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Vertenza Tagina, via libera alla cassa integrazione. Il ministro Di Maio esulta: “Azienda salvata, giovedì sarò a Gualdo”

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Vertenza Tagina, via libera alla cassa integrazione. Il ministro Di Maio esulta: “Azienda salvata, giovedì sarò a Gualdo”

Redazione economia
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Una manifestazione degli operai della Tagina

GUALDO TADINO – Si sblocca la vertenza Tagina: via libera alla cassa integrazione. Nel tardo pomeriggio di lunedì, infatti, il Governo ha presentato in commissione congiunta Bilancio-Affari istituzionali il sub emendamento (articolo 9-quater) al Milleproroghe, come promesso in mattinata. In serata c’è stato il voto all’unanimità. Cassa integrazione assicurata per la storica azienda di Guado Tadino.

Di Maio Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, esulta: “Oggi – scrive – dopo 3 anni, al Ministero abbiamo risolto la crisi di un’azienda umbra, la Tagina, una realtà importante della zona di Gualdo Tadino, nonché un’eccellenza del settore ceramico, che ha rischiato di scomparire, ma che in queste settimane ha visto l’impegno attivo del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, della stessa azienda e delle istituzioni locali, assieme ai sindacati. Un lavoro di gruppo che, grazie all’emendamento passato oggi in commissione bilancio, sblocca la cassa integrazione in deroga per i lavoratori e salva l’azienda. Il tutto dopo almeno 3 anni di incertezze e di trascuratezza che aveva portato all’esasperazione circa 150 lavoratori. Oggi tirano finalmente un sospiro di sollievo. Anche perchè la proprietà ha confermato un piano industriale che prevede importanti investimenti e il mantenimento dei livelli occupazionali. È una vittoria per tutte le persone coinvolte, ma più in generale è una vittoria per la piccola e media impresa italiana e per la manifattura nel particolare. Giovedì sarò in Umbria – conclude – insieme ai lavoratori della Tagina e parleremo anche di come aiutare tutto il tessuto imprenditoriale della zona”.

Il sindaco Il sindaco Massimiliano Presciutti scrive a Di Maio dopo il voto: “Carissimo ministro come lei sa l’azienda l’ha salvata un’imprenditore che dopo mesi di durissimi sacrifici dei lavoratori e della comunità locale ha ripreso la produzione. L’azienda – si legge nella lettera -era già salva quindi ciò che per mesi abbiamo rivendicato era ciò che è avvenuto oggi cioè un incontro fra le parti che ci è stato negato fino ad oggi. Se ci fossimo parlati da subito avremmo guadagnato tempo e risparmiato inutili ulteriori sacrifici ai lavoratori. Ma io sono un uomo delle istituzioni, rappresento una comunità che è dura a morire che ha affrontato prove durissime superandole sempre senza piangersi addosso, spesso alzando la voce come in questo caso. Lei è un ministro della Repubblica e sarà il benvenuto nella nostra città, lo aspetto volentieri – scrive -per un confronto di merito sulle singole questioni, oggi abbiamo riacceso la speranza grazie soprattutto all’azienda ai lavoratori, al sindacato, alla regione Dell’umbria che ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie, ad una mobilitazione istituzionale che ha per una volta unito, seppur in ritardo e non diviso. Certo anche il Governo ha fatto la sua parte e vorrei vedere!! Abbiamo perso settimane preziose ma ora andiamo avanti guardiamo al futuro evitiamo per favore giudizi approssimativi e fuori luogo sul passato. Voglio solo dirle che prima della crisi Tagina i suoi soci ed i lavoratori hanno contribuito in maniera determinante alla crescita della nostra città per decenni garantendo crescita,benessere e stipendi a più di 400 famiglie senza mai un giorno di ritardo. Anche per questo – continua – avrò piacere di incontrarla perché conoscere è sempre importante per compiere al meglio le scelte che riguardano la vita quotidiana delle persone. Io i lavoratori e le famiglie le ho incontrate e le incontro tutti i giorni, amo la mia comunità sopra ogni cosa ,so distinguere la battaglia politica i toni da campagna elettorale dal duro e quotidiano lavoro dentro le istituzioni. A me interessa il futuro delle prossime generazioni- conclude – non certo il mio e continuerò ad operare in questa direzione a testa alta con grande passione e senso di responsabilità. L’aspetto volentieri giovedì se verrà con molto piacere”.

Sindacati I sindacati della Filctem Cgil e della Femca Cisl cauta soddisfazione. “Le premesse sono buone e c’è la volontà di trovare una soluzione che potrebbe essere a portata di mano – dicono -. Il governo sta lavorando affinché l’accordo di programma per la Merloni possa essere trasformato nello strumento di area di crisi complessa. In questo modo si dovrebbe sbloccare lo stop alla concessione della Cigs per i lavoratori Tagina. Le risorse, qualche centinaia di migliaia di euro, verrebbero recuperate dal plafond a disposizione della Regione Umbria per la gestione tra l’altro, della crisi complessa per l’area Terni/Narni, che ammontano a quasi nove milioni di euro. Prospettata la soluzione tecnica, diventano ora dirimenti le tempistiche per attuarla. Ribadiamo infatti che da agosto i lavoratori, circa cinquanta su un totale di centocinquanta, non percepiscono stipendio, ne hanno copertura contributiva. Ed è per questo che bisogna in fretta trovare una soluzione. Con le istituzioni si è quindi convenuto che tutte le novità che potrebbero arrivare, verosimilmente entro l’ultima settimana di settembre, saranno subito oggetto di confronto con il sindacato”.

Paparelli Duro il commento dell’assessore regionale Paparelli: “I fondi per gli ammortizzatori sociali sono stanziati dalla Regione Umbria, l’emendamento al mille proroghe raccoglie una nostra proposta tecnica inviata al Mise nel Luglio scorso. Il tutto si è reso necessario perché il ministero del lavoro senza informare le Regioni aveva , il 20 giugno scorso emanato una circolare interna, che interpretava il decreto del precedente governo in senso restrittivo, vanificando così il preaccordo stipulato tra la Regione e l’azienda”.

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