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Strage di Bologna: ergastolo per Cavallini, resta semilibero a Terni

Cronaca e Attualità Terni

Strage di Bologna: ergastolo per Cavallini, resta semilibero a Terni

Redazione
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(Foto Ansa)

BOLOGNA – La sentenza  dice: ergastolo. Ma quasi in sfregio al fatto che una delle sue vittime fosse ternano, Sergio Secci, allora ventiquattrenne, al quale oggi è intitolato il teatro all’interno del Caos ed il cui padre Torquato è il presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime di quella strage, Gilberto Cavallini continuerà a vivere a Terni, in regime di semilibertà.

Dopo quasi 40 anni, la Corte di Assise di Bologna ha condannato l’ex militante dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) all’ergastolo per la Strage di Bologna, ma Cavallini, che vive a Terni da due anni, vi resterà, lavorando presso una cooperativa che ha sede nel centro di Terni dove svolge mansioni di contabilità: deve rientrare a dormire in carcere alle 22, ma dalle 8 di mattina e fino a quell’ora è libero di girare in città: “Terni è un centro piccolo – ha detto Cavallini all’Ansa – ed evito di espormi. Lo faccio perché non voglio offendere nessuno, ma non mi voglio sentire neanche ostracizzato”.

La condanna. “Ci sono misteri e discrepanze – dice l’ex Nar – che nel dibattimento non si sono voluti affrontare. Ma vado avanti per cercare di portare a galla la verità. La sensazione che sto vivendo è di profondissimo malessere. Come ho detto in aula ho pagato e sto pagando per ciò che ho fatto, non posso farlo per ciò che non ho fatto”: Cavallini fu rinviato a giudizio a 37 anni dalla strage: è stato processato per concorso perché, secondo la Procura, fornì appoggio logistico a Mambro, Fioravanti e Ciavardini ospitandoli nell’appartamento che condivideva con l’allora compagna a Villorba di Treviso

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