CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Ternana, Bandecchi: “Troppo peso a italianità”. Longarini: “Sostenetelo”

Calcio Terni Sport Extra EVIDENZA2

Ternana, Bandecchi: “Troppo peso a italianità”. Longarini: “Sostenetelo”

Redazione sportiva
Condividi

TERNI – La vecchia e la nuova Ternana si incrociano in campo neutro, quello di Molino Silla, ad Amelia, dove al termine del convegno sulla droga e le dipendenze va in scena un quadrangolare fra magistrati, prefetti, selezione dei ragazzi della comunità Incontro e amici della stessa. In campo – con la maglia della Ternana – anche Simone Longarini, ormai ex amministratore delegato della Ternana, sugli spalti Stefano Ranucci: “Da sempre sosteniamo come famiglia e lo abbiamo fatto come società questa iniziativa – dice ai microfoni dei cronisti – oggi sono potuto scendere in campo ed è stata l’occasione per salutare amici e allo stesso tempo presentarne alcune a Ranucci”.

Leggi anche: Amelia, droga e dipendenze: “Fare rete a difesa della vita”

Così, dopo un anno e mezzo di silenzio, alla prima uscita da ex, Longarini si concede ai microfoni. Zucchero, ma anche qualche stilettata: “Ero partito con grande entusiasmo, nonostante fossi subentrato per necessità per le vicende di Zadotti, ma dopo sei-sette mesi mi sono reso conto di quanto sia difficile fare calcio qui e farlo senza altri fini, perchè Terni non offre molte prospettive in tal senso. Quello che mi ha fatto disamorare è che a Terni si dà tutto per scontato. La Ternana è dei ternani ma bisogna comportarsi anche in una certa maniera perché sennò si dà tutto per scontato e da questo punto di vista, tifando contro abbiamo toccato il fondo. Dopo l’uscita che ho fatto a maggio forse tanta gente si è resa  conto del rischio che si corre nel far disamorare un imprenditore. Se noi a gennaio non avessimo fatto uno sforzo sovrumano, non ci saremmo salvati.Le scelte sbagliate di questa estate le ho pagate io, non le ho fatte pagare a nessuno. Se poi qualcuno si mette in testa che si doveva retrocedere perché così io andassi via, non si fa il bene della Ternana. Si fa il bene di un gruppetto che acquisisce potere ma poi si rischia di retrocedere”.(…)

(…) A gennaio scorso con mio padre, perchè è lui che ha messo i soldi, abbiamo capito che non c’erano le prospettive per andare avanti e siamo stati fortunati a trovare qualcuno che prendesse il nostro posto solo per amore del calcio. Sono arrivate tante manifestazioni di interesse, molte le abbiamo bocciate subito, loro hanno fornito garanzie da subito. Gente seria, concreta che non ha voglia di perdere tempo. Fa questo perchè vuole fare calcio, voleva la B. Vi prego di aiutarlo, ha le idee molto chiare: seppellite l’ascia di guerra”.

Poi in versione amarcord: “Il momento più bello? L’ultima salvezza, perchè abbiamo fatto un miracolo, per le condizioni di classifica  e ambientali. Il più brutto? Quando mi sono sentito solo, abbandonato non solo dai tifosi. Se dobbiamo guardarci anche dagli amici è complicato”.

Leggi anche: Ternana, comincia l’era Unicusano: “Squadra italiana, vogliamo i playoff”

Bandecchi: “Vivaio con tanti ragazzi stranieri, se meritano giocheranno”. Da Londra è intervenuto a Radio Cusano Campus anche Stefano Bandecchi, neo patron rossoverde. Alla domanda “Quale futuro per questo progetto dell’università e per Terni?” ha risposto: “Noi siamo una delle massime espressioni dal punto di vista accademico in Italia, insieme a Terni possiamo fare grandi cose. Terni può diventare una città leader nel calcio in Italia, ne sono ancora più convinto dopo essere rimasto favorevolmnte colpito dal grande affetto e dalla passione della tifoseria espressa nel giorno della presentazione ufficiale. Una tifoseria, quella delle Fere, che soprattutto nei momenti decisivi ha affollato il Liberati anche con 11.000 presenze, questo significa che almeno altri 30.000 erano in fibrillazione a casa. Terni è la quarantunesima città per densità di popolazione in Italia. Siamo in tanti e tutti legati da obiettivi importanti; come ho detto a tutti i miei collaboratori d’ora in avanti non avremo alcun motivo per abbondonare Terni, se lo faremo significherà che abbandoneremo il mondo del calcio”.

Sulla questione della squadra tutta italiana ha spiegato: “Abbiamo un settore giovanile che fa giocare ragazzi di origine straniera, che vivono a Terni, pensano e parlano ternano. Se dimostreranno semplicemente di essere dei bravi calciatori indosseranno la maglia rossoverde. Ora però basta con questa storia a cui si sta dando anche troppa importanza. La voglio chiudere con una battuta, e sottolineo quattro volte che è solo una battuta: dopo una attenta analisi sull’uso della parola stranieri a Terni, ho deciso di inserire tra gli stranieri anche i perugini”.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere