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Ternana, il linguaggio della resa: rimontata e battuta, retrocessione ad un passo

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Ternana, il linguaggio della resa: rimontata e battuta, retrocessione ad un passo

Emanuele Lombardini
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foto ufficio stampa Pro Vercelli

Ternana-Pro Vercelli 1-2

TERNANA (4-3-2-1): Aresti; Zanon, Meccariello, Contini, Germoni (1’st Rossi); Defendi, Coppola, Palumbo (30’st Acquafresca); Pettinari (5’st Diakitè) Falletti; Avenatti. A disp.:Di Gennaro,  Petriccione, Ledesma, Sissoko, Monachello, Palombi. All.:Gautieri.
PPRO VERCELLI (3-5-2): Provedel; Legati, Bani, Dramane; Germano, Emmanuello (32’st Osei), Vives (20’st Berra), Palazzi (13’st Castiglia), Eguelfi; Aramu, Bianchi.  A disp: Zaccagno, Luperto, Mammarella, Starita, Baldini, Comi. All. Longo.
ARBITRO: Marinelli di Roma 2 (assistenti: Gori-Soricaro IV Uomo Chindemi)
MARCATORI: 11’pt Falletti (T), 26’pt rig Aramu (P), 44’pt Bianchi (P)
NOTE: Giornata piovosa, terreno di gioco scivoloso. Spettatori 2500 circa (1078 paganti) Espulso 4’st Contini (T), Palazzi (P) per doppia ammonizione. Ammoniti:  Coppola (T). Defendi (T),  Palumbo (T), Bianchi (P), Zanon (T). Calci d’angolo: 2-3. Recupero 1’pt 3’st. In tribuna l’ex tecnico della Ternana Andrea Agostinelli

TERNI – “Il linguaggio della resa”, cantava Tony Maiello vincendo le  Nuove Proposte a Sanremo 2010.Quando si perdono due scontri diretti in casa, uno dei quali dopo essere passati in vantaggio; quando prendi cartellini gialli evitabili e rossi ancora più ingenui, quando non protesti nemmeno per i rigori che ti spettano e non ti danno, quando non passi mai la metà campo in 45 minuti e invece dovresti provare a buttarla dentro, c’è poco da dire. La Ternana è tutto questo e la gara con la Pro Vercelli è l’emblema della stagione, se possibile peggiore delle volte in cui era finita in goleada. Perchè oltre ai tre punti è mancata la voglia di lottare. Fischi, per i rossoverdi, cori di protesta a fine gara e tanta rassegnazione: domenica arriverà il Trapani e se in settimana non verrà radiato il Latina per fallimento, sarà di fatto il deprofundis, a 13 giornate dalla fine.

La partita. Contini centrale al posto di Valjent e Falletti che torna in attacco, in luogo di La Gumina per la Ternana, mentre sul fronte opposto Moreno Longo cambia a centrocampo: Palazzi per Castiglia ed Eguelfi per Mammarella. In attacco c’è Bianchi che ha vinto il ballottaggio con Comi.

Parte bene la Ternana. L’approccio, vero e proprio punto dolente in queste ultime uscite, stavolta sembra funzionare. I rossoverdi hanno tre buone occasioni nei primi 11′: subito il tiro di Palumbo, con Provedel che manda in angolo, a seguire Pettinari scappa via sulla fascia e mette in mezzo per Falletti, tiro a botta sicura e parata di Bani. Il terzo tentativo è quello buono: sponda di Avenatti per Falletti che avanza e tira a mezza altezza: battendo un Provedel incerto.

La Ternana a questo punto dovrebbe spingere sul gas per chiudere il conto e invece si ritrae, favorendo il ritorno della Pro Vercelli. L’occasione del 23′ (Palazzi entra in area e crossa, deviazione di Meccariello, colpo di testa di Bianchi e palla fuori) è il campanello d’allarme, che però la Ternana non recepisce e anzi alla prima vera fuga i piemontesi pareggiano, al minuto 25: Bianchi viene steso da Pettinari, calcio di rigore che Aramu trasforma. Nessuna reazione dalla Ternana, il gioco ristagna e a tratti la Pro Vercelli è perfino irridente nelle sue discese in area rossoverde: al 37′ lancio di Vivers per Germano che mette in mezzo per Palazzi, il cui destro al volo finisce a lato. Ternana in caduta libera. Aresti ne combina due enormi in 60 secondi: sulla prima (respinta di pugno su punizione di Aramu) è graziato dalla palla che sibila a lato. Sulla seconda succede l’inverosimile: Coppola perde palla a centrocampo, botta di Aramu a centrocampo, Aresti respinge sui piedi di Bianchi che segna a porta vuota.

 Ripresa. Di male in peggio, nella ripresa. Che comincia col giallo a Palumbo e l’assurda gomitata, in una zona lontanissima dalla porta, di Contini ad Aramu. Inqualificabile, per un giocatore della sua esperienza. Gautieri, che aveva messo Rossi per Germoni, inserisce Diakitè per Pettinari. Rossoverdi in rottura prolungata: l’occasione del 16′ è in questo senso emblematica: la Pro Vercelli si infila come il coltello in quel celebre tonno e manda in crisi la difesa; ci prova Palumbo che però sbaglia l’intervento e non è gol solo perchè stavolta Aresti ci arriva. Subito dopo, la Ternana reclama un rigore per un atterramento di Avenatti: il fallo è evidente perchè simile a quello che ha portato al penalty per gli ospiti, l’arbitro non concorda, i giocatori restano a braccia conserte. Poco prima, Provedel aveva respinto di pugno su una punizione di Falletti e la Pro aveva sfiorato il tris con Emanuello (nuovo errore di Palumbo, ma il tiro è addosso al portiere). L’occasione fallita in contropiede da Aramu è l’ultima del match, poi una lunga agonia, sino alla fine. A fine gara monta la contestazione: Costanza Farroni, la responsabile dei rapporti con le tifoseire, prova a calmare la gente della Nord, alcuni (pochi) giocatori si avvicinano per un confronto: è l’epilogo triste di una stagione sbagliata.

DOPO GARA, Gautieri: “Ognuno si prenda le sue colpe”

Nessuno dei giocatori viene a metterci la faccia. Si presenta solo Gautieri: “La partita si era messa bene – dice –  ma al primo pericolo che ci ha creato la apro Vercelli siamo caduti. Non mi è mai capitato di perdere 6 partite consecutive, al massimo due. Io ci metto la faccia e mi prendo le mie responsabilità ma anche i giocatori devono farlo. Bisogna guardarsi negli occhi, scegliere le parole giuste e prendersi le responsabilità che sono di tutti. I giocatori devono mettersi in testa che tutti fa oggi sono in discussione. Io lavoro per migliorarmi e stessa cosa devono fare loro. Oltre alla squadra bisogna salvare la dignità personale. Stiamo facendo tantissime figure di m. e mi da fastidio vedere messo in discussione il mio lavoro”.

E ancora: “Parti il secondo tempo ritrovandoti in dieci e poi si fa duro. Qualcosa devi cambiare anche per la mentalità. Metto in discussione anche il mio lavoro. Mi da fastidio fare bene i primi quindici minuti e poi basta.Bisogna crederci, la classifica non ci condanna ancora. Mi da fastidio vedere il mio lavoro andare in fumo”. E sulle dimissioni: “Non ci penso”

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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