CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Terni, Alessandrini rilancia sul gender: “Progetto non chiaro”. Civiltà Laica attacca

Cronaca e Attualità Terni

Terni, Alessandrini rilancia sul gender: “Progetto non chiaro”. Civiltà Laica attacca

Redazione
Condividi

Una classe delle scuole elementari

TERNI – Prosegue la caccia al gender dell’assessore alla scuola del comune di Terni Valeria Alessandrini, che ha replicato alla conferenza stampa del consigliere di parità della Provincia Maria Teresa Di Lernia, che nello spiegare il progetto che è partito ad Amelia, ha spiegato che non ci sono riferimenti al gender stesso e che quella dell’assessore è una ingerenza politica. Una vicenda che in questi giorni ha portato Terni persino sulle colonne di Repubblica (è già la seconda volta dopo la vicenda dei consiglieri morosi).

“Torno a ribadire  – ha affermato la Alessandrini – che la lotta alle discriminazioni e alla violenza sulle donne è anche una mia battaglia. Nel progetto che sto avviando a Terni in collaborazione con Prefetto e Questore tale questione, insieme a quelle relative al contrasto alla droga o al bullismo, è ben affrontata. Trovo, tuttavia, fuorviante sia il titolo dell’iniziativa “bambole azzurre e soldatini rosa”, sia alcuni passaggi contenuti all’interno del progetto dove, ad esempio, si fa specifico riferimento a tematiche, cito testualmente “legate alla personalità, stimolando la riflessione su se stessi, sulle proprie aspirazioni, su come siamo e come vorremmo essere” e riflessioni “sulla propria identità di genere”. Esistono dei passaggi di tale progetto, insomma, che non mi convincono del tutto soprattutto in relazione all’effettiva efficacia delle metodologie utilizzate per far passare un messaggio universale e condiviso: quello della lotta alla discriminazione. Come leghista, come mamma e come insegnante – ha concluso la Alessandrini – sono assolutamente contraria all’inserimento delle teorie gender nelle scuole, ribadendo il ruolo primario e imprescindibile della famiglia nell’educazione dei figli come riconosciuto dalla Costituzione italiana”.

Civiltà Laica. Gli risponde Alessandro Chiometti di Cvità Laica. Che prima di tutto cita il passaggio della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla  legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione ,  di opinioni politiche di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e  sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei  cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e  l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione  politica, economica e sociale del Paese”) e poi replica usando lo stesso metro dell’assessore: “Come cittadino di Terni mi preoccupa sapere che in un settore  fondamentale come quello della scuola – dice – si conferiscano incarichi a  persone che citano la Costituzione Italiana in maniera strumentale e che  usano parole a casaccio in lingue straniere (“gender”) per nascondere i  loro pregiudizi ideologici agli studi di genere noti fin dagli anni ’70  e che oggi nessun educatore serio si sognerebbe di mettere in  discussione. Se bastano soldatini rosa e bambole azzurre a spaventare un assessore  forse bisognerebbe riflettere se si è pronti ad affrontare le sfide che  questa posizione comporta, tenendo in mente che si può essere leghisti o  comunisti o di nessun partito, ma quando si ricoprono ruoli  istituzionali, si è al servizio di tutti i cittadini e tutte le
cittadine a prescindere dal loro sesso biologico e dal loro orientamento  sessuale”.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere