CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sisma, terremotati umbri abbracciati dal Papa in un’udienza speciale

Perugia Cronaca e Attualità Terni Foligno Spoleto

Sisma, terremotati umbri abbracciati dal Papa in un’udienza speciale

Redazione
Condividi

Terremotati umbri ricevuti dal Papa

ROMA – Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto i terremotati umbri nell’Aula delle udienze. L’incontro era riservato alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto, tra cui i fedeli della diocesi di Spoleto-Norcia che sono stati accompagnati in Vaticano dal vescovo Renato Boccardo e dai parroci del comprensorio. La Curia ha organizzato quattordici pullman con partenza da varie località della Valnerina, da Norcia a Cascia fino a Preci. Un altro centinaio di persone raggiungeranno il Vaticano autonomamente per incontrare Francesco nell’aula Paolo VI.

Il saluto delle autorità  A salutare il pontefice per la delegazione umbra è stato don Luciano Avenati distrutta dai terremoti del 26 e 30 ottobre. All’udienza speciale hanno partecipato anche Vasco Errani, commissario straordinario del governo per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione Civile, la presidente della Regione, Catiuscia Marini e i sindaci dei comuni colpiti.

 

Le parole Papa Francesco al suo ingresso in aula Paolo VI, una decina di minuti prima delle 11,30 previste, è stato accolto con grande calore, ha stretto mani e accarezzato bambini, e ha ricevuto anche alcuni doni, tra cui disegni, un cesto di prodotti tipici e una felpa. Dopo aver ascoltato le testimonianze di Raffaele e di don Luciano Avenati, parroco della abbazia di S.Eutizio in Preci, e averle commentate, ha invitato a pregare una Ave Maria e si è poi fermato ancora a salutare gruppi di fedeli. “Queste – ha detto papa Francesco commentato gli appunti presi mentre parlavano Raffaele e don Luciano – sono le cose che più hanno toccato il cuore nelle due testimonianze, e per questo ho voluto prendere le vostre parole per farle mie, perché nella vostra situazione il peggio che si può fare è fare un sermone, il peggio, (ha ripetuto, ed è stato interrotto da un applauso, ndr), soltanto – ha spiegato – prendere quello che dice il vostro cuore e farlo proprio e dirlo con voi, e fare una riflessione un po’ su questo. Voi sapete che vi sono vicino, e vi dico una cosa: quando me ne sono accorto di quello che era accaduto quella mattina, appena svegliato ho trovato un biglietto dove si parlava delle due scosse, e due cose ho sentito, ci devo andare, ci devo andare, (ha ripetuto, ndr) e poi ho sentito dolore molto dolore, e con questo dolore sono andato a celebrare la messa in quel giorno, grazie – ha proseguito papa Francesco – per venire oggi e in alcune udienze di questi mesi grazie, per tutto quello che voi avete fatto per aiutarci per costruire e ricostruire i cuori, le case, il tessuto sociale, anche per ricostruire col vostro esempio” contro “l’egoismo che è nel nostro cuore che non abbiamo sofferto questo, grazie tante, e sono vicino a voi”. Erano presenti in aula Paolo VI alcune migliaia di fedeli dalle diocesi di Rieti, Spoleto-Norcia e Ascoli Piceno, accompagnati dai rispettivi vescovi, Domenico Pompili, Renato Boccardo e Giovanni D’Ercole, e dall’arcivescovo di Ancona card. Edoardo Menichelli.

Amore Dal canto suo don Lucio Avenati, parroco dell’abbazia di Sant’Eutizio distrutta dal terremoto, ha usato parole toccanti per raccontare la sofferenza della Valnerina: «L’amore per la nostra terra ci ha fatto rimanere anche quando ci è stato proposto di vivere l’emergenza altrove, la nostra terra si sarebbe sentita ancor più ferita se l’avessimo abbandonata. Abbiamo vissuto insieme in macchina, in tenda e nelle roulotte ma a siamo cresciuti nei rapporti umani, abbiamo perso le case ma siamo diventati una grande famiglia, Il coraggio e la tenacia – ha concluso – insieme alla pazienza e alla solidarietà vicendevole della mia gente sono espressioni di grande umanità. Devo dire che sono orgoglioso della mia gente e se io sono stato un sostegno per loro, loro sono stati la mia forza».

Ritorno in Umbria A margine dell’udienza, il Pontefice ha promesso alla presidente Marini, che lo ha invitato nei luoghi colpiti dal sisma, di tornare a visitare le popolazioni terremotate dimostrando ancora una volta affetto e solidarietà verso coloro che portano in modi diversi le ferite causate dal sisma e attendono consolazione e speranza.
Marini ha sottolineato come sia stato “particolarmente apprezzato e motivante” l’incontro con Papa Francesco che “ha dimostrato ancora una volta grande affetto e solidarietà alle persone e ai territori colpiti dal sisma”. “Importante – ha aggiunto – il richiamo alla concretezza e al lavoro straordinario che ha fatto il Santo Padre. E molto significativo il passaggio in cui ha esortato a non puntare all’ottimismo, bensì alla speranza: occorre, infatti, restituire speranza e fiducia per la ricostruzione – ha concluso Marini – sia quella materiale e concreta a cominciare dalle case, sia quella spirituale e quindi, della coesione sociale”.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere