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Perugia va sott'acqua, danni in molte zone: l'opposizione va all'attacco, il Comune chiede lo stato d'emergenza

Cronaca e Attualità

Perugia va sott'acqua, danni in molte zone: l'opposizione va all'attacco, il Comune chiede lo stato d'emergenza

Redazione
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Allagamento – Ponte Felcino

 

PERUGIA – Un vero e proprio nubifragio si è abbattuto domenica pomeriggio sul capoluogo.  A causa della pioggia il corteo storico di Perugia 1416 e la Corsa al Drappo sono stati rinviati a data da destinarsi.

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Disagi  Il maltempo non ha rovinato solo Perugia 1416. Le violente precipitazioni si sono riversate in tutto il contesto perugino, creando notevoli disagi. Gli allagamenti hanno messo a sotto dura prova gli abitanti di centro e periferia, da Ponte San Giovanni a Ponte Felcino ma anche in zona Fontivegge così come a Corciano, molti i casi di allagamenti che sono stati segnalati. Gli interventi dei Vigili del fuoco stanno riportando lentamente la città alla normalità.

Interventi  Il Centro Operativo Comunale si è attivato immediatamente per far fronte ai danni causati dal maltempo nel pomeriggio. Dalla sede di Santa Lucia si sta monitorando continuamente la situazione e si è già

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Sottopasso allagato

provveduto ad intervenire con mezzi, operai e pompe idrovore nelle situazioni più critiche. Il servizio è andato  avanti tutta la notte. Per segnalare la necessità di interventi sono attivi i numeri 075 5773116 e 075 5773117. Dall’amministrazione comunale si apprende ancora che «le criticità sono sparse un po’ ovunque, sono in moto varie squadre con idrovore. Mezzi e uomini messi a disposizione anche dai vigili del fuoco e dalla protezione civile regionale. Frane smottamenti e voragini di vario genere si sono registrate in più punti e sono in corso di verifica. Il sistema di deflusso – ancora dall’amministrazione – ha risposto perchè l’acqua è generalmente rientrata, ma la bomba d’acqua è stata impressionante: in tre ore 100 millimetri di pioggia, quanta ne fa in due mesi. A Santa Lucia è esploso un collettore, si è creata una voragine vicino a un edificio mentre allagamenti si registrano nella zona dei Ponti, come a Ponte Felcino e Ponte Valleceppi. Nella zona del Bulagaio interessata anche da cedimenti, come altre zone, è stato disposto il senso alternato».  Nella notte sono stati numerosi gli interventi in abitazioni sommerse da acqua e fango. Alle prime luci dell’alba alla sala operativa dei vigili del fuoco rimagono “una decina di interventi inevasi. Saranno raggiunte già a partire dalle 7 – assicurano – le abitazioni che abbiamo potuto rinviare a lunedì per la priorità delle operazioni portate a compimento durante il pomeriggio, la serata e la notte tra domenica e lunedì». Riaperta la strada a Villa Pitignano, dove l’acqua aveva allagato il sottovaso, mentre a Santa Lucia è stato sgomberato un asilo e nel quartiere di Ponte D’Oddio si è aperto un vero e proprio cratere lungo una strada. Da oggi, inizia la conta dei danni. Intanto, con un’ordinanza il Comune ha prolungato il funzionamento del Coc (in origine attivato per Perugia 1416) “fino a cessata esigenza”.

Le polemiche  Nel frattempo montano subito le polemiche. La prima a sparare sulla Giunta e il capogruppo del M5S Cristina Rossetti che in post su Fb così descrive la situazione:Ecco cosa succede quando non si fanno le manutenzioni e pulizie dovute, per anni. Gestori dei servizi e Comune di Perugia. Con la Giunta Romizi i servizi si sono addirittura ridotti, né mai nessuno ha seriamente contestato gli inadempimenti. E ora chi pagherà i danni? Chi ha sempre pagato?”.

