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Su il sipario sul DOIT Festival. 8 gli spettacoli in concorso

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Su il sipario sul DOIT Festival. 8 gli spettacoli in concorso

Redazione cultura
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SIPARIO LAZIO – Tutto pronto per il taglio del nastro della terza edizione di DOIT Festival (Drammaturgie Oltre Il Teatro), festival a cura di Angela Telesca e Cecilia Bernabei in collaborazione con L’Artigogolo (concorso di drammaturgia contemporanea) e prodotto da ChiPiùNeArt associazione culturale, che si terrà dal 14 marzo al 9 aprile all’Ar.MaTeatro di Roma. Otto gli spettacoli in concorso, che vedranno protagoniste compagnie provenienti da tutta Italia tra anteprime nazionali, accompagnati da eventi editoriali e musicali, dibattiti con la critica, il pubblico e gli artisti.

DOIT – Non solo proposta teatrale, ma culturale, letteraria ed artistica, oltre che di promozione (e stimolo) della creatività delle nuove generazioni e delle realtà più “periferiche” che non sempre riescono a trovare spazio. Il festival – si legge in una nota degli organizzatori – presenta un’istantanea del panorama teatrale italiano, alzando il sipario su spettacoli di narrazione, di impegno civile, performance, riadattamenti dei classici, drammaturgie che guardano alla nostra Storia, nonché al quotidiano, con l’intento di individuare le proposte sceniche innovative, alimentate dalla commistione tra i linguaggi artistici e attente al valore letterario del testo teatrale. L’unicità del DOIT è, infatti, l’interesse verso la simbiosi tra messinscena e scrittura per il teatro, promossa grazie alla collaborazione con il concorso di drammaturgia contemporanea L’Artigogolo e con la ChiPiùNeArt Edizioni Srls. Il festival si propone, inoltre, di alimentare le relazioni tra i diversi soggetti coinvolti, favorendo scambi artistici e progettuali attraverso la creazione di una rete di teatri e l’incontro con la critica, ogni sera con un dibattito aperto dopo lo spettacolo, con gli operatori culturali e il pubblico. Il successo di una pièce dipende dall’apprezzamento della critica e del pubblico: per questo gli spettatori saranno coinvolti quale parte attiva e chiamati, ogni sera, a votare insieme alla giuria di esperti. Particolare riguardo è riservato ai giovani spettatori ai quali sono riservati abbonamenti low cost e la possibilità di entrare a far parte della Giuria Giovane, che decreterà un premio speciale assegnato ad uno degli spettacoli in concorso.

Il programma

Martedì 14 e mercoledì 15 marzo (ore 20.45) Antigone – Metamorfosi di un mito, storie per una voce sola, vincitore del premio internazionale di drammaturgia L’Artigogolo 2016. Il testo è tratto dal libro Antigone a Scampia che la stessa Gaudino ha scritto per documentare il lavoro condotto con un nutrito gruppo di donne del quartiere napoletano. L’autrice le ha incontrate per un anno, raccontando e leggendo loro la tragedia di Antigone, intrecciandola con il ciclo di Edipo e I Sette contro Tebe. Alla fine del percorso le donne hanno iniziato a raccontarsi. La riflessione che propone la messa in scena è anche quella di comprendere la propria condizione per potersi liberare da un destino che non deve essere ineluttabile (Giancarlo Gentilucci). Scheda: di Serena Gaudino, con Tiziana Irti, regia di Giancarlo Gentilucci, residenza Teatro Nobelperlapace, produzione Arti e Spettacolo (Abruzzo).

