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Terni, Gentiletti: “Incarno una sinistra diversa e fuori dal sistema di potere”

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Terni, Gentiletti: “Incarno una sinistra diversa e fuori dal sistema di potere”

Andrea Giuli
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Alessandro Gentiletti

A.G.

TERNI – Dopo il candidato a sindaco della lista civica “Prima Terni”, Andrea Rosati e quello del centrodestra più civici, Leonardo Latini, tocca al candidato della lista civico-politica “Senso Civico”, Alessandro Gentiletti, rispondere alle 5 domande di lanotiziaquotidiana.it

 

1)  Si presenti in poche parole: chi è, cosa ha fatto e cosa fa nella vita, perché si candida 


“Mi chiamo Alessandro Gentiletti, ho 35 anni e vivo a Terni, dove esercito da 6 anni la professione d’avvocato. Mi sono laureato alla Luiss “Guido Carli” di Roma nel 2008, dopo aver trascorso un periodo di ricerca all’Università Cattolica di Lovanio in Belgio in diritti umani. Ho frequentato il liceo scientifico Renato Donatelli, dove sono stato rappresentante di classe e di istituto. Ho militato nella Fuci, di cui sono stato per un breve periodo moderatore del forum on line; ho collaborato con la mensa diocesana San Valentino; sono attualmente nel consiglio direttivo di Civiltà Laica e presidente dell’associazione Terni Valley. A livello politico, sono stato iscritto dal 2009 al 2013 al Partito Democratico per sostenere alle primarie congressuali il professor Ignazio Marino. Sono stato il portavoce del Comitato cittadino per il testamento biologico che nel 2010 reagì alla bocciatura della proposta di iniziativa popolare, ad opera di parte dello stesso Partito Democratico. Oggi mi candido sindaco della mia città sostenuto da Senso Civico, una lista unitaria di sinistra che riassume il percorso fatto in questi anni fra Terni Valley, Liberi e Uguali e altre forze civiche e politiche. Proverò a raccontare una sinistra diversa rispetto a quella che negli ultimi decenni ha purtroppo governato Terni. Una sinistra che è fuori dal sistema di potere e che ha il suo punto di riferimento nella città”.img_6844

2)  Ci dica in sintesi le 4-5 priorità del suo programma 


“I punti essenziali del programma di “Senso civico” sono i seguenti: 1) Sostenibilità, 2) Innovazione; 3) Competenza, 4) Uguaglianza e giustizia sociale; 5) Partecipazione. Intorno a questi punti si snodano le molte proposte che i cittadini hanno elaborato in questi anni nei sei gruppi di lavoro che si sono riuniti il sabato mattina a La Feltrinelli. Cito solo alcune delle tante proposte come esempio: – la definizione di un piano di mobilità alternativa e di città accessibile, basato su una riorganizzazione logistica e infrastrutturale della città, – la creazione di una nuova Destination Management Organization, per favorire una proposta turistica integrata (accesso, marketing, risorse umane, immagine e prezzi); – la riqualificazione del fiume Nera per un ritorno alla sua centralità nella vita cittadina; – l’introduzione di una no Tax Art, ovvero una serie di piccole agevolazioni che possano alleggerire le spese affrontate dalle associazioni no profit; – l’istituzione di un osservatorio ambientale permanente, in collaborazione con Arpa ed associazioni, per acqua, terra ed aria, per monitorare e condividere costantemente con la città dati essenziali. Queste sono solo alcune delle tantissime proposte che sono emerse nel confronto con la città in questi anni e che illustreremo nella campagna elettorale”.

3)  Quale è il suo giudizio sincero sulle ultime giunte che hanno guidato Terni? E come trova oggi lo stato complessivo della città? 


“Il mio giudizio è estremamente severo. Le ultime amministrazioni hanno perso tempo e fatto perdere tempo alla città, privandola del ruolo di primo piano a cui può ambire, soprattutto nel centro Italia. In particolare si è assistito ad una prevaricazione della politica con una conseguente frantumazione del tessuto sociale. La sovrapposizione fra le logiche di partito e la pubblica amministrazione ha portato la città al declino, aggravando in modo intollerabile la crisi economica, ambientale ed occupazionale. L’ultima giunta, in particolare, è stata chiusa in se stessa ed autoreferenziale. Tuttavia non sono riusciti a toglierci la voglia e la capacità di reagire: lo abbiamo sperimentato in questi due anni di attività di Terni Valley ed ora con Senso civico. La prima esperienza mi ha fatto scoprire che le eccellenze che sono state allontanate hanno voglia di contribuire alla ricostruzione della loro città e che, se messe in rete, possono fare quella rivoluzione necessaria che serve a Terni. Senso civico invece mi sta insegnando che è possibile ricostruire anche a sinistra una questione morale”.

4)  Esiste ancora una qualche differenza tra i concetti di Destra e Sinistra? 


Io sono convinto che abbia ancora senso distinguere fra sinistra e destra. E’ fisiologico che le due definizioni stiano subendo una riqualificazione semantica. Non sono mai state definizioni statiche, soprattutto nella storia del nostro Paese. Oggi è in corso un’evoluzione significativa del modo di concepire la società. Ad ogni modo, io sono ancora di sinistra perché credo che la giustizia sociale debba essere il fondamento e il fine dell’agire politico. Perché credo che le istituzioni debbano avere un ruolo nel realizzare condizioni di eguaglianza sostanziale e che esistano inderogabili doveri di solidarietà fra i membri di una comunità. Essere di sinistra – per me – significa questo. Significa inclusione e trasversalità nei fatti. E’ una posizione politica che include chiunque abbia a cuore gli altri, ed in particolare coloro che la società ha lasciato indietro. La mia sinistra esclude soltanto chi ha cuore unicamente se stesso e i suoi interessi economici e di potere”.

5)  Per un politico e un amministratore l’onestà è qualità sufficiente ed esaustiva?

“L’onestà è certamente fondamentale. Tuttavia occorre intendersi su cosa significhi essere onesti. Essere onesti significa avere un rapporto con la comunità improntato a trasparenza, lealtà e responsabilità reciproca. Un amministratore, per essere onesto, deve sempre tenere fede al mandato ricevuto, ascoltare la città e circondarsi di persone più competenti di lui. Se con questo intendiamo essere onesti, allora l’onestà per me è condizione necessaria e sufficiente per un buon amministratore”.

 

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