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Via Settevalli

Immediata la replica da parte dell’Amministrazione per bocca dell’assessore Francesco Calabrese: “Un primo dato da registrare è che il nostro sistema di raccolta e deflusso delle acque ha risposto e funzionato, cessata quella pioggia torrenziale, gli allagamenti si sono asciugati ovunque in un tempo anche celere. Lo dico a beneficio di chi ha provato a criticare la manutenzione delle forazze, servizio reinternalizzato, con significativo risparmio per le casse comunali – dichiara –  ma anche con un netto miglioramento della loro pulizia e funzionalità rispetto al passato. Certo è che il nostro sistema di raccolta delle acque piovane non ha portate calibrate sugli alluvioni tropicali, quello che abbiamo registrato oggi a Perugia. In tre ore sono caduti 100 millimetri di pioggia, quanta se ne può registrare in due mesi. Tutta in tre ore. Per intenderci, 100 millimetri di pioggia equivalgono a 100 litri d’acqua per metro quadrato. Quel metro quadrato moltiplicatelo – sottolinea – per quanta nostra città e’ stata oggi martoriata da un fenomeno meteorologico impressionante, sul quale saranno da cercare precedenti. Da registrare danni diffusi in molte parti del nostro territorio, ma la risposta del generale assetto di protezione civile e’ stata immediata e continuerà ad operare senza sosta sino alla conclusione dell’emergenza. Grazie di cuore a tutti coloro – conclude Calabrese – che ancora questa notte saranno in giro per la città a sanare le non poche ferite che l’hanno segnata. È circostanza nella quale si può provare ad evitare propaganda a buon mercato.» Ma anche nel Partito democratico perugino, che già aveva manifestato grosse perplessità sulla rievocazione storica, si affilano le armi. Il consigliere democrat Tommaso Bori non usa mezzi termini: “Perugia‬ si è svegliata sotto il fango e l’acqua. Tante le famiglie e le attività che hanno subito danni, in un periodo già difficile per via della crisi. Ma davvero – di chiara – di fronte a tutto questo, c’è chi parla di gufi e rosiconi invece di parlare di questo? È possibile che ci sia chi si preoccupa più del successo di una rievocazione storica che che di loro? Sarebbero paranoici i primi e fuori dal mondo i secondi. Ora non è il momento di parlare, non per mancanza di argomenti, passata l’emergenza capiremo se la scelta di azzerare le manutenzioni e togliere i servizi sia stata una buona idea. Ma ora è il momento di lavorare insieme – conclude – per mettere a posto le cose e garantire che non si ripeta nei prossimi giorni di pioggia. Uniti per la nostra città. A chi frigna vorrei far vedere un paio di foto, giusto per aiutarlo a non pensare alle brioches e riportarlo alla realtà”.  Picchia duro anche il collega e capogruppo del Pd a palazzo dei Priori, Diego Mencaroni: “Qualcuno ha subito cercato di fornire una giustificazione imputando tutto all’eccezionalità dell’evento. La realtà è un’altra: se si sceglie deliberatamente di non pulire tombini e caditoie, se si tagliano i fondi per la pulizia delle strade, gli eventi eccezionali diventano surreali., l’acqua alle prime ore di questa mattina, complice un timido sole ha iniziato a defluire, ma la polemica invece inizia solo ora a montare”.  Dal Consiglio Regionale arrivano anche le dichiarazioni degli esponenti del carroccio: “Solidarietà e vicinanza ai cittadini colpiti da quello che può essere definito come un evento atmosferico di
portata eccezionale”. I consiglieri regionali Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega Nord) dopo il nubifragio di ieri che ha colpito alcune parti del territorio perugino, tra cui il capoluogo, sostengono: ” Noi della Lega Nord Umbria siamo vicini ai cittadini colpiti e ne raccogliamo le istanze. In particolare – aggiungono -, nell’ambito della Seconda Commissione, solleciteremo le istituzioni a prendere coscienza della situazione e chiederemo al Comune di Perugia di valutare opportunamente e con estrema cautela, le azioni più adeguate alla tutela dei cittadini”. Poi, nel tardo pomeriggio,  a prendere posizione è l’intero gruppo consiliare del Pd e dei Socialisti democratici che prima invitano il sindaco a “valutare la richiesta dello stato di calamità naturale” e poi attaccano: ” La bomba d’acqua di ieri poteva avere effetti minori se questi servizi fossero stati mantenuti, invece non si è riusciti a contenere adeguatamente i disagi e i fronti di emergenza che si sono via via aperti. Con i tagli deliberati dell’amministrazione comunale a questi servizi ci siamo ritrovati in una città con i tombini intasati, i rami delle piante non potati, le erbacce ad ostruire le caditoie stradali e con i tanto declamati interventi sul dissesto idrogeologico mai effettuati.  Non si è voluta fare prevenzione come nel caso dell’emendamento al bilancio che ha spostato 200 mila euro di competenza della Protezione civile per il risanamento del dissesto idrogeologico ovvero ad esempio per la cura e la manutenzione dei corsi d’acqua per impedirne l’esondazione”. Poi la chiusura al veleno: “All’immobilismo di Romizi che a metà pomeriggio, con la gran parte del territorio comunale sott’acqua, ancora rilasciava interviste su Perugia 1416 e il suo rinvio, in un combinato disposto drammatico per la nostra città, si sono aggiunti quindi i tagli dissennati ai servizi voluti dal vice Sindaco Barelli che in futuro, speriamo non lontano, auspichiamo si renda conto dell’importanza della manutenzione ordinaria a discapito di un inconsistente risparmio economico utile solo ai suoi proclami”.