Giovedì 16 e venerdì 17 marzo (ore 20.45) Sic transit gloria mundi (Secondo premio della giuria alla 15° edizione del Premio Museo Cervi). “Un monologo fanta-storiografico – asserisce il regista Alberto Rizzi – che non si concentra solo sull’esclusione delle donne dal sacerdozio, ma analizza le ragioni storiche, teologiche e religiose della sudditanza della donna all’uomo, nella chiesa e nel cattolicesimo laico. Tre sono i pilastri dello spettacolo: il ruolo della donna nel passato della Chiesa, la biografia inventata della prima donna Papa e, infine, una storia alternativa e possibile della Chiesa attraverso le donne. Puro, irriverente e disarmante lo stile registico. Una prova attoriale importante per Chiara Mascalzoni chiamata, attraverso roboanti costruzioni sceniche, a dare corpo e voce ad un racconto pieno di invenzioni e di emozioni”. Scheda: scritto e diretto da Alberto Rizzi, con Chiara Mascalzoni, produzioni Ippogrifo (Veneto).

Sabato 18 marzo (ore 18.30) Teatro da leggere – Aperitivo con l’editore. Una serata in compagnia degli autori che hanno pubblicato i loro testi nella collana teatrale “Le Nebulose” edita da ChiPiùNeArt. Letture, mise en éspace e musica per un teatro da leggere e da sfogliare nell’intento di stimolare la riconquista della dimensione letteraria della drammaturgia e avvicinare nuovi lettori ai testi teatrali. Interverranno anche il direttore editoriale Adele Costanzo e la curatrice della collana Cecilia Bernabei.

Domenica 19 marzo (ore 18.30) Evento Off – DOIT Festival per la musica. Concerto aperitivo con i Soul Indigo (Sara Bernardi voce, Alessandro Bernabei tastiere, Antonio Marinelli sax). Il giovane trio offre un repertorio di alta qualità musicale, originale negli arrangiamenti, frutto dell’incontro e della contaminazione di generi musicali come il neo soul e l’hip hop, il jazz tradizionale e moderno e la musica black dei giorni nostri. Un pomeriggio domenicale in cui va in scena la musica accompagnata da un buon calice di vino.

Martedì 21 e mercoledì 22 marzo (ore 20.45) Il canto della Rosa Bianca. Studenti contro Hitler. Nella Germania degli anni Trenta si snodano le vicende che vedono protagonista Adolf Hitler, la sua vita di uomo e di Fuhrer del Terzo Reich, intrecciate alle storie degli studenti del movimento universitario Weisse Rose, la Rosa Bianca, che con coraggio e consapevolezza intellettuale e civile portarono avanti una clandestina opposizione politica fino alla condanna a morte. Un esempio di teatro civile corale, basato sulla ricerca storiografica. Scheda: di Maurizio Donadoni, con Gianluca Ariemma, Antonio Bandiera, Nicasio Catanese, Federica Cavallaro, Eleonora de Luca, Gianni Giuga, Laura Ingiulla, Vincenzo Paterna, Maddalena Serratore, Claudia Zàppia, musiche Nicola Alesini, supervisione Carmelo Alù, produzione Quasi Anonima Produzioni Indole Teatro (Sicilia) con il sostegno della Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico).

Giovedì 23 e venerdì 24 marzo ore (20.45) Noi che vi scaviamo la fossa. “Il lavoro – spiega la regista Vania Castelfranchi – è ispirato al “Marat/Sade” di Peter Weiss (1964). È la storia metaforica dell’ipotetica messa in scena, da parte del Marchese De Sade, di una rappresentazione teatrale sull’assassinio di Jean-Paul Marat, all’interno del manicomio di Charenton. Arte e teatro sono il mezzo per dar voce alla pazzia senza rinunciare alla sua sana, ironica, smascherante e distruttiva energia. La maschera è la società e il volto che cela si mostra attraverso la pazzia”. Scheda: regia e drammaturgia di Vania Castelfranchi, con Luca Lollobrigida, Mirco Orciatici, Matteo Paino, produzione Compagnia La Crisalyde (Lazio), premio miglior regia “Roma Fringe Festival 2016”.

