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Sisma, il sottosegretario Crimi a Norcia rassicura, ma la popolazione non ci sta: “Vogliamo essere coinvolti nelle scelte”

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Sisma, il sottosegretario Crimi a Norcia rassicura, ma la popolazione non ci sta: “Vogliamo essere coinvolti nelle scelte”

Redazione
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Crimi con i cittadini di Norcia

NORCIA – “Ricostruzione per noi e’ una parola astratta, auspichiamo risposte concrete ed esigiamo di essere coinvolti direttamente in qualunque decisione che ci riguardi con incontri almeno trimestrali”. Gli abitanti di San Pellegrino di Norcia, la frazione di Norcia piu’ popolosa e piu’ colpita del sisma del 2016, martedì mattina hanno letto una lettera di richieste al sottosegretario Vito Crimi, in visita nel borgo distrutto nel corso di una due giorni in Umbria per fare il punto sullo stato della ricostruzione. Nella lettera i cittadini hanno raccontato che il paese vive in un “panorama desolante, dove dal 24 agosto 2016 non esiste un punto nascite ne’ un ospedale. Non si puo’ vivere perche’ le attivita’ stanno chiudendo, non si puo’ morire perche’ il cimitero non e’ agibile. Ci serve una scossa, non sismica ma tangibile – ha detto concludendo la signora Marina, commossa – che ci possa far sperare in un futuro migliore”.

Problemi Tra i problemi elencati, ai quali Crimi ha risposto uno per uno, c’ e’ la questione dei luoghi di culto, delle opere non ancora recuperate all’ interno delle chiese, della perimetrazione e soprattutto dei Mapre (moduli abitativi prefabbricati rurali emergenziali). “Bisogna verificare la qualita’ della vita al loro interno – hanno spiegato – non sono idonei per il freddo, con pareti spesse 4cm e pompe di calore non riescono a produrre calore a sufficienza, infissi esterni non coibentati che causano il passaggio d’ aria e una rete idrica a poca profondita’ che ha provocato l’assenza di acqua potabile”.

Norcia Il sottosegretario a Norcia,  arrivato dopo aver visitato il deposito dei beni culturali di Spoleto, ha promesso un impegno a nome del Governo: “Se al 31 dicembre le cose non vanno, se la ricostruzione non sarà iniziata, cambiamo tutto, a costo di azzerare i modelli utilizzati fin qui. Serve uno slancio, un’iniezione di fiducia – ha spiegato – per ora lavoriamo sulla legge esistente migliorandola e dando maggiore autonomia ai sindaci. Servono norme speciali, stiamo pagando ancora le conseguenze dell’applicazione di norme ordinarie. A fine anno faremo un bilancio e se non sarà bastato a far partire la ricostruzione, allora ribaltiamo tutto”.

Semplificazione Crimi inoltre ha sottolineato che “il 2019  deve essere l’anno in cui la ricostruzione post sisma riparte laddove aveva avuto qualche cenno iniziale e parte dove non si era mai avviata”. Il sottosegretario ha parlato di “maggiore responsabilità” ai Comuni, ma “saranno dotati – ha assicurato – di risorse necessarie per poter accelerare le procedure”. I primi interventi che il Governo metterà in atto su questa linea saranno di “tipo legislativo”, ha sottolineato Crimi che ha posto l’accento anche sulla ricostruzione pubblica. “Per la quale – ha detto – vanno semplificate tutte le procedure complesse del codice degli appalti”.

Marini Dal canto suo la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha ribadito che «al governo ed al parlamento  abbiamo chiesto alcune modifiche per aiutare i cittadini, i professionisti e le imprese già impegnate in Umbria nell’opera di ricostruzione, a snellire e velocizzare il procedimento autorizzativo. Ci aspettiamo che Governo e Parlamento accolgano gli emendamenti che in tal senso abbiamo avanzato come Presidenti delle quattro Regioni colpite dagli eventi sismici. È quanto ci aspettiamo se si vuole davvero aiutare la ricostruzione. Accanto a questo, occorre anche rafforzare il personale impegnato negli Uffici speciali per la ricostruzione, soprattutto in una fase come quella che si sta aprendo e che vedrà aumentare enormemente nel corso di questo anno, e del prossimo, il numero delle pratiche autorizzative per la ricostruzione. È ciò che chiedono innanzitutto i cittadini”.

Alemanno Per il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, invece “dopo un lungo periodo in cui è stato necessario per il governo prendere coscienza della situazione, oggi risentiamo la presenza non simbolica ma concreto dello Stato che si mette a disposizione del territorio per risolvere le criticità del post terremoto. Non era semplice per nessuno entrare in una situazione così complessa come quella della ricostruzione – ha spiegato Alemanno – ma adesso nel sottosegretario e nel commissario Farabollini abbiamo due interlocutori con i quali si può allacciare un discorso e hanno orecchie pronte ad ascoltare le problematiche sollevate dai sindaci”. Una cosa è chiara: è il momento di passare dalle parole ai fatti.

 

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