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Terni, 2 su 3 cittadini soffre di tiroide. Il tribunale del malato: Endocrinologia indebolita

Cronaca e Attualità

Terni, 2 su 3 cittadini soffre di tiroide. Il tribunale del malato: Endocrinologia indebolita

Andrea Giuli
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TERNI – Tutto o bene. Quasi. Forse. Una persona su tre non ha problemi, nel nostro territorio, con la tiroide; due persone su tre, di conseguenza, ne hanno, seppur di diversa portata medica. E, secondo il professor Giammartino (responsabile della struttura di Endocrinologia dell’ospedale di Terni) “non vi sono ancora evidenze scientifiche che certifichino il nesso causa-effetto tra i fenomeni tiroidei e i fattori di inquinamento ambientale”, anche se, per esempio, “ci sono voluti 50 anni per scrivere sui pacchetti delle sigarette che il fumo fa male, cosa che tutti sapevamo”, senza contare, aggiunge il medico, che “certamente il tabagismo peggiora tali fenomeni della tiroide e le sue patologie”. I dati degli screening raccolti a Terni, Narni e Foligno durante la Giornata mondiale della tiroide 2016, continua Giammartino, “sono comunque stabili, stazionari, nel senso che ancora non abbiamo potuto vedere eventuali cambiamenti, usando il sale iodato i cui effetti si rilevano non prima di 10 anni. Il sale iodato riduce molto la patologia. Tale uso è ora obbligatorio per legge e in uso da due, tre anni anni qui da noi”. Giammartino ha pure accennato a dei “problemi con le liste d’attesa”, invitando ad una più ampia collaborazione tra i pazienti cronici, i medici di base e gli specialisti.

Queste le risultanze generali (dei numeri parleremo dopo) scaturite, appunto, dagli screening condotti nelle piazze grazie all’associazione umbra malati tiroidei (Aumat), in collaborazione con Anfi (l’associazione nazionale finanzieri), ma sono gli stessi rappresentanti dell’associazione – Pietro Matteucci e il presidente Elio Proietti – a precisare che si tratta di dati “non significativi statisticamente, nè basati su un campione rappresentativo”. Insomma, nulla di più di un segnale, di una tendenza. Una situazione illustrata venerdì mattina, presso l’azienda ospedaliera ternana, in una conferenza stampa alla presenza, oltre che dei rappresentanti Aumat e del dottor Giammartino, del direttore generale del Santa Maria, Maurizio Dal Maso che ha molto insistito su una sempre maggiore e più efficace integrazione operativa tra il ruolo dell’Asl e quello dell’azienda ospedaliera.

Tutto bene o quasi, si diceva. Infatti, ad inserire il dito nella piaga ci ha pensato il Tribunale per i diritti del malato di Terni, attraverso Alberto Marucci e il presidente Daniele Giocondi. La testimonianza del primo e’ accorata: “Io sono tiroideo da anni, sono andato a Pisa che è una eccellenza come lo sono le strutture di Macerata e di Perugia. Qui a Terni, ad Endocrinologia, operano solo due medici a Terni, bravissimi, che si sacrificano. Ma è mai possibile? A Perugia, mi dicono, ve ne sono 4 o 5. Per le prestazioni A Pisa ho pagato 10 mila euro, ma sono stati perfetti. Vogliamo mettere altri due medici ad Endocrinologia a Terni? Questa è una città ad alto rischio”. Tra l’altro, pare che lo scorso anno proprio Endicrinologia ternana avrebbe seriamente rischiato la chiusura a favore di Perugia. Dal canto suo, il presidente Giocondi ha puntualizzato – non senza velature polemiche – che “noi scriviamo e formalizziamo richieste alle direzioni generali, ma il riscontro non è dei migliori. Esiste un problema di pendolarismo dei malato oncologici ternani che sono dovuti andare con mezzi propri a Spoleto per usufruire dell’acceleratore lineare che a Terni doveva essere operativo in giugno, ma ancora non lo è. Chi di dovere ascolti. Tale pendolarismo passivo ci danneggia anche in termini economici”.

I numeri di questi screening ecografici (senza particolare rilevanza statistica, ripetiamo) dicono questo: a Terni, su 150 screening totali eseguiti, 41 sono nella norma (17%), 72 presentano il gozzo nodulare (47,2%), per 37 vi sono alterazioni strutturali (35,7%) e 74 da richiamare per ulteriori accertamenti (49,3%). A Narni, 75 sono stati gli screening totali, 25 nella norma, 26 con gozzo nodulare, 24 con alterazioni strutturali e 16 da richiamare per accertamenti. I dati Anfi di Foligno, su 70 screening eseguiti, evidenziano 12 nella norma, 33 con gozzo nodulare, 25 con alterazioni strutturali e 3 da richiamare per accertamenti. Su 387 screening complessivi, 106 sono risultati normali, 101 con alterazioni strutturali, 180 con gozzo nodulare. Ovvero, 281 rilevazioni sono risultate con varie problematiche tiroidee. Tutto bene? Tutto stazionario, quindi?

 

 

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Andrea Giuli
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