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Telfer, aggiudicata gara per lo smontaggio: ribasso di oltre il 22%

Cronaca e Attualità Terni

Telfer, aggiudicata gara per lo smontaggio: ribasso di oltre il 22%

Redazione
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TERNI – La gara per l’esecuzione dei lavori per lo smontaggio della passerella Telfer in Valnerina è stata aggiudicata stamattina. Lo comunica il Comune in una nota. Ad effettuare i lavori sarà la ditta Gefim di Terni, con un ribasso del 22,488%. L’importo dei lavori è di euro 165.614 più Iva. I mezzi da utilizzare per le complesse operazioni – ha assicurato la ditta – inizieranno a muoversi verso Terni già in questo fine settimana per raggiungere subito il cantiere. La commissione è stata presieduta dal dirigente comunale ingegner Renato Pierdonati.

Programma “Tutto procede come da programma – ha dichiarato l’assessore comunale ai lavori pubblici Enrico Melasecche – e confido che se il tempo sarà clemente si possano rispettare i tempi ristretti al massimo per il completamento delle operazioni.”. Intanto sono iniziate le operazioni di depressurizzazione delle tubazioni dell’idrogeno e dell’azoto da parte di Ast, per consentire di procedere ai tagli e per mettere in funzione il bypass che era già stato realizzato. La direzione dei lavori è affidata all’ingegner Francesco Ansuini, coadiuvato dalla struttura tecnica del Comune, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione sarà il geometra  Cannata del Comune di Terni.

La proposta degli ingegneri. A proposito della Telfer, si registra anche una nota di Simone Monotti, presidente dell’ordine degli Ingegneri di Terni, che auspicando appunto la rimozione della stessa, ne ricorda il valore storico: “Oggi molti reperti o componenti della grande industria sono considerabili come vera e propria archeologia industriale e come tali debbono essere valorizzati e tutelati, rappresentando un pezzo della nostra storia ed identità culturale. In città ne abbiamo esempi eccellenti a cominciare dalla pressa di fronte alla stazione, al cui salvataggio diede un contributo decisivo il nostro compianto Gino Papuli, fondatore della rivista Ingenium. A ben vedere comunque ci sono tanti altri esempi come la turbina idroelettrica di fronte all’Istituto Tecnico Industriale. Oggi, con la questione Telfer, questo tema è tornato decisamente di stringente attualità.
Riteniamo fondamentale la salvaguardia di tutto ciò che è meritevole di rappresentare la nostra tradizione, che è stata negli anni contemporaneamente anche “innovazione” di decennio in decennio. Fermo restando tutto ciò è evidente però come si debba sempre e comunque dare la precedenza alla sicurezza ed alla incolumità pubblica.
Nel caso specifico della Telfer si tratta di un’opera ormai entrata nel paesaggio della zona, ed in questo senso è un elemento ormai “nostro”, anche se nel dettaglio rappresenta una tipologia costruttiva industriale abbastanza ricorrente e standardizzata (travatura reticolare in acciaio). (…)  Pur nella sua ordinarietà come elemento tecnico, se ritenuta di interesse storico, la struttura potrebbe poi essere oggetto di manutenzione e sistemata, quale reperto, in un parco od una zona della città, magari proprio nell’area di Papigno una volta riqualificata in futuro. In tal modo si limiterebbero anche i costi di trasporto visto che gli ampi spazi degli “ex studios” potrebbero ben accoglierne sia il deposito che le eventuali lavorazioni e la successiva esposizione”.

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