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Tagli alle corse dei bus, adesso è scontro aperto fra Regione e Comuni: “A rischio lo sviluppo dei territori, si ritiri la delibera”

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Tagli alle corse dei bus, adesso è scontro aperto fra Regione e Comuni: “A rischio lo sviluppo dei territori, si ritiri la delibera”

Redazione
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PERUGIA – Tutti uniti, per una volta al di là del colore politico, per dire no alla volontà della Regione di tagliare le corse dei bus in estate. Una vera mannaia che si è abbattuta sugli utenti costretti ora, nonostante il caldo africano, a ricorrere all’automobile. Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta giovedì mattina alla Provincia, i sindaci dell’Umbria ribadito la linea dura contro la decisione dell’amministrazione regionale, chiedendo l’annullamento della delibera della Regione Umbria che taglia, a partire da domenica, 1,350 milioni di chilometri, una scelta ritenuta un affronto alle esigenze dei cittadini.

Sindaci L’Anci, rappresentata dai sindaci di Perugia, Andrea Romizi, di Terni, Leonardo Latini, di Todi, Antonino Ruggiano, di Assisi Stefania Proietti, del coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Umbria, nonché sindaco di Montecchio, Federico Gori, alla Regione Umbria, è stata chiara: “Allo stato di crisi del trasporto pubblico locale su gomma, chiediamo alla Regione Umbria una soluzione diversa dai tagli alle linee urbane ed extra urbane dopo settembre, reperendo ulteriori risorse dal proprio bilancio e dando seguito alla gara sul trasporto.I tagli al trasporto pubblico mettono a rischio uno dei servizi essenziali per la qualità della vita dei cittadini e per lo sviluppo economico dei territori”.

Tagli  Secondo i sindaci la risposta della Regione, ovvero i tagli, fa emergere tre paradossi. Il primo: la tutela occupazionale dei dipendenti. La Regione che dovrebbe trovare misure e strumenti per sostenere e dare impulso positivo all’occupazione, è essa stessa a mettere a rischio il lavoro dei dipendenti del trasporto pubblico locale su gomma, proprio in virtù di questa strategia politica che, forse, non si fermerà ai soli mesi estivi, ma proseguirà, non si sa ancora come, da settembre in poi. Il secondo: l’isolamento dei piccoli Comuni. La scelta di tagliare le linee ha conseguenze devastanti anche sulle aree interne, quelle su cui sono state indirizzate, negli anni, politiche regionali mirate, proprio perché da sempre scontano un isolamento persino con il resto dell’Umbria.

Isolamento Secondo i primi cittadini un isolamento questo che danneggia l’economia, ma anche la tenuta sociale di queste comunità e che vanifica tutte le azioni dei Comuni volte a scongiurare lo spopolamento dei territori. Un obiettivo che ha rappresentato, evidentemente solo fino allo scorso maggio, una priorità anche della Regione Umbria. Il terzo: la mobilità sostenibile e alternativa. Due concetti che, con questa politica di ridimensionamento, verrebbero meno. Da un lato, la Regione ha investito in passato risorse e progettualità sulla mobilità sostenibile e alternativa, dall’altro, ora va a incrinare quel sistema, favorendo la mobilità privata. Tutto ciò, con conseguenze negative anche sulla qualità dell’aria. Basti pensare alla conca ternana e all’accordo con la Regione per migliorare la qualità dell’aria e abbattere le emissioni in atmosfera”.

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