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Terni, 41 anni fa a Bologna la morte di Secci, è polemica: “Dal Comune solo il compitino”

Da Terni presente il solo assessore alla cultura Cecconelli. L'attacco di opposizioni ed Arci: "Memoria dimenticata per motivi politici"

TERNI – Il 2 agosto è sempre un giorno triste per Terni. Si commemora infatti la scomparsa, 41 anni di Sergio Secci, il giovane ternano morto nell’attentato terroristico del 1980, nel quale una bomba messa all’interno di una valigia nella sala d’attesa della stazione di Bologna portò alla morte di 85 persone. Per quell’attacco sono tuttora in carcere  coloro che ne sono stati ritenuti gli esecutori materiali, gli esponenti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, tra cui Valerio Fioravanti, Francesca Mambro.

Il Comune di Terni è presente, con l’assessore alla cultura Maurizio Cecconelli in rappresentanza dell’Amministrazione comunale e con il gonfalone, scortato da agenti della Polizia Locale.

Giunta latitante su Secci. Un comunicato striminzito di cinque righe sul sito del Comune, al quale l’opposizione risponde con una nota nella quale si attacca la scelta di mandare l’esponente di FdI, titolare di un assessorato che nulla c’entra con la vicenda. Da quando il sindaco Latini si è insediato, infatti, mai quest’ultimo è stato presente a Bologna: “Sentiamo il dovere – scrivono – di sopperire al vuoto che la giunta Latini è solita palesare quando c’è da ricordare le vittime del terrorismo di matrice fascista. Il sindaco di Terni, che è solito commemorare ogni evento, tace ogni anno e così quest’anno non ha diramato neanche una nota. Ricordiamo che la perdita di Sergio all’epoca ebbe un impatto fortissimo per la comunità ternana e oggi sono ancora tanti gli amici che lo ricordano segnati da quella tragedia eversiva, che lasciò la nostra Italia sgomenta dinanzi ad 84 morti tra cui 8 bambini e oltre 200 feriti. Suo padre Torquato e sua madre Lidia furono – sottolinea la nota –  in prima fila nell’associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, tanto da diventare punto di riferimento della battaglia per fare piena luce su ogni aspetto dell’attacco terroristico. Una richiesta di verità su cui le istituzioni cittadine hanno il dovere di far sentire la loro voce e a chi devono assicurare il loro sostegno”.

Fare chiarezza. Interviene anche l’Arci: ” Oggi, a 41 anni di distanza, restano ancora troppi aspetti da chiarire per avere verità e giustizia sulla strage fascista, una delle pagine più buie della nostra storia. Un anniversario che arriva quest’anno mentre è in corso a Bologna il processo ai mandanti della strage per individuare i responsabili dei depistaggi e svelare quell’intreccio di rapporti tra pezzi delle istituzioni, P2, servizi deviati e neofascisti. Il prossimo 28 ottobre ricorderemo Sergio con un concerto di Lucilla Galeazzi al Teatro Secci di Terni, con l’occasione sarà presentato il cofanetto “Semo de Cinturini – Lucilla Galeazzi la memoria e la sua città”, un lavoro della cantautrice ternana sulla ricerca e la divulgazione dei canti popolari umbri e sulla memoria di storie, eventi e persone narrati nei canti raccolti. Non c’è futuro senza memoria”.

 

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