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Tanti big ad Assisi per il Manifesto sul clima: “Insieme possiamo contribuire a cambiare il mondo”

Cronaca e Attualità

Tanti big ad Assisi per il Manifesto sul clima: “Insieme possiamo contribuire a cambiare il mondo”

Redazione
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Un momento dell'incontro
Un momento dell'incontro

ASSISI – “Io e tutti noi lo sappiamo di non essere in grado di cambiare il mondo. Ma ciascuno di noi sa che può cambiare il suo ‘ piccolo mondo’ ed offrire un contributo per imprimere una grande svolta al corso della storia, realizzando il sogno di Francesco ed il nostro, quello della Perfecta laetitia anche come un incubatore di pensiero, idee, progetti e buone pratiche volte a cambiare in meglio questo nostro mondo”: lo ha affermato il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, intervenendo alla presentazione del ‘ Manifesto di Assisi’ . Documento definito come la risposta italiana contro la crisi climatica.

Canzone Gambetti si rivede così, come ha sottolineato, nell’adulto della canzone di Gino Paoli dei primi anni ‘ 90 (“eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo” ha ricordato) che “ha mantenuto caparbiamente nel cuore il desiderio di cambiare in meglio il mondo”.. Ad Assisi quindi, per questo Manifesto per una economia a misura d’ uomo, si sono ritrovati in tanti a sottoscrivere il documento che il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, ha ideato insieme ad alcuni esperti di economia. “Oltre 2.000 firme di grande rappresentatività – ha ricordato il Custode del Sacro Convento – così come 2.000 saranno anche i giovani ‘ quattro amici’ economisti ed imprenditori che con Papa Francesco verranno a fine marzo per sottoscrivere un patto per una nuova economia”.

Realacci (Basilietti)

Tanti big. Presenti ovviamente tanti big della poliitica italiana e non solo. Fra questi il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli: “A Davos molti stanno ragionando su quando sara’ la prossima crisi e su come la affronteremo. Sappiamo che non potremo usare gli stessi strumenti usati per quella del 2008. In questo momento viene chiesto a tutti di inventare una strada e
dobbiamo essere grati alla riflessione di papa Francesco. Quale strada se non rimettere al centro della nostra riflessione il pianeta e la persona? Credo che queste siano indicazioni giuste”, spiega Sassoli. “La nostra chiave di lettura della contemporaneita’ come istituzioni europee é stata molto chiara – ha sottolineato Sassoli – fare leva sulla lotta ai cambiamenti climatici per sviluppare un nuovo modello di sviluppo. Il progresso ecologico e sociale devono andare di pari passo”. Il questo senso, ha ricordato il “New green deal, che non è’ una scatola vuota, ma 50 provvedimenti legislativi nei prossimi due anni che andranno a impattare concretamente sulla vita dei cittadini europei”.

Sassoli si sofferma poi su risorse, lavoro ed economia: “Chiamo tutto il sistema italiano a riflettere su una questione: su come si finanzia l’ Unione europea e sul tema delle risorse proprie, di cui l’ Europa necessita per sviluppare i propri programmi – dice -. Il presidente del Parlamento europeo. Per parte dell’ opinione pubblica c’ e’ poco allenamento a ragionare su queste questioni siamo abituati a finanziare l’ Europa attingendo ai bilanci nazionali, ma puo’ continuare cosi’ ?”. Si tratta di una discussione, ha sottolineato Sassoli, “che non nasce oggi ma si e’ arenata e non
deve essere avvertita come un peso ma come un’ opportunita’ . Oggi noi chiediamo alla Commissione, al Consiglio, che la negoziazione sul bilancio pluriennale sia accompagnata da questa discussione”. Per il presidente del Parlamento europeo, dunque, “il problema delle risorse proprie oggi puo’ essere risolto senza toccare i bilanci nazionali, ad esempio attraverso le tasse sui giganti del web. La questione del bilancio riguarda anche come finanziare il fondo per la transizione giusta – ha proseguito – perche’ se il bilancio resta quello dell’ altra volta, dovremo cambiare qualcosa, dovremo tagliare su politica agricola, coesione, ricerca, industria, fondo sociale”

Conte. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sottolineato: ” Quando non esisteva ancora Davos, qui ad Assisi gia’ si tutelava l’ ambiente”: . Il premier ha riposto cosi’ a una giornalista che gli chiedeva perchè avesse scelto di venire ad Assisi dopo aver deciso di non partecipare ai lavori del World Economic Forum nella città svizzera incentrati sul tema dello sviluppo sostenibile”.

Tesei. Il Manifesto di Assisi non sarà soltanto un documento scritto, ma l’inizio di un percorso fatto di azioni concrete”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, parlando dal salone papale del Sacro Convento di Assisi dove si svolge la presentazione del documento che ha l’obiettivo di fronteggiare la crisi climatica. “L’ambiente va tutelato, conservato e trasmesso integro alle generazioni future – ha detto ancora Tesei – e l’Umbria può fare e scrivere una parte importante di questo percorso”.Sottolineando quindi che la Regione sarà in prima linea nel sostenere le linee guida individuate per “portare avanti un futuro di sostenibilità e speranza per le future generazioni”. A margine dell’intervento, la governatrice ha anche detto che “fare economia e difendere il pianeta non solo è possibile, ma è assolutamente doveroso”.

Realacci. “”Chi non capisce che sviluppo economico e salvaguardia del pianeta sono conciliabili è destinato a perdere”: a dirlo è Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, tra i promotori del Manifesto di Assisi. “Anche la grande finanza ha compreso che si deve muovere in questa direzione”, ha aggiunto- “L’Italia è messa meglio di altri Paesi – ha detto Realacci – perché i suoi cromosomi la collocano nella giusta direzione soprattutto quando incrocia innovazione, qualità e bellezza, quando tiene insieme le comunità e i territori non ce n’è per nessuno”.
“Quello di Assisi – hanno detto ancora lo stesso Realacci e padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco – è un appuntamento a misura d’uomo. Il Manifesto è una nuova alleanza che tesse una rete tra economia, cultura e ricerca con il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, religiose e culturali del Paese”.

Acli. Presenti anche le Acli, con il prima fila il presidente nazionale Roberto Rossini., che hanno formulato una proposta: “Vincolare gli investimenti di industria 4.0 a chi fa innovazione green e definire nuovi percorsi formativi professionali insediando un tavolo al ministero del Lavoro-L’ Italia è uno dei Paesi con realtà imprenditoriali già da tempo attive nella sostenibilità. Un impegno a lungo termine che apre nuovi scenari anche in termini occupazionali. La Green Economy potrebbe essere, quindi, un fattore di competitività anche per il nostro Paese e uno spazio di inserimento professionale per i giovani”. “L’ attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale – ha concluso il Presidente delle Acli – sono tra le competenze più richieste dalle imprese, subito dopo le cosiddette soft skills. Indicazioni da prendere in considerazione per tutti i giovani, sia per quelli che vogliono orientarsi verso il mondo green sia per coloro che vogliono costruire percorsi formativi e professionali coerenti con i fabbisogni espressi dalle imprese. Qualunque età dello sviluppo è caratterizzata da un grande investimento in formazione e creazione di competenze”.

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