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Fase 2, Tesei stoppa gli ultrà dell’ordinanza: “Nessuno scontro con il governo: ora trattiamo”

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Fase 2, Tesei stoppa gli ultrà dell’ordinanza: “Nessuno scontro con il governo: ora trattiamo”

Redazione politica
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Palazzo Donini, sede della Regione
Palazzo Donini, sede della Regione

PERUGIA – Una serie di proposte che il Governo prenderà in considerazione a partire da dopo il 4 maggio. Come era prevedibile Regione Umbria non imbocca la strada dello scontro istituzionale e dell’ordinanza ad hoc fatta da altri presidenti di Regione. Nella sostanza prende in considerazione la maggior parte delle attività economiche per le quali nell’ultimo Dpcm non viene presentato alcun cronoprogramma la proposta di riaperture delle attività commerciali e produttive in Umbria che la Regione ha inviato ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, dopo averla illustrata durante un incontro tra i presidenti delle amministrazioni regionali. “Tiene conto dell’attuale situazione dei contagi nel nostro territorio congiuntamente alle esigenze del tessuto economico. Abbiamo optato – ha dichiarato – per la strada istituzionale del dialogo con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie che ne possono derivare ed eventualmente a procedere con modifiche e sospensioni del piano stesso”. Insomma, la presidente non carica la pistola come gli chiedevano settori della sua maggioranza e del suo partito. Pronta a trattare e aspettare. Niente fuga in avanti o strappi. E reggere le impressioni della maggioranza del mondo economico regionale che spingeva per l’atto di forza.

Pubblico impiego Nel frattempo, giovedì, è stato sottoscritto, oggi, in videoconferenza, un protocollo d’intesa fra Regione, Anci Umbria, Upi e sindacato umbro del pubblico impiego Cgil Fp, Cisl Fpl e Uil Fpl per la tutela della salute dei lavoratori e per una migliore organizzazione del lavoro da remoto, in vista del rientro nei luoghi di lavoro, con l” attivazione della Fase 2. E’considerato “decisivo e importante” in quanto definisce le misure di sicurezza che dovranno essere adottate negli uffici pubblici di Regione, enti regionali, Province e Comuni, al fine di contrastare la diffusione del Covid-19, “a tutela non solo dei lavoratori, ma dell” intera comunità umbra”. Le misure previste si applicheranno anche nei confronti degli utenti che si recheranno nelle sedi e agli sportelli di front office e per le relazioni con il pubblico.

Sindacati “La firma del protocollo – commentano Regione, Anci Umbria, Upi e funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil – sancisce l’inizio di un nuovo percorso, di un nuovo modo di rapportarsi fra istituzioni ed enti. Il documento rappresenta un modello di lavoro e di condivisione fra soggetti diversi, nell’interesse supremo della comunità e dei lavoratori. Con la fase 2 si è aperta, di fatto, la necessità di integrare ancor più le garanzie tradizionali del lavoratore con quelle della salute. Ciò significa anche tutelare i servizi e quindi l” intera comunità. L’atto è un segnale importante di attenzione e impegno a favore dei dipendenti e della società. Amministrazioni e sindacato puntano a una tutela diffusa e concreta dei servizi, del lavoro, dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori tutti”.

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