CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Ternana, Bandecchi: “Firma a breve, vogliamo la serie A”. Giallo sul nome

Calcio Terni Sport

Ternana, Bandecchi: “Firma a breve, vogliamo la serie A”. Giallo sul nome

Emanuele Lombardini
Condividi

Stefano Bandecchi (foto Tag24)

TERNI – Le notizie sono due, ed è bene darle subito. La prima è che domani il cda della Unicusano delibererà sulla fidejussione da 800.000 euro necessaria per iscrivere la Ternana in serie B. La seconda è che la firma per la cessione delle quote della Ternana (il 43%, cioè quelle attualmente gestibili) è imminente, forse già domani. L’annuncio arriva da Stefano Bandecchi, patron di Unicusano in una  nota nella quale, spiegando come per le norme federali dovrà cedere il Fondi, fa chiarezza sulla questione Ternana:

“Prima di tutto lo Studio Legale Lombardo e lo Studio Legale Proietti stanno lavorando giorno e notte alla stesura del contratto che vedrà la cessione delle azioni societarie della Ternana. E’ ipotizzabile che questo contratto veda la luce entro la serata di oggi o nella mattinata di domani. Le situazioni da risolvere dai due studi legali sono molte e delicate, la professionalità delle persone coinvolte merita un contesto di massima tranquillità. Per quanto riguarda l’Unicusano, è stato convocato un Consiglio di Amministrazione alle ore 10.30 di domattina. Durante questo CdA interverrò personalmente come presidente della Società delle Scienze Umane in videoconferenza da Londra, per spiegare ai consiglieri che ad oggi si rende necessario cedere la squadra fondana per poter acquistare le quote della Ternana.

Il CdA dell’Unicusano delibererà anche in merito alla richiesta di fidejussione di 800.000 euro per l’iscrizione al campionato di Serie B. La Società delle Scienze Umane, in quanto promotrice dell’Università Niccolò Cusano, offre da questo momento il suo supporto all’Ateneo per questa operazione che, a mio avviso, è di grandissimo prestigio data l’importanza della città di Terni e della sua provincia. (…) Per quanto riguarda la tifoseria ternana voglio solo aggiungere che l’Unicusano non cambierà i colori e il simbolo della squadra, non leveremo certamente il drago, simbolo forte e bello della città e della tifoseria. Aggiungeremo solo il nostro nome, come detto fin dall’inizio, e laddove c’è scritto Ternana, ci sarà scritto Unicusano Ternana. Voglio anche far riflettere questa magnifica tifoseria, con grande cuore e anima, che rispecchia la città di Terni: l’aggiunta del nostro nome a quello prestigiosissimo della Ternana non può che obbligarci alla ricerca di risultati eccellenti e spingerci alla profusione del massimo sforzo necessario per offrire alla tifoseria la possibilità di venire ad applaudire la propria squadra in Serie A.
Terni proseguirà insieme a noi quel percorso, cammino, quella strada che abbiamo iniziato in quel di Fondi e che vuole esprimere un calcio italiano fatto da italiani che entro un paio di anni vorrebbero giocare in Serie A e non tornare più indietro. Dal momento che tutta la mia vita si è basata sui fatti e non sulle parole sarà la grandissima tifoseria ternana a giudicarmi nei prossimi anni, se la trattativa, come spero, arriverà a conclusione nei prossimi giorni. Ringrazio la famiglia Longarini per le dichiarazioni fatte e per le belle parole spese nei confronti della università e della mia persona”.

Problema nome. Tuttavia la questione del nome non è così semplice. Come scrive stamattina Il Messaggero, le norme federali sembrano porre un ostacolo in questo senso. O forse, chissà, è solo questione di interpretazione. Se infatti, la LegaPro ammette, come è successo per il Fondi, di anteporre un brand al nome della squadra, come avviene per il basket, il volley o il rugby, le norme federali di A e B sembrerebbero non consentirlo.

Si legge infatti che è non è possibile “l’integrale sostituzione della denominazione sociale con altra avente esclusivo carattere propagandistico o pubblicitario”. Nel regolamento della serie C, invece si legge: ” è ammessa l’integrazione  della denominazione sociale con il nome dell’eventuale sponsor nel rispetto delle condizioni previste al riguardo nel regolamento di detta Lega”. Ora come è evidente, le questioni sul piatto sono due: la prima è che Unicusano non è lo sponsor, ma il proprietario. L’altra è che non si tratta di ?integrale sostituzione”, ma solo dell’anteposizione del brand al nome.

Su questo fronte, l’avvocato Massimo Proietti chiarisce che: “La questione del nome non è in questo momento in discussione per quanto concerne gli atti relativi alla cessione. La mia opinione è che nel caso non fosse consentito anteporre il brand, Unicusano studierà forme alternative di pubblicità per il ritorno di immagine”. Certo però che la questione apre un precedente. Quanto al fatto che nel 2017, in un calcio dominato dal denaro, si faccia finta di difendere i nomi e la purezza vietando l’apposizione di eventuali marchi ai nomi, come avviene invece in tutti gli altri sport, si potrebbe aprire un lungo dibattito. Ma ovviamente, non è questa la sede idonea.

 

Tags:
Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere