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Sisma, l’arcivescovo Boccardo in visita a Norcia e Preci: “Ricostruire è un obbligo morale”

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Sisma, l’arcivescovo Boccardo in visita a Norcia e Preci: “Ricostruire è un obbligo morale”

Redazione
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Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia

NORCIA – “Dobbiamo fare in modo che i tesori artistici e religiosi di questa terra possano rinascere”. Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, nel corso della visita da lui effettuata ai luoghi colpiti dal sisma. Il presule ha visitato dapprima la basilica di San Benendetto, quella che ospitava i monaci mastri birrai e  che ora invece è stata dichiarata completamente inagibile, con gli ultimi due monaci rimasti di presidio trasferiti a San Benedetto in Monte. Subito dopo il saluto alle suore di clausura benedettine del monastero di Sant’Antonio, quindi ha pranzato con gli sfollati ad Ancarano di Norcia e visitato Campi di Norcia, dove è crollata la chiesa, Preci e l’abbazia di Sant’Eutizio, gravemente lesionata (il rosone è andato distrutto).

Fragilità “Abbiamo l’obbligo morale – ha detto il presule – di ricostruire e riaffermare la nostra identità di popolo anche attraverso i simboli della religiosità. In Valnerina  è andato distrutto un enorme patrimonio di arte e fede, penso ad esempio al monastero di Sant’Eutizio a Preci e a San Salvatore a Campi di Norcia, due gioielli culla del monachesimo occidentale. Perderli per sempre sarebbe un delitto, anche se purtroppo credo che la chiesa di San Salvatore non la riavremo mai più'”. Monsignor Boccardo si è  recato a portare conforto alla gente “che vive nella paura e nella fragilità”. Per la rinascita dei tesori artistici e religiosi, l’arcivescovo ha sollecitato “l’ampia collaborazione degli enti preposti alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio culturale della nostra regione”. “Non è pensabile – ha detto – che a chi viene dopo di noi lasciamo soltanto macerie”.  Boccardo ha annunciato che tornerà  a Norcia il giorno di Ognissanti. “Celebrerò la Santa messa – ha annunciato – presso il cimitero per ricordare i nostri defunti e la loro memoria. In ricordo di loro cercheremo di trovare una nuova luce di speranza che ci possa dare la forza di ricominciare”. Attualmente i cimiteri della Valnerina risultano tutti agibili, tranne quello a ridosso del monastero di Sant’Eutizio.

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