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Spoleto, ribaltone alla Credito e Servizi: viene sfiduciato il presidente Marcucci e il cda

Economia ed Imprese

Spoleto, ribaltone alla Credito e Servizi: viene sfiduciato il presidente Marcucci e il cda

Redazione economia
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La sede della Banca Popolare di Spoleto

SPOLETO – Toh chi si rivede, la cara e vecchia Banca Popolare di Spoleto che nonostante il passaggio sotto le bandiere di Banca Desio, non sembra aver cambiato le abitudini: tanti sgambetti, non pochi veleni e una marea di sospetti. Questa volta a farne le spese è stato il presidente della Credito e Servizi, la cooperativa che detiene il 9% della banca. Cronaca: l’assemblea dei soci della Credito si rivela una specie di tonnara in cui si regolano vecchi conti e merletti per interposta persona. E così al Teatro Nuovo va in scena l’ennesima maionese impazzita che da anni tiene con il fiato sospeso la città con salotti annessi. I 334 soci, che molti osservatori indicano come in gran parte fedelissimi dell’ex patron Giovanni Antonini ma anche di una parte ben definita del Pd cittadino, decidono non solo di non approvare il Bilancio 2014-2015 ma anche di mettere nel mirino il presidente Marcucci che si vede messo con le spalle al muro da una mozione di sfiducia votata a larghissima maggioranza. Alcuni, come Monini, al momento del voto prendono cappello e se ne vanno. Altri invece partecipano alla corrida. Alla fine Marcucci e tutto il consiglio d’amministrazione vengono impallinati e ora tra un mese una nuova assemblea dovrà decidere il nuovo numero uno. Le telefonate nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti sono già partite e in molti dietro tutto questo trambusto vedono stagliarsi la sagoma inconfondibile di Antonini. Il sindaco Cardarelli tace, ma lui più di altri viene indicato come lo sconfitto per eccellenza di questo nuovo colpo di scena. Signora, tenersi forte, a Spoleto è tornata la giostra.