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Sisma, il Governo decide di prorogare la restituzione della ‘busta pesante’ alle popolazioni colpite. Ma i terremotati insorgono: “Provvedimento spot”

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Sisma, il Governo decide di prorogare la restituzione della ‘busta pesante’ alle popolazioni colpite. Ma i terremotati insorgono: “Provvedimento spot”

Redazione
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Castelluccio vista dall'alto dopo il sisma

ROMA – Un emendamento al decreto clima proroga fino al 31 dicembre prossimo, la sospensione del pagamento dell’Irpef – per essere più precisi la restituzione dei tributi sospesi con la cosiddetta ‘busta paga pesante’ – per chi vive nell’area del cratere delle zone colpite dal terremoto del 2016. Un provvedimento che dilaziona la scadenza fissata originariamente per martedì prossimo. Si tratta delle prime sette rate che sarebbero state dovute e che comporteranno un minore introito per le casse dello stato di circa 6,9 milioni.

Chi sceglierà la rateizzazione, dovrà pagare entro il 31 dicembre la prima rata. Questa norma non si applica però ai titolari di reddito d’impresa e di reddito di lavoro autonomo, né a chi svolge attività agricole.

Sindacati Echi diversi del provvedimento da parte di sindacati e comitato terremotati centro Italia. Soddisfatti i primi. Filippo Ciavaglia (Cgil Perugia), Bruno Mancinelli (Cisl Foligno-Spoleto) e Andrea Russo (Uil Foligno) dicono però “ora dobbiamo subito pensare ad un modo per semplificare la procedura di restituzione, omogenizzandola con quella del ’97 che prevedeva la restituzione del solo 40 per cento”

Terremotati Il Comitato invece giudica ancora insufficiente la mossa e già prima del provvedimento erano critici: “A maggio le forze politiche che sostenevano il precedente Governo hanno generato questo pasticcio nel provvedimento chiamato “Sblocca Cantieri”.
Contestualmente il Presidente Conte si impegnava nell’incontro con i comitati aNorcia a discutere una decurtazione della restituzione dell’ordine del 40%. Ricordiamo che “busta paga pesante” significa aver usufruito di 12 mesi di sospensione Irpef e contributi previdenziali da restituire successivamente. La ratio della sospensione era consentire di posticipare il pagamento delle tasse alla ripresa del tessuto economico delle zone colpite dal sisma spalmandolo con una rateizzazione decennale. E’ a tutti evidente che nel cratere non vi è né ricostruzione né ripresa economica. Il Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia, viste le tante difficoltà – sottolinea – che nel vissuto quotidiano ci troviamo a dover affrontare dopo tre anni dal sisma, richiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte un tavolo risolutivo sulla problematica della restituzione della busta paga pesante e confidando che sia l’ ultima volta che le scadenze e il tema vengano trattati sempre in urgenza a ridosso dei termini auspichiamo di poter affrontare anche la problematica relativa alla “restituzione dei versamenti per la moratoria sisma”.

E subito dopo hanno emesso un comunicato ancora più duro: “Se il terremoto ci ha distrutto le case, il governo ci sta togliendo la dignità ed il nostro futuro. La misura è colma dopo l’ennesimo “emendamento spot” sul sisma, ovvero quello relativo alla proroga del termine della busta paga pesante infilato a una manciata di giorni dalla scadenza dentro il “Decreto clima”. Ancora una volta il Governo, il quarto dopo le scosse di
tre anni fa, così conferma una totale mancanza di rispetto per la popolazione colpita, rimandando di un paio di mesi la restituzione dell’Irpef sospesa. Il problema viene solo posticipato, ma senza trovare soluzioni: una prassi tristemente consolidata in questi tre anni. Attendiamo di conoscere il testo quando ci sarà la pubblicazione ufficiale in Gazzetta, ma a quanto pare la proroga non comprende i contributi previdenziali per le imprese: un segno di totale disattenzione per chi cerca di lavorare per una ripresa economica nei territori terremotati. Vogliamo pagare ma con modalità dignitose. Noi non possiamo più”.

 

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