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A Spoleto in tanti per l’estremo saluto al sindaco Cardarelli: “Grazie per quello che sei stato e per ciò che hai dato”

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A Spoleto in tanti per l’estremo saluto al sindaco Cardarelli: “Grazie per quello che sei stato e per ciò che hai dato”

Redazione
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SPOLETO – Il dolore di una intera città. L’unione di una comunità per farsi forza al fine di superare questo terribile momento. Il Duomo di Spoleto non è riuscito a ospitare tutte le persone che oggi pomeriggio hanno voluto salutare per l’ultima volta il sindaco Fabrizio Cardarelli, deceduto nelle prime ore della mattina di domenica nella propria abitazione a causa di un malore fatale. Tanti i cittadini che sono voluti essere presenti nel simbolo della città per rendere omaggio a un grande spoletino, stimato e amato dalla sua gente e per mostrare vicinanza alla moglie Emanuela, ai figli Giulia e Carlo, alla madre Maria e ai familiari tutti, colpiti da una immane tragedia.

La funzione A celebrare il rito funebre è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Alla funzione hanno partecipato la vicesindaco Maria Elena Bececco, che nelle prossime ore sarà nominata facente funzioni, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, la presidente del Consiglio regionale, Donatella Porzi, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, il questore Messina, il prefetto Cannizzaro, parlamentari, primi cittadini provenienti da numerosi Comuni della regione, numerosi esponenti della vita politica e associativa cittadina, ex studenti, amici e conoscenti.

Le parole dell’arcivescovo Toccante e commovente il ricordo di Cardarelli fatto dall’arcivescovo Boccardo nel corso dell’omelia. “Da ieri mattina – queste le parole del presule -, quando in città si è diffusa la notizia della morte improvvisa del Sindaco, un pensiero insistente abita, e tormenta, il nostro cuore e la nostra mente: «Perché? Perché, Signore, hai permesso che la vita di Fabrizio si spezzasse quando era nel pieno fiorire, perché stroncare un servizio così generoso e fecondo per la nostra città?».

Di fronte a questa domanda – umanamente lecita e comprensibile – non c’è che il silenzio, come il silenzio e il pianto di Gesù alla notizia della morte dell’amico Lazzaro; come il silenzio del Sabato santo, dopo la morte di Gesù; il silenzio di ognuno di noi di fronte al mistero della vita e della morte; il nostro silenzio per il vuoto che la dipartita di Fabrizio genera tra i suoi famigliari, nella scuola, nella politica, nella città”.

Amore per Spoleto e la sua gente “Era letteralmente abitato da una passione educativa – ha detto ancora l’arcivescovo -, che lo ha condotto a prolungare le ore di insegnamento offrendo agli studenti ripetizioni gratuite, anche da Sindaco, presso il nostro Centro di pastorale giovanile a San Gregorio.

Lo ricordiamo impegnato con passione e generosità nella politica, per il bene della città e dei suoi abitanti. Amava Spoleto e la sua gente, ed era abituale incontrarlo il mattino in piazza del Mercato intento ad ascoltare tutti, con quella umanità popolare e ricca che lo faceva sentire davvero vicino e partecipe, fedele al programma di azione che si era proposto, quando aveva detto di voler essere “Uno di noi”. È stato, come ha scritto qualcuno in queste ore, «un Sindaco entusiasta e battagliero, mai rassegnato ma sempre orgogliosamente fiero dell’incarico» ricoperto, «incapace di serbare rancore» e capace di risolvere «piccole e grandi questioni, senza mai appendere manifesti o cercare ribalte»”.

Il ringraziamento di tutti “Mentre porgiamo a Fabrizio il saluto dell’affetto, dell’amicizia e della gratitudine – ha concluso Boccardo -, ci torna spontaneo alla mente quel suo modo caratteristico di congedarsi, quando stringeva calorosamente la mano e diceva: «Tante, tante belle cose!». Quel saluto lo rivolgiamo ora a lui, pregando che possa godere di tutte le ”belle cose” che il Signore Gesù riserva a quanti si sono affidati a lui ed hanno accolto e messo in pratica il suo Vangelo, mentre attendiamo che venga un giorno pienamente ricomposta nella casa di Dio quell’unità e quella comunione che la morte sembra interrompere ma che in realtà la fede continuamente ravviva.

Grazie, Fabrizio, per quello che sei stato e per quello che ci hai dato”. Toccanti i ricordi della vicesindaco, Bececco, e dalla preside del polo liceale spoletino, Roberta Galassi.

L’eterno riposo Al termine della celebrazione in Duomo, il corteo funebre si è mosso alla volta del cimitero cittadino, dove le spoglie dell’amato e stimato primo cittadino troveranno pace eterna. Addio Professore, che la terra ti sia lieve.

Boschi Nel corso della cerimonia di conferimento della Medaglia d’oro alla Protezione civile che si è svolta stamani a Roma alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, che ha ha voluto ricordare la figura di Fabrizio Cardarelli, inviando alla famiglia “un forte abbraccio”.

Pirozzi Un ricordo del sindaco di Spoleto è arrivato nel pomeriggio di lunedì anche dal primo cittadino di Amatrice, Sergio Pirozzi: “Solo ora ho appreso la notizia della morte prematura dell’amico sindaco di Spoleto – ha scritto il sindaco amatriciano sul proprio profilo Facebook – .Ci eravamo visti, avevamo parlato di terremoto, mi avevi espresso le tue difficoltà, i tuoi tormenti,salutandoci quasi arrossendo mi dicesti ‘Scusa non dovevo’. Caro Fabrizio, un sindaco quando parla della propria gente non si deve mai vergognare. Questa fu la mia risposta. Un abbraccio forte alla famiglia alla comunità di Spoleto e a tutti coloro che lo hanno conosciuto”.