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Sisma, tra Norcia e Preci sono state consegnate altre 70 casette

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Sisma, tra Norcia e Preci sono state consegnate altre 70 casette

Redazione
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Uomini della Protezione civile a Norcia

NORCIA – Consegnate tra Norcia e Preci altre 70 soluzioni abitative d’emergenza, all’appello mancano ancora circa 250 ma entro gennaio tutti i terremotati dell’Alta Valnerina, compresi quelli di Cascia, avranno la casetta. A ribadirlo è stato il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, che a Norcia sabato pomeriggio ha ribadito: “In Umbria completeremo la fase emergenziale legata alle sae a fine gennaio, in altre zone del Centro Italia servirà un po’ di tempo in più, basta pensare che altrove si è reso necessario ordinare soltanto 15 giorni fa altre casette e quindi occorreranno 4-5 mesi per la loro realizzazione”.

Speranza Sotto gli alberi di Natale che i terremotati umbri, a circa 500 famiglie è stata consegnata la casetta, hanno decorato e acceso nei soggiorni dei moduli abitativi c’è soprattutto la speranza di veder partire davvero la ricostruzione, almeno quella leggera. Sul punto Borrelli e a Norcia ha evidenziato “che esiste da tempo un quadro normativo chiaro ed efficace che permetterà di affrontare la fase della ricostruzione in maniera spedita”. Tuttavia, nel bilancio di fine anno dell’ufficio speciale per la ricostruzione si contano appena 250 pratiche istruite, di cui una cinquantina autorizzate.

Boccardo “Gesù non solo nasce tra le macerie del terremoto, ma vi nasce in maniera privilegiata perché è in mezzo ad un’ umanità ferita”, queste le parole di monsignor Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra e vescovo della diocesi SpoletoNorcia. “Ferite che si ritrovano nell’ incertezza, nella precarietà, nelle case e nei monumenti distrutti, oltre che nelle attività economiche ancora ferme”, spiega il vescovo. “Questo che ci stiamo apprestando a celebrare – aggiunge – è un Natale migliore rispetto a un anno fa, ma comunque ancora molto faticoso. E’ vero che molte cose sono state fatte – conclude Boccardo – ma la mancanza di risposte concrete alle richieste dei cittadini colpiti dal sisma e i ritardi della burocrazia che rallentano la ricostruzione segnano ancora in negativo queste festività”.

 

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