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Tasse ‘nascoste’, in Umbria si paga di più rispetto alla media nazionale

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Tasse ‘nascoste’, in Umbria si paga di più rispetto alla media nazionale

Redazione economia
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PERUGIA – Gli umbri versano ogni anno 82 euro pro capite in tasse occulte. In particolare a Perugia l’incidenza è più elevata che a Terni: 82,50 euro contro 79,50. La media nazionale di questi ‘balzelli nascosti’ è di 81 euro pro capite all’anno, considerati adulti e bambini. E’ il dato che emerge dagli studi della Caf Uil dell’Umbria che, per volere del presidente Luciano Marini, ha prodotto una elaborazione specifica di quello che accade proprio in Umbria.

 

Dove Si tratta di tributi dai nomi criptici, acronimi sconosciuti alla maggior parte delle persone, e che vengono prelevate a favore di Regioni e Provincie ma pagate inglobate all’interno delle bollette della Tari, sulle assicurazioni dei veicoli a motore o sul consumo del gas metano. Arisgam, Irba, Ipt, Imposta sulle assicurazioni Rca, Tefa, cui si aggiungono altri balzelli secondari, colpiscono i consumi dei cittadini e messi insieme raggiungono però cifre importanti, che si sovrappongono ad altre imposte definite a livello nazionale come le accise. L’Arisgam è una addizionale sul consumo del gas metano e, a differenza di altre regioni, l’Umbria non ha ritenuto di abolirla. Nella nostra Regione porta ad un di 2,2 milioni. L’altra imposta regionale è l’Irba, cioè l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione, che colpisce anche i consumi privati. Vale 2,58 centesimi per ogni cento litri di carburante, quindi significa che in un pieno si lascia in media 1,5 euro, oltre a tutto il resto. La fortuna è che questo tributo è stato applicato solo in sette regioni, fra le quali è assente l’Umbria.

Le province Per quanto riguarda i tributi che vanno a favore delle Provincie umbre il prelievo risulta complessivamente superiore a quello medio italiano. In termini quantitativi spicca l’Imposta sulle assicurazioni Rca sui veicoli a motore, che vale in Umbria 33,5 milioni di euro, questa imposta può essere applicata nella misura base del 12,50 per cento, ma rispetto alla quale è possibile fissare incrementi o diminuzioni dell’aliquota base fino al 3,5 per cento. In Umbria si è optato per una maggiorazione fino al massimo consentito, con l’aliquota finale del 16 per cento.

Le trascrizioni A seguire in termini di introito prodotto c’è poi l’Imposta Provinciale sulle trascrizioni (Ipt) che garantisce alle casse provinciali dell’Umbria circa 28 milioni di euro, dei quali ben 22 milioni sono appannaggio della provincia di Perugia e 6 di quella di Terni. Questa imposta viene versata dai contribuenti quando effettuano le trascrizioni al Pra o trasferiscono la proprietà di un veicolo a motore, in questi casi a pesare è la potenza del veicolo, dovendosi pagare una quota fissa di 150,81 euro fino a 53 KW, facendo aumentare poi la tassa di 3,51 euro per ogni KW aggiuntivo. Anche in questo caso le flessibilità legate al federalismo fiscale consentono manovre in aumento fino al massimo del 30 per cento della tariffa base, scontato dire che entrambe le provincie umbre hanno optano per la maggiorazione massima consentita dalla legge.

Ambiente A chiudere l’elenco c’è poi la Tariffa Provinciale Ambientale Tefa, inglobata all’interno delle bollette Tari. Questo tributo viene commisurato direttamente alla superficie degli immobili sui quali viene calcolata con possibilità di differenziare il prelievo da un minimo dell’1 per cento al massimo del 5 per cento. In palio ci sono per l’erario umbro 8,8 milioni di euro all’anno assegnati per 6,5 milioni alla provincia di Perugia e la restante parte a quella di Terni. Il prelievo pro capite sui cittadini umbri, in termini di Imposta Rca e Tefa, pur essendo mediamente superiore a quello nazionale, non conosce differenziazione fra le due provincie, differenza che invece emerge per l’Ipt che ammonta a 33 euro a Perugia contro i 27 euro di Terni.

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