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Terni, addio a Florio, poeta ciabattino: dalla sua bottega dispensava cultura

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Terni, addio a Florio, poeta ciabattino: dalla sua bottega dispensava cultura

Redazione cultura
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TERNI – Se ne va un altro pezzo della storia di Terni. Zenobio Piastrella, in arte Florio, è morto ieri  ad 87 anni. Ciabattino di professione – sua la bottega in vico Catina – le sue poesie in dialetto ternano ne hanno fatto una figura storica della cultura cittadina, tanto da fargli vincere anche  Thyrus d’oro dell’Ente Cantamaggio nell’ambito del premio di poesia dialettale intitolato ad Alighiero Maurizi.

Scarpe e poesia, i due fari della sua vita. Delle scarpe aveva fatto persino un museo ospitato presso la sede dell’associazione culturale La Pagina, in cui ha raccolto tutto quello che aveva in cantina. Calzolaio dal 1939 fino al 1997 (“Lo decise la mia famiglia, a me non è mai piaciuto, poi però l’ho fatto per 50 anni e alla fine l’ho amato”) aveva vinto anche  il San Valentino d’Oro, il premio per il Miglior artigiano dell’Umbria. E poi tanti premi per le sue rime dialettali che raccontavano spaccati di città. Nel suo banchetto ospitò tutti e mentre riparava le scarpe, dispensava cultura.

I funerali si terranno lunedì 30 luglio alle ore 10 nella Chiesa del Sacro Cuore. Qui sotto, per ricordarlo, una storica intervista in cui racconta parte della sua vita.

L’assessore Giuli Così il vicesindaco e assessore alla cultura Andrea Giuli: “Con Florio, artigiano, poeta e animatore culturale, si spegne una delle voci più genuine, vere ed amate della città e della storia di Terni, oltrechè del sentimento più radicato della tradizione. L’amministrazione non sarà insensibile a quello che è stato il suo insegnamento ed il suo lascito culturale”.

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