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Terni, addetti alle pulizie del Comune allo stremo: appello dei sindacati

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Terni, addetti alle pulizie del Comune allo stremo: appello dei sindacati

Andrea Giuli
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TERNI – Ventisei famiglie. E ventisei persone, lavoratori all’interno di queste famiglie che da mesi non prendono il magro stipendio, nè tredicesima, nè Tfr.

La condizione dei lavoratori Ventisei lavoratori, addetti alle pulizie civili dei locali e degli edifici del Comune, che – chi più, chi meno – non riescono più a pagare l’affitto di casa, la rata della macchina, le tasse universitarie del figlio, le bollette del gas. Per diversi di loro, si tratta di uno “stipendio” diminuito da 7-800 euro al mese a neppure 200. Sono uomini e donne, più spesso padri e madri di famiglia che, dal 2017, passano di sei mesi in sei mesi in rinnovi contrattuali, medianti bandi semestrali del Comune al massimo (anzi, super-massimo) ribasso. Lo scorso anno con una azienda e quest’anno con un’altra.

Scadenza Adesso, l’ennesima gara semestrale va a scadenza il prossimo 30 giugno e i sindacati del settore hanno solo vaghi impegni del commissario straordinario di palazzo Spada per delle condizioni appena migliorative. E i 26 lavoratori sono al limite dell’esasperazione.

I sindacati Il quadro, drammatico e tuttora incerto, lo espongono ancora una volta in conferenza stampa i segretari di Cgil, Cisl e Uil di categoria, Lattanzi, Sabatini e Ferrante: “C’è un problema che persiste in Comune sul fronte dell’appalto delle pulizie, si va al rilento, non riusciamo ad avere assicurazioni precise sul fatto che alla prossima, imminente scadenza non andremo ancora al massimo ribasso, prassi che vede noi sindacati nettamente contrari, in base anche allo stesso codice degli appalti. Codice che parla chiaro in tal senso. Questo appalto presenta un costo della manodopera che si aggira intorno all’80%, mentre la legge prescrive di non superare il 50%, gli stipendi di molti di questi addetti sono calati da 700-800 euro al mese, in alcuni casi, fino a 170 euro mese. Abbiamo fatto vari incontri in Comune, ma nel 2017 palazzo Spada ha deciso comunque di continuare con il massimo ribasso. Tale trattamento ha ripercussioni gravi sulla pensione e gli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Tra l’altro, l’articolo 97 del Codice degli appalti indica chiaramente come la stazione appaltante debba svolgere dei controlli seri. sulla congruità delle offerte, sulla base di precise tabelle dell’Anac. Oggi questi lavoratori sono costretti a pulire circa l’equivalente di due campi da calcio, mentre la legge dice tutt’altro,mimoine parametri chiari. Speriamo che per il 30 giugno il Comune possa inserire nel nuovo bando paletti precisi su orari e modalità del lavoro che gli addetti devono svolgere. Finora, negli ultimi due bandi, si è affidato l’appalto con ribasso tra il 60 e il 70%. Inaccettabile. Per ora non abbiamo altre interlocuzioni. Ma adesso la vicenda seguirà due strade: una della vertenza legale verso l’azienda che non ha ancora pagato i lavoratori, l’altra riguarda l’attualità per evitare che si ripetano queste sciagure. Non si tratta solo di tutelare la sicurezza economica, ma anche la dignità e le condizioni di lavoro di queste persone”.

 

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