CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sisma, Norcia è deserta e i turisti fuggono. Gli operatori: “Le istituzioni ci aiutino”

Cronaca e Attualità Extra EVIDENZA2

Sisma, Norcia è deserta e i turisti fuggono. Gli operatori: “Le istituzioni ci aiutino”

Andrea Giuli
Condividi

I danno del terremoto a San Pellegrino di Norcia
image

Corso Sertorio

Di Andrea Giuli

NORCIA – E’ un sabato di primo pomeriggio di un giorno di settembre, il 10. In questo periodo la città di San Benedetto, immersa nei monti Sibillini, e’ solitamente gremita, festante, pullula di turisti e visitatori. I negozi, le norcinerie, le trattorie tipiche, gli alberghi, a fine estate qui sono presi d’assalto. Non più. Non adesso.

In questo sabato 10 settembre, non è una leggera pioggia intermittente a fare la differenza. A 17 giorni dal terremoto che ha funestato l’Appenniono tra Marche, Lazio e Umbria, Norcia è praticamente deserta. Il sisma qui non ha fatto per fortuna morti. Ma danni sì, non pochi. Alle case (c’è gente che nel proprio giardinetto ha installato tende e sta montando piccoli prefabbricati in legno per dormirvi). Danni ai monumenti, alle chiese. Una delle guglie della basilica di San Benedetto ha ruotato su sè stessa.

La guglia ruotata di San Benedetto

La guglia ruotata di San Benedetto

E danni all’economia che qui vive essenzialmente di turismo e del suo indotto. Si capisce chiaramente, attraversando il centro desolato, parlando con gli operatori. Il timore diffuso è che, per un tempo lungo, tanta gente che qui veniva più o meno abitualmente a gustare le bellezze e i sapori di questo lembo magico di Appennino, non tornerà. Ciò nonostante, molte attività commerciali del centro restano aperte. Non mollano, pur semivuote.

Negozi semivuoti in centro

Negozi semivuoti in centro

Entriamo nella trattoria tipica di Mauro Battilocchi, titolare di un locale storico nei vicoli di Norcia. Dentro, neppure una decina di persone ai tavoli. “Vedi – dice il ristoratore, il mio ristorante non ha subìto danni, resto aperto anche se oggi, per esempio è una rimessa. Tutti gli anni, in questi giorni di settembre,mio faccio solitamente 80-100 coperti. Oggi, guardati intorno. Non si può dire, come qualcuno mi sembra che dica, che a Norcia non ci sono stati danni. Ci sono stati eccome. Ma io resisto, speriamo che ci diano una mano”.

IL VIDEO: “RISTORANTI VUOTI E NESSUN TURISTA”

Ci spostiamo qualche decina di metri più in là, in corso Sertorio, per incontrare Carlo Bianconi. Qui a Norcia una ‘potenza’, titolare di un gruppo che possiede e gestisce alcuni tra gli alberghi, ristoranti, bar e locali tra i più noti e prestigioso della città. Bianconi è un fiume in piena: “La notte del terremoto 570 persone che stavano dormendo da noi sono praticamente fuggite, in preda al panico. Inevitabile. Non gli abbiamo fatto pagare la notte, ci sembrava giusto. L’albergo si è svuotato in poche ore. Non solo. Abbiamo restituito e stiamo restituendo le caparre di coloro che avevano prenotato da noi fino al 15 ottobre e in questi giorni cominciano a fioccare le disdette anche fino a Natale. Stiamo annullando praticamente tutto. Una situazione che ci sta già costando una perdita di fatturato per 300 mila euro in 15 giorni. Abbiamo messo decine di lavoratori in cassa integrazione, ma il grosso continuiamo a pagarli perché dobbiamo restare aperti”.

Carlo Bianconi

Carlo Bianconi

L’imprenditore continua:”Le aziende del settore più piccole delle nostre, a gestione familiare, stanno soffrendo ancora di più, se continua così saranno costrette a fermarsi. Il problema vero, ora, è come riuscire a durare, come riuscire a sostenere i costi di tutto ciò. Sono certo che, prima o poi, la gente tornerà. Ma avremo di fronte a noi almeno 4-5 mesi terribili. Le istituzioni non ci guardano, pensano solo alle fabbriche. Ma qui viviamo di turismo. E, allora, ci diano un piccolo aiuto, banche comprese. Non ci facciano pagare per un periodo i contributi sul lavoro, oppure ci sospendano la tassa sui rifiuti. Insomma, abbiamo bisogno di un supporto per passare la nottata. O per noi sarà una sciagura”.image

Un norcino tra i più conosciuti qui in città preferisce non parlare, ci allarga le braccia. Il titolare di un conosciutissimo negozio di trekking, in centro, ci fa vedere la merce nuova, per l’inverno: “Noi ci proviamo, la città è deserta. Ho come la sensazione che non ci fili più nessuno”.

Fa impressione aggirarsi, in questo scorcio d’estate, a Norcia che sembra attanagliata da un mezzo coprifuoco. A poche decine di chilometri da qui, purtroppo, si seppelliscono i morti. Bisognerebbe cercare di sostenere quelli che restano. I vivi.

Verifiche Proseguono, intanto, le operazioni di verifica di agibilità sugli edifici pubblici e privati. Oggi, spiega la Protezione Civile, sono 92 le squadre di tecnici e di esperti impegnate nelle verifiche di agibilità. Sugli edifici privati, (verifiche iniziate questa settimana) sono già 970 i sopralluoghi effettuati a seguito dei quali 581 edifici sono stati dichiarati agibili (circa il 60%) e 45, pur non essendo danneggiati, risultano inagibili per rischio esterno. Sono 218 invece gli esiti di inagibilità (22,5%) mentre 126 sono gli immobili temporaneamente o parzialmente inagibili.

I sopralluoghi hanno riguardato finora 656 edifici pubblici, di cui 557 plessi scolastici: tra questi ultimi 390, pari al 70% del totale, sono stati ritenuti agibili, mentre altri tre pur se non danneggiati risultano al momento inagibili a causa di rischio esterno. Sono 110 gli edifici temporaneamente inagibili – in tutto o solo in parte – che grazie a provvedimenti di pronto intervento tornerebbero agibili

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere