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Spoleto, Lied tedesco e opera verdiana al Lirico Sperimentale

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Spoleto, Lied tedesco e opera verdiana al Lirico Sperimentale

Redazione cultura
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di Stefano Ragni

Non lasciate il Lied tedesco cantare da solo. Ma, come è avvenuto in san Niccolò, circondatelo di scenografia, recitazione, proiezioni e danza: allora sarà un vero spettacolo teatrale, come è nella tradizione del Lirico Sperimentale.

Quel che si è svolto l’altra sera nell’ampia aula immersa nell’oscurità, antico luogo di culto consacrato alle meditazioni dell’ordine eremitano degli Agostiniani,  è stato un percorso dentro il ciclo liederistico “Canto del cigno” (Schwanengesang) di Schubert condotto in forma di spettacolo dal regista Stefano Monti. Sul palco una miriade di leggii con musica aperta e squadernata: molti fogli pentagrammati anche in terra.

Dietro i due cantanti cinque vetri dipinti da Vincenzo Balena venivano proiettati dalle luci, cinque ipotesi di scrittura, dall’arcaica cuneiforme ai frattali, tutti in tinta ocra, evocativa di ombre autunnali. Dietro il velo, a partire dalla lirica Der Atlas, si è presentata una danzatrice discreta e allusiva, Monique Arnaud. Pochi movimenti, tre passaggi confusi al limite tra luce e buio, allusivi alla tematica del “sosia” del Doppelgänger, così cara alla tematica schubertiana. Accarezzati dal pianoforte di Enrico Cicconofri il mezzosoprano Beatrice Mezzanotte e il magnifico baritono Alec Roupen Avedissian hanno intonato le quattordici liriche, preceduti, in alcune, dalla lettura di Rossana Bassani. Atmosfera densa di concentrazione, meditazione su una raccolta di liriche perdutamente “romantiche” e distillazione della vocalità schubertiana, che, nel caso della voce baritonale, accarezzava i testi con convinta partecipazione.

Il concerto serale era stato preceduto, in mattinata, da un evento al Teatro Nuovo:  Si è trattato della premiazione di “Chi è di scena? Le scuole all’opera”, realizzata in collaborazione con gli istituti scolastici spoletini. Presenti  personaggi delle istituzioni: Battistina Vargiu, vicepresidente dello Sperimentale,  Luciano Belli, Cassa di Risparmio, Gianni Quaranta, assessore alla cultura e Dario Pompili, dell’ associazione Antonini.  Duemila e quattrocento gli adolescenti raggiunti quest’anno dal miracolo della musica,  con rappresentazioni mattutine del Ballo in Maschera, come se fossimo al teatro alla Scala. Una modalità molto seria con cui Michelangelo Zurletti e Claudio Lepore, i dioscuri del Lirico, hanno manifestato la vitalità di una istituzione che va a pescare nell’effervescente mondo della scolarità inferiore i virgulti di quello che potrebbe essere un’occasione di crescita umana e culturale. In quindici anni i ragazzi spoletini raggiunti dall’opera sono stati quarantamila: una possibilità di grande educazione offerta a molti.

E ora si punta al Ballo in Maschera che, a partire da domani sera, al Teatro Nuovo presenterà nei suoi cast ben tre cantanti perugine, i soprano Silvia Cafiero e Chiara Mogini e il mezzosoprano Rachele Raggiotti.

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