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Ternana, la festa è finita: il Vicenza passa al Liberati (2-1)

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Ternana, la festa è finita: il Vicenza passa al Liberati (2-1)

Emanuele Lombardini
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La delusione di Palombi (foto Settonce)

Ternana-Vicenza 1-2
TERNANA (4-3-1-2): Aresti; Zanon, Masi, Valjent, Germoni; Defendi (42’st Battista) Petriccione, Di Noia; Falletti (45’st Surraco); Avenatti, Palombi (13’st Dugandzic). A disp: Di Gennaro, Meccariello, Contini, Sernicola, Bacinovic, Di Livio. All. Carbone
VICENZA (4-3-3): Benussi, Pucino, Adejo, Esposito, Zaccardo; Urso, Rizzo, Vita; Fabinho (42’pt Orlando) Giacomelli (42’st Smith), Galano (24’st Cernigoi). A disp: Dani, Zironelli, Bianchi, Zivkov, H’Maidat. All. Bisoli
ARBITRO: Illuzzi di Molfetta (Opromolla- Galetto IV Uomo Ranaldi).
MARCATORI: 23′ pt Giacomelli (V), 2’st Petriccione (T), 41’st rig Pucino (V)
NOTE: Giornata fredda ma soleggiata, terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori  2726 (1239 paganti e  1487 abbonati). Espulso: 48’st Di Noia (T) per doppia ammonizione.Allontanato 29’st il tecnico del Vicenza Bisoli per proteste (V). Ammoniti: Zaccardo (V), Giacomelli (T), Zanon (T). Calci d’angolo:  5-2. Recupero: 1’pt 4’st.Cori e striscioni contro il presidente Longarini dalla Curva Nord.

TERNI – Fine dell’idillio, se mai c’è stato. La Ternana torna di colpo quella abulica e inconsistente di inizio anno e si lascia battere 2-1 da un Vicenza per niente irresistibile, ma che come già dimostrato quest’anno gioca meglio fuori casa che al Menti. Bisoli prosegue l’imbattibilità contro i rossoverdi, apparsi nella circostanza lenti, distratti e senza alcun mordente, tranne che nella prima parte della ripresa. Era uno scontro diretto, una prova di maturità e la Ternana esce inequivocabilmente bocciata.

La partita.  Nel Vicenza un nome importante: il campione del Mondo Zaccardo a presidiare la fascia sinistra. L’ex rossoverde Giacomelli in campo dall’inizio come l’ex Gubbio Galano e gli ex Grifo Rizzo e Fabinho. Carbone ritrova Masi e Defendi e senza Palumbo, preferisce Petriccione a Bacinovic. Vicenza in una inedita divisa a strisce verticali biancazzurre, in omaggio al quarantennale del gemellaggio in atto col Pescara.

Partenza sin troppo diesel della Ternana. I rossoverdi hanno due buone occasioni, ma non riescono a sfruttarle: prima al 5′ con Defendi che mette in mezzo, salta due avversari e poi libera per Palombi che manda a lato; quindi al 12′ quando Falletti termina una serpentina a terra al limite dell’area: punizione, ma il destro a giro di Zanon è alto. Il Vicenza ha grossi limiti sulla sinistra, dove Zaccardo è in grosso affanno, ma la Ternana non ne approfitta e anzi alla prima vera occasione i berici vanno a segno, con Giacomelli salta Zanon e con un destro a girare batte Benussi.

Il gol non scuote la Ternana, che anzi continua a perdere palloni a centrocampo. Le uniche cose degne arrivano su calcio piazzato, con Falletti al 27′ (palla in mezzo che Defendi non raccoglie) e con Valjent poco dopo la mezzora (palla a lato). Al 41′ i rossoverdi si riaffacciano in area di rigore: cross di Germoni a servire Palombi, colpo di testa lento e palla a lato. Primo del riposo, azione sull’asse Avenatti-Di Noia e parata di Benussi.

