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Stop al termovalorizzatore Terni Biomassa, tra polemiche e frenate

Cronaca e Attualità

Stop al termovalorizzatore Terni Biomassa, tra polemiche e frenate

Andrea Giuli
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TERNI – L’impianto Terni Biomassa della ravennate Tozzi Holding è proprio sfortunato, anche se, forse, più sfortunati ancora sono tanti cittadini ternani che si respirano ciò che il termovalorizzatore (ma anche altri impianti industriali urbani, per la verità) scaricano a terra e in aria. Del resto, anche la precedente proprietà e gestione del vecchio impianto, la Printer, ebbe sorte anche più complicata e nefanda. Sta di fatto che, con un atto ufficiale, il sindaco di Terni ha ieri sera bloccato temporaneamente l’attività del termovalorizzatore, dopo le rilevazioni dei Carabinieri e dell’Arpa e le indicazioni dell’Asl che hanno certificato irregolarità rispetto alle norme sul fronte del tonnellaggio massimo da trattare, sullo scarico a fiume, sulle emissioni nocive in atmosfera.

Conferenza servizi a rischio Per Terni Biomassa, in realtà, e’ ancora in corso un farraginoso procedimento di aggiornamento autorizzativo, chiesto dalla stessa azienda, per l’ottenimento dell’autorizzazione Aia. Il prossimo 6 giugno dovrebbe tenersi un’ulteriore Conferenza dei servizi per discutere e definire la pratica. Ma, dopo gli eventi delle ultime ore, la faccenda sembra avvitarsi. E non poco. Il fatto è, come spesso in questo Paese, che non si capisce esattamente come stiano le cose e dove vadano a parare. Nel frangente, insomma, Terni Biomasse sarebbe fuori norma e pericolosa. Anzi, non tanto. Meglio, solo in parte. Sì, no, ni. E quelle che sembrano ambiguità non possono non ravvisarsi nei prudenti ma ambivalenti comunicati ufficiali di queste ore. Ma può essere invece che sia tutto chiaro. Oppure, manco per niente. Ma la sensazione di un vago “palleggio” non si può negare.

Ordinanza del sindaco  “La comunicazione da parte dell’Asl, avvenuta su nostra istanza – afferma il sindaco Di Girolamo – relativa alla potenziale nocività degli sforamenti ha portato all’assunzione di questa decisione, attraverso un’ordinanza come azione preventiva di tutela dei cittadini. Al momento, si registra solo un superamento della diossina, sarà compito dei soggetti titolati a norma di legge ad effettuare controlli, Regione ed Arpa di approfondire la situazione ed adottare le misure necessarie ed eventuali.
Per l’assessore comunale all’Ambiente, Giacchetti “la sospensione immediata dell’attività dell’inceneritore fino al ripristino delle condizioni autorizzative è un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini che denota l’immediatezza e la rapidità da parte dell’amministrazione di assumere senza esitazione disposizioni ferme e necessarie in tutti i casi che si presentano rischiosi per la salute e l’ambiente. Quindi, in relazione a quanto accertato dai Carabinieri del Noe e da Arpa Umbria, l’attività di gestione dell’impianto di recupero Terni Biomassa Srl, non risultava conforme alle condizioni e prescrizioni dell’atto autorizzativo 9127-09/TR e successivi aggiornamenti e quindi la Regione ha diffidato la Società che deve adempiere al rispetto di una serie di prescrizioni tecniche, gestionali e procedurali. Sarà attivata da parte degli organi preposti una azione di monitoraggio con l’utilizzo di strumenti aggiuntivi”. L’ordinanza non prevede ammende nei confronti della Terni Biomassa, ma stabilisce che il comando di polizia municipale, la Usl2, Arpa Umbria e gli altri ogani di vigilanza sono incaricati di fare osservare l’atto.

La Usl precisa “L’azienda Usl Umbria 2 prende atto delle disposizioni impartite dal sindaco di Terni con l’ordinanza di immediata sospensione delle attività dell’impianto Terni Biomassa e conferma il massimo impegno a collaborare con le altre istituzioni per garantire la piena tutela della salute dei cittadini. Pur ribadendo che non sussiste alcun pericolo immediato per la salute pubblica e che tale ordinanza è stata adottata secondo il principio di massima cautela, l’azienda sanitaria compirà tutte le ulteriori indagini volte a valutare l’entità e le conseguenze che tale episodio può aver determinato sulla catena alimentare”.

Forza Italia  Il capogruppo di FI in Comune, Ferranti in una nota esprime “soddisfazione per la chiusura dell’impianto ex Printer, scelta seria del sindaco che io, assieme al collega Bruschini, capogruppo in provincia, sollecitammo con due interrogazioni urgenti nelle rispettive istituzioni. Per primi come Forza Italia, ad ottobre 2015, sollecitammo questa esigenza e chiedemmo le verifiche poi svolte dal Noe e Asl . Si conferma sempre più la linea che sosteniamo con forza da anni: il business dei rifiuti da termovalorizzare a Terni è scelta miope per molte ragioni ad iniziare dalla collocazione geografica del territorio. Con un mio atto abbiamo, assieme ai colleghi del centrodestra, evitato l’arrivo di centomila tonnellate di rifiuti a Terni, costringendo il Pd ad una piena assunzione di responsabilità ed abbiamo per primi sollecitato la chiusura oggi avvenuta del impianto ex Printer. Ora insisteremo per verifiche più precise al camino di Acea.”

Comitato No inceneritori.  Mai il Comitato che danni si batte contro tali impianti si mostra più che guardingo: “Attenzione ! Non c’è ancora nulla da festeggiare! L’ordinanza del sindaco – si legge nella pagina FB del Comitato – è un atto valido solo temporaneamente. E già i soliti della Asl fanno marcia indietro. L’obiettivo della Terni No Inceneritori deve essere non far dare l’autorizzazione integrata ambientale all’inceneritore Terni Biomassa”. L’appuntamento del 6 giugno, appunto.

Terni Possibile Anche il movimento che fa riferimento a Pippo Cicati dice la sua con Daniela Mercorelli: “Di fronte a tutto questo, la decisione che un buon amministratore dovrebbe prendere a tutela dei cittadini e della loro salute, sarebbe quella di chiudere quell’impianto. Un buon amministratore dicevamo ma, invece…La Regione Umbria, con una determina dirigenziale del 3 Maggio (che strano, nella seduta del consiglio straordinario dell’11 maggio né il sidaco né la presidente hanno detto nulla in merito) ha emesso un provvedimento di diffida nei confronti di Terni Biomassa che obbliga la società a risolvere tutte le irregolarità riscontrate attraverso una serie di diverse prescrizioni entro 30 giorni. Alla luce di tutto questo siamo convinti che chi mette in atto con consuetudine dei comportamenti dolosi continuerà a farlo, a prescindere dalle sanzioni e dalle prescrizioni. Ecco perché vorremmo che fossero le istituzioni, il sindaco e la pesidente della Regione a chiudere l’inceneritore di Terni Biomassa, con la stessa facilità con la quale nel 2009 fu rinnovata allo stesso impianto, praticamente inattivo ( Printer ), l’autorizzazione per 10 anni. n questa vicenda anche la politica e le istituzioni hanno le proprie responsabilità. Se non lo faranno le istituzioni, saranno i cittadini a farlo”.

 

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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