Sabato 25 (ore 20.45) e domenica 26 marzo (ore 18) Evento Off – Anteprime Nazionali al DOIT Festival Lisbon sisters. Tenero, avvolgente, bizzarro, Lisbon Sisters è la storia di un’ossessione amorosa in cui si fondono memoria e immaginazione, sesso e nostalgia. A raccontarla è una voce “collettiva” formata da un gruppo di adolescenti. La loro ossessione? La bellezza. A vent’anni di distanza si cerca ancora di penetrarne il mistero in frammenti di ricordi, indizi sopravvissuti al tempo, diari, vestiti, elementi di un feticismo mai placato. Cinque micro spettacoli del tutto indipendenti l’uno dall’altro, ma che insieme costituiscono i pezzi di un puzzle emotivo che restituisce l’inquietudine della società borghese americana degli anni ’70. Scheda: regia di Emiliano Russo, drammaturgia Elisa Cappelli, con Giulia Gallone, Flavia Mancinelli, Diletta Masetti, Ottavia Orticello, Cristina Pelliccia.

Martedì 28 e mercoledì 29 marzo (ore 20.45) Canned Macbeth, dialogo per due attori. Un re e una regina vivono in una stanza. È tutto quello che rimane del loro regno, lontani dalla patria e dalla storia che, se prima li aveva visti protagonisti del potere, ora si fa beffe di loro. Ma hanno tutto quello che serve per sopravvivere: un passato, un rancore e dei viveri. Odiati dal popolo e innominabili, marito e moglie, uomo e donna, vagano nel buio in cerca d’amore, di quiete. E se Macbeth e lady Macbeth non fossero morti? Se fossero stati presi e tenuti come prigionieri dai rivoluzionari, dal popolo e ora stagnassero in una cella/camera in semi detenzione? (Roberto Galano). Scheda: di Letizia Amoreo, regia di Roberto Galano, con Maggie Salice e Roberto Galano, produzione Teatro dei Limoni (Puglia).

Giovedì 30 e venerdì 31 marzo (ore 20.45) Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo. “Lo spettacolo – racconta la regista Serena Piazza – è il racconto della tragica vicenda del piccolo Alfredo Rampi, precipitato a trentasei metri di profondità nel pozzo di Vermicino, e dei tentativi di salvarlo nelle trentasei ore successive. Una storia che ha sconvolto il paese nel 1981, con la prima diretta no-stop a coprire un caso di cronaca, un evento mediatico che doveva documentare una storia a lieto fine e che alla fine si è trasformato in uno shock collettivo nazionale. Il personaggio centrale è Alfredino, quel bambino perduto, come fosse l’anima dell’Italia, inghiottita dal buio”. Scheda: regia di Serena Piazza, drammaturgia di Fabio Banfo, con Fabio Banfo, produzione Effetto Morgana (Lombardia).

Sabato 1 aprile (ore 20.45) e domenica 2 aprile (ore 18) Evento Off – Anteprime nazionali al DOIT Festival Anamoni. Primo studio ispirato alla vicenda Penelope. “Lo sguardo di Anamoni – spiega Lisa Rosamilia – si dilata nell’acqua. Vive connessa a una muraglia galleggiante di porte e finestre, che è casa e scialuppa. E da quel veliero fatiscente osserva il mare, attende e lavora. Tessere e disfare si trasformano in una danza ritmica, temporale, alternata a momenti di stasi fra trame e spazi di tessuto. L’elaborazione dello spettacolo ha inizio nel recupero di vecchi infissi, reti da pesca e materiali in disuso. Dagli effetti di reazione al movimento del corpo in essi, nasce la musica che, originale e composta per lo spettacolo, risuona dalla tela come se si trasformasse in un’arpa, un organo, un tamburo, un violino”. Scheda: ideazione scenografia e coreografia Lisa Rosamilia, musica originale composta e diretta da Michele Sganga, al pianoforte Michele Sganga, al violino Lia Tiso, riprese audio e sonorizzazioni Matteo de Rossi, postproduzione Studio Sonicview Roma, produzione Compagnia Maatros.