Ripresa. All’intervallo, Ternana subito lancia in resta: il colpo di testa di Masi sugli sviluppi di un calcio d’angolo (2′) è il preludio al pareggio che arriva al 5′ al termine di una azione tutta di prima con Falletti che scarica verso Petriccione, l’ex Fiorentina si libera di un avversario e supera Benussi con un tocco sotto. Poco dopo la Ternana potrebbe addirittura raddoppiare, col tiro di Falletti che sfiora il palo.

Si va avanti a strappi, ma è una Ternana migliore rispetto al secondo tempo e il Vicenza se ne accorge: la squadra di Bisoli fatica a reagire al pareggio e quando arriva in area rossoverde lo fa in modo confuso o con tiri da lontano, come quello di Urso al 19′ che Aresti manda in calcio d’angolo. Masi (25′) chiude in velocità su un cross di Orlando, ma subito dopo Giacomelli tenta l’eurogol, con la palla che però finisce lontana. A seguire, Aresti si supera due volte, prima sul tiro di Orlando poi sulla ribattuta di Cernigoi.

L’esterno berico, entrato nel primo tempo al posto dell’infortunato Fabinho, fa il bello e il cattivo tempo ed è da una sua fuga assolutamente incontrollata – una delle tante – che prende origine il rigore che cambia faccia alla partita: Urso è toccato da Zanon. Illuzzi, negativa la sua direzione, assegna il penalty: Pucino tira, Aresti intuisce ma non ci arriva.  La rete è una mazzata per i rossoverde, Carbone dopo aver inserito Dugandzic inserisce in sequenza Battista e Surraco, ma è solo la forza della disperazione e anzi nel recupero rischia anche il tris con Cernigoi (Aresti respinge). Vince il Vicenza, senza meritarlo per niente e scavalca i rossoverdi: domenica al Mazza di Ferrara, contro la Spal sconfitta a Vercelli e senza Zanon (alla decima ammonizione, squalificato) e Di Noia sarà durissima.

DOPOGARA

Carbone non cerca scuse: “Molto male, soprattutto nel primo tempo. Due errori ci sono costati due gol subiti. Nel primo tempo non siamo stati mai cattivi, mentre nella ripresa siamo entrati in  campo con un piglio diverso.  abbiamo pareggiato e quando pensavo di averla portata in porto è arrivato il secondo errore. Non ci sono scuse, sapevamo cosa dovevamo aspettarci dal Vicenza. Le squadre di Bisoli sono così, aspettano e sfruttano la prima indecisione dell’avversario. Li avevo avvisati, ce la siamo cercata. Non c’eravamo con la testa. Sono molto deluso, non mi aspettavo una prestazione così. Potevamo stare fuori dalla zona a rischio anche oggi. Potevamo almeno pareggiarla. E Di Noia è stato ingenuo, non si doveva far espellere”.

Zanon. Damiano Zanon, da capitano si assume le responsabilità del ko: “Mi assumo le responsabilità su entrambi i gol avversari. Bravi loro a sfruttare i nostri errori, ma noi abbiamo sicuramente demeritato. Sulle mie pecche ci metto la faccia. Conoscevamo le caratteristiche del Vicenza: ci ritroviamo a pagare due errori nostri e due tiri in porta loro, le buone reazioni dentro la partita non sono bastate. Oggi gli avversari ci hanno messo in difficoltà, il problema è che non ci siamo accontentati: volevamo staccarci e vincere, e invece siamo qui a mangiarci le mani. Ora dobbiamo pensare a fare quanti più punti possibile da qui alla fine del girone. Troppa foga per tentare di vincere a tutti i costi ci ha portato, soprattutto in impostazione, a commettere errori pagati cari. Ora ripartiamo dalla solita voglia di voler portare punti a casa, dalla solita grinta. Con due risultati positivi si può cambiare tantissimo la classifica e lo dobbiamo ai nostri tifosi, che ci sostengono sempre”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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