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L’interrogazione Intanto, il consigliere regionale  del Pd Giacomo Leonelli (segretario regionale del Pd ndr)  ha presentato una interrogazione, che verrà discussa domani, nella riunione della seconda Commissione, in merito al “violento nubifragio di ieri che ha colpito la città di Perugia, interessata quasi complessivamente ed in particolare nella zona Nord-Est, ma anche in alcune frazioni della zona di Assisi”. Leonelli oltre a chiedere se sussistono le condizioni per la richiesta di stato di emergenza o calamità naturale, chiede anche di avere informazioni sulla frequenza di eventi di questa portata, sulla gestione dell’emergenza e se esiste una stima del quadro complessivo dei danni provocati.

Palazzo dei Priori Dal Comune, nel frattempo si rende moto che “le zone più colpite dalle violente precipitazioni, e di conseguenza le più danneggiate, sono state Pian di Massiano, Santa Lucia, Ponte d’Oddi, Montelaguardia, Ponte Pattoli, Ponte Felcino, Ponte Valleceppi, Ripa, Pianello e Colombella. In generale, nonostante l’eccezionalità dell’evento, il sistema di deflusso delle acque nel complesso ha risposto in maniera efficiente anche se in alcune situazioni si sono registrate delle rotture di collettori con susseguenti allegamenti delle zone circostanti e, in alcuni casi, con l’interessamento  di abitazioni, locali e negozi privati.
Il personale degli uffici comunali – prosegue la nota – che era già in una situazione di preallerta e pronto a rispondere ad eventuali emergenze, si è immediatamente recato nelle zone più colpite dal maltempo per cercare di circoscrivere, contenere e, laddove possibile, rimuovere le principali criticità causate dalla pioggia.  La struttura comunale, in accordo e in collaborazione con Regione,  Prefettura, Vigili del fuoco, società di servizi (Agenzia forestale regionale, Umbria Acque, Gesenu), nonché con il contributo dei volontari, è intervenuta per garantire la sicurezza pubblica e per ripristinare il transito lungo le strade in cui si sono manifestati smottamenti e frane (come nel caso di Ponte d’Oddi, Montelaguardia, San Marino e Ponte Felcino),  per la rimozione di alberi o rami caduti e per aspirare l’acqua che ha invaso sottopassi e abitazioni. L’attività, coordinata dal sindaco Andrea Romizi, il vicesindaco con delega alla Protezione Civile Urbano Barelli e  l’assessore alle Infrastrutture  Francesco Calabrese, è proseguita per tutta la notte ed è tutt’ora in corso. Al momento risultano chiuse  o parzialmente ostruite: la strada del Bulagaio, la strada tra Ponte Rio e San Marino, alcuni tratti di viabilità minori tra Ripa e Pieve Pagliaccia, la viabilità di accesso a Castel d’Arno e la via di collegamento tra Ponte d’Oddi e San Marco.
Con apposita ordinanza – conclude la nota – il sindaco ha prorogato l’apertura del centro operativo comunale di Protezione Civile che sta provvedendo al monitoraggio delle situazioni di emergenza e  sta verificando la funzionalità di alcuni edifici.  Si sta inoltre definendo la richiesta dello stato di emergenza da inviare a Governo e Regione”.

