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Ternana, confronto tifosi-squadra. Curva Nord dura: “Longarini vendi e vattene”

Cronaca e Attualità Terni

Ternana, confronto tifosi-squadra. Curva Nord dura: “Longarini vendi e vattene”

Emanuele Lombardini
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La curva Nord della Ternana

TERNI – Stamattina alla ripresa della Ternana degli allenamenti nervi tesi all’antistadio Taddei. Alcuni giocatori, Masi e Meccariello in testa e il tecnico Carbone hanno incontrato i tifosi. Confronto civile, ma duro. Sotto accusa Meccariello, per l’espulsione rimediata – il giocatore ha ammesso le responsabilità – e i due giocatori rei secondo i tifosi, di aver salutato un po’ troppo caldamente l’ex Vitale, che ha esultato al gol segnato. Questione quest’ultima, che francamente esula dal lato tecnico e del resto in un calcio dove le bandiere non ci sono più dovrebbe passare in secondo piano. Non può passare invece sotto silenzio la crisi della squadra e soprattutto la latitanza della società. La squadra – lo ricordiamo – è in silenzio stampa, proclamata dal tecnico. La società non parla per sua scelta e ormai l’unico rappresentante che si vede allo stadio è il “non in organigramma” Andrea Vasile, delegato del dg Capizzi a sua volta delegato di Simone Longarini. E’anche per questo che la Curva Nord si è fatta sentire chiedendo a gran voce la cessione della società. Questo il duro comunicato:

Il comunicato della Curva Nord. “In questi anni come Curva Nord abbiamo cercato con impegno e non poche critiche di far ritornare quella voglia di stadio e quell’amore per il rossoverde ormai per tanti svanito. Lo abbiamo fatto mettendoci la faccia, non guardando interessi o altro e cercando in primis di ricostruire un rapporto ormai perso tra città e proprietà. Ci siamo fatti portavoce di un’intera città nel famoso incontro tenutosi a Roma, abbiamo messo colore ed entusiasmo per la presentazione della squadra e per i 90 anni della Ternana, abbiamo proposto idee e consigli per tornare ai fasti degli anni indietro, parlando di stadio e tanto altro. Abbiamo fatto o quanto meno ci abbiamo provato ma in cambio non c’è stato niente. A questo punto diciamo basta! Longarini ha tradito nuovamente noi e tutta la comunità ternana, facendoci credere in un cambiamento mai avvenuto, anzi forse sì, ma in peggio, con scelte a dir poco scellerate e una gestione della squadra e della società incomprensibile. Una continua latitanza nei momenti in cui un vero presidente dovrebbe far sentire la sua voce e metterci faccia e impegno, questo lei continua a non farlo. Vede sig. Longarini una società di calcio non è un’azienda dove conta solo bilancio o essere in attivo, ma rappresenta una comunità, rappresenta delle persone che soffrono per quei colori e soprattutto rappresenta una storia, e la nostra era una gloriosa storia ma che lei e la sua famiglia siete riusciti a distruggere, siete riusciti a far svuotare uno stadio, a far disinnamorare intere generazioni e anche chi questi colori ce l’ha cuciti nel cuore. A differenza vostra e dei vostri comunicati d’amore ipocriti e ingannevoli, la Ternana le apparterrà anche su carta, ma la Ternana è nostra, è della gente e del popolo ternano che dovrebbe rispettare ed ascoltare. Per questo ci ascolti, la invitiamo ad andarsene, a vendere e investire i suoi soldi in appartamenti come ci disse a suo tempo, Terni non la vuole. Da oggi in poi noi come Curva Nord faremo il possibile nelle nostre potenzialità perché ciò avvenga. Passando al lato sportivo, confermiamo il nostro sostegno alla squadra e all’allenatore ma solo se, a prescindere dal risultato, vedremo uomini in campo determinati e pronti a sudare per la maglia fino al novantesimo. Non vorremmo visto la giovane età della gran parte dei nostri calciatori, che qualcuno pensasse ancora di giocare nelle giovanili, qui è tutto tranne che un gioco! Prima di essere un calciatore bisogna essere uomini, assumersi le proprie responsabilità e tirare fuori gli attributi, se non ve la sentite andatevene, senza umiliare però la nostra maglia. I giochi sono finiti per tutti, sia per chi deve dimostrare di avere le palle per meritare di difendere i colori della nostra città e chi invece non è più gradito a Terni e che per dignità dovrebbe solo accettare il proprio fallimento ed andarsene. L’ennesimo invito lo vogliamo rivolgere ai tifosi che da troppo tempo mancano dal Liberati , non lasciateci soli; le dirigenze, le squadre passano la Ternana resta.. difendiamola tutti insieme. La Ternana siamo noi.

Il Club Roccarossoverde: “Ternani, esponete i colori”.  Si espone anche il Club Rocca Rossoverde, che come nel suo stile più pacato, lancia una iniziativa di unità fra tutti i tifosi. Ecco la nota: “Ci sono molti modi di essere “sotto attacco” e noi a Terni lo siamo, così come lo sono tutti i nostri simboli, culturali, occupazionali e sportivi. Capita di vedere, in momenti “difficili”, vessilli esposti ad unire le persone anche solo simbolicamente. La città non è amministrata come dovrebbe, le relazioni umane non sono quasi più orientate alla solidarietà, sulla grande fabbrica batte bandiera tedesca (o meglio profitto senza scrupoli) ed anche la nostra squadra del cuore (per chi così la vive) viene stuprata da anni e anni da altri personaggi sempre in linea con le coordinate del profitto, del disinteresse e della distanza più totale dalla comunità. Indipendentemente dai risultati, dalla posizione personale verso la situazione generale, dalle appartenenze, dalla presenza allo stadio o meno e soprattutto da altre iniziative di protesta, con alcuni amici abbiamo pensato di esporre i Nostri colori su finestre, balconi, negozi ecc. Un gesto semplice, economico, deciso: esporre i propri colori, senza fronzoli, per ricordare a Noi stessi che le questioni passano ma la ternanità, l’identità e l’appartenenza devono restare, devono essere protette, difese.

Di solito una cosa del genere la si fa quando si vince ecc. mentre noi proponiamo di farlo Oggi senza un termine, senza una scadenza con il desiderio di vedere quei colori ovunque, colori della squadra, della città. Colori di tutti da sempre. Un’azione popolare, trasversale, senza padri né padrini, solo per ribadire che i ternani ci sono ed amano la propria identità, soprattutto nei momenti più difficili, come questo. Un minuto per sentirsi più uniti in un simbolo indistintamente patrimonio di un’intera collettività e storia. Non importa quando la bandiera sia grande, piccola se sarà una maglia, una sciarpa, se allo stadio vai o non vai per mille e sacrosanti motivi. Tenere il proprio vessillo in bella mostra permetterà di continuare a fare le stesse cose di prima come partecipare, non partecipare, contestare, non contestare. In quello non cambia nulla, nell’orgoglio della città invece, può cambiare tutto. Un piccolo gesto per un grande effetto. Non costa nulla. Quello che hai di rossoverde esponilo orgogliosamente. Facciamolo per noi, facciamolo tutti”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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