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Sisma, il premier incaricato Gentiloni: “Ricostruzione è priorità”. Nuova scossa avvertita in tutta la regione: magnitudo 4.3. Commossa lettera da Castelluccio

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Sisma, il premier incaricato Gentiloni: “Ricostruzione è priorità”. Nuova scossa avvertita in tutta la regione: magnitudo 4.3. Commossa lettera da Castelluccio

Redazione
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Un edificio danneggiato nel comune di Norcia

PERUGIA – La ricostruzione post sisma in cima all’elenco delle priorità che il nuovo governo dovrà affrontare. Lo ha affermato questa mattina al Quirinale il presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, al termine del suo colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Sono consapevole dell’urgenza di dare all’Italia un governo nella pienezza dei poteri – ha affermato Gentiloni – e di rassicurare i nostri cittadini che affronteremo con il massimo impegno le priorità internazionali, economiche e sociali. A cominciare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto”.

Nuova forte scossa La terra ritorna a far paura nelle zone già colpite in maniera drammatica dai sismi di agosto e ottobre. Alle  13.54  dell’11 dicembre  i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno registrato una scossa di magnitudo 4.3.  L’epicentro è stato riscontrato nei pressi di Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, in prossimità del confine con l’Umbria, ad una profondità di 8.3 chilometri. Al momento non si registrano ulteriori danni a cose e persone. Finora nessuna segnalazione è giunta al comando provinciale dei Vigili del fuoco di Perugia.

Le parole della presidente Marini La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha espresso “particolare apprezzamento per le parole sia del presidente della Repubblica, Mattarella, sia del presidente incaricato del Consiglio dei ministri, Gentiloni, circa l’impegno prioritario del governo nell’interesse delle aree colpite dal sisma”. “Ci sentiamo quindi rassicurati – ha osservato – per quanto riguarda la possibilità di proseguire nello straordinario impegno già avviato dal precedente governo, di grande attenzione alle aree colpite, per quanto riguarda sia l’assistenza alle popolazioni, sia l’avvio della ricostruzione”. Secondo la presidente, “è assolutamente indispensabile poter garantire questa continuità di impegno da parte dello Stato”. “Sono consapevole – le parole di Gentiloni – dell’urgenza di dare all’Italia un governo nella pienezza dei poteri, per rassicurare i cittadini e affrontare con massimo impegno e determinazione le priorità internazionali, economiche, sociali, a iniziare dalla ricostruzione” post-sisma.

Castelluccio di Norcia con la neve

Castelluccio di Norcia con la neve

La lettera della Comunanza di Castelluccio Intanto, appena accettato l’incarico con riserva, con tempestività ammirabile il presidente della Comunanza agraria di Castelluccio di Norcia, Roberto Pasqua, ha scritto una commossa lettera al premier incaricato, Gentiloni, per invitarlo presto a visitare ciò che resta della ‘perla dei Sibillini’e il suo territorio martoriato dal sisma. Ecco il testo della missiva di Pasqua:

Gentile presidente del Consiglio incaricato, onorevole Paolo Gentiloni, le scrivo in qualità di presidente della Comunanza agraria di Castelluccio di Norcia. Con estremo orgoglio ho ascoltato le sue prime dichiarazioni sulle priorità da affrontare, tra le quali si è soffermato particolarmente sulla necessità di iniziare la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Il terribile sisma, o precisamente tutte quelle migliaia di scosse, ha cambiato completamente la fisionomia del Parco nazionale dei Monti Sibillini; Castelluccio, che era in piena attività e gremita di persone, da turisti a residenti, si è completamente svuotata: dall’essere il tetto degli Appennini si è ritrovata in un vortice di distruzione che ha spazzato via tutto quello che con cura di generazione in generazione gli amanti del luogo avevano plasmato. Ma non c’è tragedia che possa spazzar via l’energia brulicante della vita: perché la fine di quel dannato vortice come collettività la vediamo. Non possiamo neanche immaginare la piana di Castelluccio vuota, deserta; noi vogliamo rivederla in fiore, dal rosso dei papaveri all’azzurro intenso delle viole, dai cavalli che sfrecciano a testa alta come vincitori di una battaglia all’aquila reale che domina i cieli, dalla bontà delle lenticchie all’aquilone che svolazza in libertà. Il nostro paese ci manca come l’aria: respiriamo e procediamo, con il coraggio di alzare lo sguardo e puntare dritto avanti; ma quella sensazione di mancanza di qualcosa, di un non so che di quelle nostre tradizioni che troppo amiamo e mai dimenticheremo, ecco: per colmare questa carenza abbiamo bisogno del suo aiuto. Dalla ricostruzione delle abitazioni per poter tornare a rivedere un borgo sopra al nostro colle, e non un cumulo di macerie; dalle strade alle comunicazioni, senza le quali qualsiasi forma di collegamento sarebbe compromessa; a quel che rimane del patrimonio artistico, che speriamo in qualche modo di poter salvaguardare. In virtù del suo legame, e delle sue origini locali, siamo veramente fieri di aver trovato un riferimento, un supporto, un sostegno. Si avvicina un Natale che sarà per noi molto particolare, ma insieme, uniti, ce la faremo. Ed è proprio per le festività natalizie che vorremmo invitarla nel nostro borgo, nel nostro cuore, in quelle che per noi sempre sarà una casa, per avere un confronto con Lei. Spero tra i molti impegni trovi uno spazio da dedicarci e le auguro un buon lavoro”.

(Servizio in aggiornamento)

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