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Ternana, cori e contestazione: Fabris e Brevi allontanati, Diakitè ai margini

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Ternana, cori e contestazione: Fabris e Brevi allontanati, Diakitè ai margini

Emanuele Lombardini
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Luigi De Canio contestato (foto Calciofere.it)

TERNI– Altro che Buon Natale. Come era prevedibile, dopo la decisione di ieri sera della proprietà di riconfermare Luigi De Canio alla guida tecnica della Ternana, stamattina alla ripresa degli allenamenti è scattata la contestazione. Circa 300 tifosi si sono radunati a Campitello e per tutta la durata della seduta hanno bersagliato l’allenatore e i giocatori con cori e urla, chiedendo a gran voce le sue dimissioni. Un clima di contestazione civile ma forte che a Terni non si vedeva da oltre  15 anni.

Brevi e Fabris. C’è da dire che De Canio non fa assolutamente nulla per gettare acqua sul fuoco, anzi. Diakitè è tornato nuovamente ai margini del gruppo dopo essersi allenato ieri con gli altri e per questo motivo, probabilmente, il tecnico ha allontanato il suo vice Brevi – che ieri aveva diretto la seduta – e il collaboratore Fabris. Voci dall’interno fanno sapere che non pare essere un provvedimento temporaneo. De Canio contro tutti, quindi. Almeno così pare. Il tecnico va avanti per la sua strada, forte ovviamente della conferma da parte della proprietà, non risponde ai cori ma la situazione di tensione è evidente. L’allenamento è di fatto nullo, a parte qualche ripetuta coi preparatori atletici e il lavoro dei portieri, perchè la squadra non riesce a concentrarsi e il tecnico è spesso in disparte, da solo.

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Tagliavento e De Canio. Poco prima della fine della seduta tenta una ambasciata il club manager Paolo Tagliavento, che viene anche lui bersagliato (“Non sei di Terni, sei come loro”). Visibilmente in imbarazzo e ovviamente impossibilitato a rispondere alle domande con versioni diverse da quella ufficiale, si trova un accordo per fare entrare una piccola rappresentanza a parlare in privato col tecnico. Dopo una ventina di minuti, Tagliavento e i tifosi tornano fuori, insieme a De Canio e parte della squadra. De Canio tenta il confronto ma il malcontento  ha il sopravvento e il tecnico torna indietro, fermandosi a parlare coi tifosi ‘delegati’.

I cori proseguono, all’indirizzo dei giocatori – Vives e Frediani soprattutto – e qualcuno si lascia scappare: “Vent’anni fa saremmo entrati dentro in massa”. Un piccolo momento che stempera, prima del finale rivolto ai giocatori, che fa riflettere “Giovedì col Teramo non provate a vincere, o tocca anche a voi”. E insomma. Non c’è male, come augurio di buone feste….

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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