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Sisma, un anno della scossa del 30 ottobre. I volontari della Protezione civile: “Burocrazia sta rallentando ricostruzione”

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Sisma, un anno della scossa del 30 ottobre. I volontari della Protezione civile: “Burocrazia sta rallentando ricostruzione”

Redazione
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Tendopoli allestite dalla Protezione civile a San Pellegrino di Norcia

PERUGIA – “Abbiamo toccato con mano invece le difficoltà nella gestione dell’emergenza. Anche qui sia chiaro la scossa del 30 ottobre ha pesato e gravato su un sistema di protezione civile già pesantemente impegnato nella prima emergenza del 24 agosto. Vorremmo ripartire da qui, sottolineando come il volontariato di Protezione Civile Umbro abbia messo in campo coordinato dal Servizio di Protezione Civile Regionale tutta la sua forza, con oltre 2550 volontari e 85 organizzazioni e Gruppi Comunali”: ad affermarlo – nei giorni del primo anniversario delle scosse del 26 e 30 ottobre 2016 – è stato Giuliano Santelli, presidente della Consulta regionale del volontariato di Protezione civile.

Impegno immenso “Per lunghi 8 mesi – dice Santelli – i volontari hanno sostenuto le popolazioni, cito solo i campi più grandi, Norcia, San Pellegrino, Preci, Cascia, fornendo pasti con le strutture mensa, montato e smontato tendopoli, dando il loro supporto operativo alla struttura regionale, presenza nei Coc”.

Burocrazia lumaca “Fin dal mese di marzo 2017  – spiega il presidente della Consulta – gran parte della popolazione colpita dal sisma ha alloggi prefabbricati, moduli collettivi o è ospitata in alberghi o in autonoma sistemazione. Tuttavia non si può non sottolineare come procedure burocratiche, sovrapposizione di competenze, vincoli e norme stiano rallentando i processi di necessari ad una rapida ripresa della ricostruzione”.

Costruire bene “L’Umbria – prosegue – con la scossa dello scorso 30 ottobre ha subito danni rilevanti, le case sono cadute, i monumenti sono stati duramente colpiti, ma non ha avuto vittime, ha così potuto verificare che gli interventi di ricostruzione del terremoto del 1997 sono stati efficaci, le case non sono crollate grazie a lavori effettuati con criteri all’ epoca ritenuti all’avanguardia. Oggi la nuova sfida è ricostruire bene ed in tempi accettabili, con tecniche di adeguamento o miglioramento sismico ancor più avanzati. L’Umbria in questo senso rappresenta un modello, per capacità legislativa e per norme tecniche antisismiche sulla ricostruzione”.

 

 

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