per Spoleto, oltre al dirigente delle attività produttive  della Regione Luigi Rossini.

Paparelli ha sottolineato che al momento non sembrano esserci offerte per l’acquisto unitario della Alimentitaliani, visto che il tribunale e la curatela hanno aperto cinque bandi per l’affitto di ramo di azienda relativamente a cinque differenti settori (Uova, mangimificio, panificio, essiccatoio e pet food): impegno triennale fino al 2022, con possibilità di investire sugli stessi e con diritto di prelazione per un possibile successivo acquisto. Il 27 scadranno i tempi per la manifestazione di interesse, le buste saranno aperte il 31 luglio. Situazione che non tranquillizza i sindacati:

“Potremmo trovarci di fronte a cinque diversi acquirenti, o solo ad acquirenti per alcuni dei settori o anche per nessuno- spiega Daniele Marcaccioli della Uila regionale –  non dimentichiamoci che ci sono tre aziende del gruppo con le quote tuttora sotto sequestro: chi investirebbe in una situazione del genere?”.

Timing. C’è poi da risolvere anche la questione relativa alla divisione fra il settore produttivo ovicolo e l’azienda (le aziende agricole), che rischiano di far vendere solo un marchio senza niente. E’una corsa in salita, perchè i tempi della giustizia non coincidono con quelli della produzione: “Il 22 dicembre finisce l’esercizio provvisorio e con esso anche la cassa integrazione – spiega Paolo Sciaboletta della Flai Umbria – Chiediamo che qualunque soluzione ci si prospetti davanti il Mise vigili perchè siano garantiti continuità di esercizio e salvaguardia dei posti di lavoro”.

Sindacati concordi: “Di Maio deve farsi carico di questa vicenda, c’è in ballo il futuro di queste famiglie: che cosa ne sarà quando il 22 dicembre scadrà l’esercizio provvisorio? C’è la possibilità che venga prorogato, ma ci aspettiamo che il Ministero intervenga in prima persona”.

Summit politico. Intanto, prima di allora, il sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis ha convocato per la mattina del 20 luglio a Palazzo Mauri tutti i parlamentari umbri, a prescindere dagli schieramenti: “Fondamentale – dice Simone Dezi della Fai Cisl – che anche la politica regionale si presenti unita ed unitaria, perchè questo è uno snodo cruciale per l’economia di tutta la regione”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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