Vedi anche Perugia, l’assessore Severini commenta l’ottima risposta dei Rioni e della città nonostante il maltempo: «Perugia 1416, l’amore per la città vince su tutto»

Attività protezione civile e monitoraggio corsi d’acqua  Il Centro Funzionale regionale ha monitorato da subito (tramite Meteosat, Radar meteo e rete di stazioni automatiche in tempo reale a terra) la situazione tenendosi in contatto con i colleghi della Sala Operativa Unica Regionale (SOUR) di Protezione Civile e della funzione tecnico-logistica, nonché con i Presidi Territoriali e, per tramite della SOUR, con Comuni e Prefettura di Perugia. Come di consueto, il sito web cfumbria.it ha rappresentato il principale strumento di supporto alle decisioni di protezione civile durante le fasi acute dell’evento: l’intensità delle piogge ha raggiunto valori non previsti/prevedibili e, intorno alle 16, vista la rapida risalita dei livelli idrometrici del Chiascio è stato attivato il presidio idraulico per gestire eventuali criticità nelle zone maggiormente a rischio di Pianello e Petrignano d’Assisi. A causa del cantiere a monte dello sbarramento della diga di Casanuova sul Chiascio, infatti, al momento non è possibile trattenere a monte volumi di piena e la diga, quindi si comporta come se non esistesse (scarichi di fondo aperti e non regolati da parte del gestore, Ente Acque Umbro Toscane). I fiumi principali (compreso il Tevere) sono sotto controllo. Critica la situazione del Torrente Genna che, a causa delle copiose piogge ed un bacino idrografico di monte praticamente impermeabile, ha fatto registrare una piena importante. 

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Pian di Massiano

Il fenomeno Secondo i dati della Protezione civile della Regione Umbria “un fenomeno meteorologico che solitamente si verifica una volta ogni 30 anni, almeno, quello legato alla pioggia caduta nel pomeriggio del 12 giugno in diverse zone della provincia di Perugia”. “In particolare a Pianello sono caduti 120 millimetri di pioggia in due ore, 85 in un’ora e mezza a Ponte Felcino. Quantità molto significative”, secondo Nicola Berni, del centro funzionale di Foligno della protezione civile. Che sta rilevando una piovosità anomala anche per l’intero mese di giugno. Acqua che ha fatto salire i livelli dei fossi e dei torrenti in varie aree, come il Genna al Trasimeno. Aumentata anche la portata del Tevere che pur avendo un aspetto anomalo per il periodo quasi estivo si mantiene su valori considerati ampiamente nella norma.
Intanto è tornato il sole su Perugia, dove la situazione si va normalizzando anche se sono ancora molti gli interventi dei vigili del fuoco.

(Ulteriori aggiornamenti nel corso della giornata)

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