Martedì 4 e mercoledì 5 aprile (ore 20.45) Giulietta dei fiori. Alone in the Dark Night (finalista al concorso Inventaria 2015 (Roma) e al concorso Anteprima 2015 di Lari). Giulietta – spiega Maria Luisa Usai – è una buffa clochard che vive in un’aiuola nei pressi della stazione. È sola, nella notte nera. È sola, come un papavero dentro un vaso cinese in un salotto color panna. Vuole gettarsi nel vuoto, vuole dimenticare l’amore. Ma il salto non avviene mai. Si compone così il racconto di un cuore zoppicante che ride a squarciagola nel suo mondo incontaminato. Attraverso tre capitoli differenti per stile e narrazione emerge la figura unitaria del personaggio che narra. Il registro stilistico utilizzato oscilla tra la tragedia e la commedia, la clownerie e il dramma. Scheda: di e con Maria Luisa Usai, musiche Rocky Roberts, produzione Zanfretta & Teatri (Lazio).

Giovedì 6 e venerdì 7 aprile (ore 20.45) I don’t care. “Un progetto di performing art – asserisce il regista Pierluigi Bevilacqua – nato dalla necessità di comprendere l’evoluzione dei rapporti umani nell’era dei social network, raccontare la frammentarietà della “narrazione” del quotidiano. Sui social si scatena, a distanza di pochi secondi, un’entropia ormai quasi del tutto fuori controllo. Dopo la perdita totale di controllo delle proprie emozioni relazionali, i protagonisti cercheranno, con tutte le loro forze, di ripartire. La mancanza di connessione li costringerà a cercare, oltre il velo, di rimettere insiemi i pezzi. Di ricostruire i frammenti delle proprie storie per ricominciare, davvero, a raccontarsi”. Scheda: ideazione e regia Pierluigi Bevilacqua, con Umberto Junior Contini, Michele Correra, Michela Delli Carri, Emanuele Fuiano, Chiara Gioiosa, Luciano Maria Riccardo Veccia, produzione Piccola Compagnia Impertinente (Puglia).

Sabato 8 aprile (ore 18.30) Aperitivo con l’editore. Secondo appuntamento con l’editoria. Questa volta lo sguardo si sposta sulla collana poetica. Saranno ospiti della serata alcuni degli autori che hanno pubblicato le loro sillogi con la ChiPiùNeArt Edizioni S.r.l.s. e il Direttore Editoriale Adele Costanzo. In anteprima, sarà presentata la raccolta Acqua dalla meridiana di Sandro Bernabei. Le letture saranno allietate da intermezzi musicali e conversazione con gli autori.

Domenica 9 aprile (ore 17) Cerimonia di premiazione DOIT Festival e L’Artigogolo III edizione: premiazione dei vincitori e dei menzionati | DOIT Festival (Drammaturgie Oltre Il Teatro, III edizione 2017. Presenzierà la giuria); premiazione dei vincitori e dei menzionati | L’Artigogolo (concorso di scrittura drammaturgica, III edizione 2017. Presenzierà Massimo Gazzè Riccardi). Al termine della cerimonia, la direzione artistica avrà il piacere di festeggiare e salutare gli intervenuti, il pubblico, la critica e le giurie con un brindisi e un piccolo aperitivo.

La Giuria del DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro: Chiara Girardi (operatrice teatrale), Gertrude Cestiè (critico teatrale e ufficio stampa), Antonio Mazzuca (editore e caporedattore Teatro Roma), Massimo Mirani (attore teatrale e cinematografico e autore), Daniele Rizzo (fondatore e direttore della rivista culturale Persinsala), Emiliano Russo (regista), Adriano Sgobba (critico teatrale e responsabile Comunicazione e Social della rivista di cultura e spettacolo Recensito). Docenti di scuole romane e organizzatori di progetti teatrali e culturali: Elena D’Elia, Maria Pia Iannotta, Simona Lacapruccia e Rossella Rossi.

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