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Sulla Fase due Tesei sceglie la diplomazia: c’è un piano per ripartire ma non l’ordinanza

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Sulla Fase due Tesei sceglie la diplomazia: c’è un piano per ripartire ma non l’ordinanza

Pinocchio
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La presidente Tesei
La presidente Tesei

PERUGIA – Silenziati i teorici della prova di forza. A Palazzo Donini fatti due conti di opportunità politica e istituzionale hanno deciso che è molto meglio varare un piano per la ripartenza con l’aiuto dell’Università di Perugia che sfidare il Governo con una specifica ordinanza che vada in deroga a quanto stabilito da Palazzo Chigi. Questo in sintesi il succo di tre giorni di confronti fatti sotto coperta e su cui la presidente Tesei ha messo l’ultima parola. L’Umbria, insomma, non si mette sulla strada intrapresa dal Veneto del leghista Zaia, dalle Marche del dem Luca Ceriscioli,e dalla Puglia di Michele Emiliano. Mercoledì ci sarà un confronto al tavolo della Conferenza delle Regioni e si gioca di diplomazia sperando nella voglia anche degli altri di battersi per allentare le prescrizioni volute dal Governo. Comunque se ne riparla a maggio. Sperando che le pressioni che arrivano da più parti sul Governo possano produrre qualche risultato. E poi andare in deroga con una apposita ordinanza significa assumersi precise responsabilità politiche e in questo caso anche di natura sanitaria, Un fardello non da poco per la piccola Umbria.

Mobilitazione  Intanto, sul fronte economico il presidente di Confcommercio Giorgio Mencaroni manda a dire “tutti gli imprenditori umbri non solo sono pronti a ripartire, ma devono ripartire, certamente rispettando i protocolli di sicurezza che sono già pronti. Ci sono perciò le condizioni per una grande mobilitazione dell’Umbria che lavora e che produce, per far ripartire una macchina ferma da due mesi, certo nelle condizioni di massima sicurezza, per evitare che il motore non riesca più a riavviarsi”. Ma non si fa avanti solo lui. “Il nostro telefono – dice il segretario di Confartigianato Perugia Stelvio Gauzzi – è rovente. Chiamate di imprenditori del settore benessere che protestano con vigore per la pochissima attenzione riservata a circa 2.300 imprese della nostra provincia che danno lavoro a più di 2.500 addetti». «Finora siamo stati alle regole – avverte – ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non la accettiamo”. I sindacati? Allineati con il Governo e niente strappi. Questo il quadro della situazione. Mercoledì la presidente Tesei, sul pacchetto della ripartenza, si confronterà anche con le sigle sindacali che però hanno già fatto intendere chiaramente che non sono affatto convinti di fare esperimenti o forzature. Partita non facile da giocare. E in molti arrivati a questo punto pensano che se svolta ci sarà arriverà non prima del 18 maggio quando il Governo, dati epidemiologici alla mano, deciderà se dare una ulteriore spinta sul versante delle riaperture. Il tutto salvo colpi di scena e di mano.

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