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Sisma, la Cgil: “Bisogna partire dal Piano Casa Italia per superare l’emergenza”

Cronaca e Attualità

Sisma, la Cgil: “Bisogna partire dal Piano Casa Italia per superare l’emergenza”

Redazione economia
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Un momento della conferenza stampa

FOLIGNO – Una conferenza stampa per fare il punto della situazione delle aree terremotate e illustrare le proposte della Cgil per la ricostruzione. È quella che la Cgil provinciale di Perugia ha organizzato sabato mattina presso la sede della Camera del Lavoro di Foligno. Un incontro, tenuto dal segretario provinciale della Cgil di Perugia Filippo Ciavaglia, presente insieme al segretario della Fillea regionale Gianni Fiorucci, che è stato anche l’occasione per approfondire il tema del sistema regionale dell’edilizia.

Sistema “Un sistema ancora profondamente in crisi”, ha esordito proprio Filippo Ciavaglia, che nella sua analisi è partito da considerazioni legate in particolare alla specificità dell’area folignate. “Foligno in questa fase rappresenta un po’ un’eccellenza nel panorama regionale – ha esordito il segretario – legando il suo nome a realtà importanti come l’aerospazio e alcune solide realtà industriali, ad esmpio quella della Ncm, che ha appena inaugurato un altro pezzo di stabilimento. Ma Foligno, proprio per questo, rappresenta un’eccezione in un contesto provinciale e regionale di grossa difficoltà dal punto di vista economico e sociale. L’aumento dell’occupazione è un dato che non deve essere esaminato in termini assoluti, perché questo distorcerebbe la reale situazione. L’aumento occupazionale che si registra è artificiale, perché legato sostanzialmente alle tipologie precarie e all’utilizzo dei voucher, che non sono ‘lavoro’, ma semplicemente delle forme di pagamento estemporanee che spesso nascondono lavoro nero o al massimo un lavoro di un’ora al giorno.

I dati I dati degli ultimi anni parlano infatti di una drammatica diminuzione del Pil, della produzione industriale e dei consumi. Una situazione – prosegue Ciavaglia – fronteggiata fino ad oggi da misure di welfare familiare, che è stato il vero ammortizzatore sociale di questa lunga crisi. Ma guardando alla situazione della nostra realtà territoriale non possiamo non pensare ad una scadenza importante che riguarda proprio una misura di sostegno ai lavoratori: il 12 ottobre scadranno infatti gli ammortizzatori sociali ordonari per i lavoratori della ex Merloni. E all’area di crisi della fascia appenninica si uniscono le stesse situazioni dello spoletino e del ternano-narnese. Una situazione che rende necessario anche il riconoscimento di aree crisi complessa”.

Incontro “Il dramma del terremoto – ha commentato Gianni Fiorucci – ha riaperto altri scenari di preoccupazione. In questo ultimo sisma l’Umbria non ha fortunatamente pagato un prezzo in termini di vite umane, e ciò forse ci dimostra ancora una volta che il processo di ricostruzione, dopo il sisma del ’97, è stato portato avanti in maniera esemplare. Ma nonostante ciò, anche la nostra regione deve fare i conti con dei danni strutturali. Per questo – prosegue – sarà importante proprio l’incontro che lunedì avremo in Regione e che dovrà portarci a confrontarci con le parti sociali. Dovremo partire dal Piano Casa Italia del Governo e considerarlo un’opportunità che dia la possibilità di agire non più in un quadro di emergenza ma all’interno di una legge quadro. In definitiva chiediamo che le risorse provengano anche a livello interregionale, nell’ambito di quelle che sono definite ‘buone pratiche’ (in riferimento al Durc, alla trasparenza sugli appalti e altri requisiti richiesti alle realtà aziendali)”. Ciò che è complessivamente emerso nel corso della conferenza è la proposta della Cgil di arrivare ad un Piano Straordinario Pluriennale di investimento pubblico che tenga conto di tre grosse aree di intervento: il riassetto idrogeologico, industria e edilizia, filiera turismo-ambiente-cultura.

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