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Sisma, Zaffini: “Pareggiare i contributi tra quello del Centro Italia e di Catania”

Foligno Spoleto Politica

Sisma, Zaffini: “Pareggiare i contributi tra quello del Centro Italia e di Catania”

Redazione politica
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Franco Zaffini
PERUGIA – Il senatore umbro di Fratelle d’Italia, Franco Zaffini, ha presentato un’interrogazione al premier Giuseppe Conte per chiedere conto di una “ricostruzione post-sisma caratterizzata dalla cultura del sospetto da parte delle istituzioni verso i cittadini e i professionisti e da un’ingiustificata disparità di trattamento dello Stato nei confronti dei terremotati del Centro Italia rispetto a quelli di Catania”. Il senatore, inoltre,  chiede anche di adottare “provvedimenti urgenti per uniformare l’entità dei contributi riconosciuti per il terremoto del Centro Italia a quelli riconosciuti per il sisma della provincia di Catania e, parimenti, di snellire le procedure e i controlli per l’accesso ai contributi”.

 

Tempi Sulla ricostruzione Zaffini punta il dito sia contro “i tempi di gestione delle pratiche, con un iter di approvazione spesso oltre i dodici mesi anche per i piccoli danni”. Ma anche sui “controlli serrati e gli intoppi burocratici provocati da una normativa complessa, contraddittoria e a tratti nebulosa, cui si somma – va avanti il senatore – il calvario della presentazione delle domande per iscriversi alla white list. Questa modalità operativa che ha imbrigliato la ricostruzione e attiene a una cultura del sospetto, secondo cui chi chiede i contributi lo fa tentando di aggirare le norme». Sul paragone col terremoto di Catania, il parlamentare umbro evidenzia che per quell’emergenza «qualunque tecnico, anche senza formazione, può compilare le schede Aedes e una semplice scheda Cila (comunicazione inizio lavori asseverata) in Comune per far ottenere subito 25 mila euro per ogni unità immobiliare, di qualunque dimensione, mentre ai terremotati del Centro Italia viene chiesto di redigere un vademecum di adempimenti che comprende un elenco di 49 documenti richiesti per presentare la domanda”.

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