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Sisma, Gentiloni ai presidenti delle Regioni: “Un miliardo l’anno per tre anni”

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Sisma, Gentiloni ai presidenti delle Regioni: “Un miliardo l’anno per tre anni”

Redazione
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Conferenza stampa del premier e dei presidenti delle regioni terremotate a palazzo Chigi

PERUGIA– Un milione di euro ogni anno per un triennio. Questa la somma che arriverà dal Governo per la ricostruzione. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a margine della riunione che avuto questa mattina con i presidenti delle regioni colpite dal terremoto – Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Luciano D’Alfonso (Abruzzo) -, il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, e il capo del dipartimento Protezione civile, Fabrizio Curcio. “Nel decreto che elaboreremo a metà aprile, inseriremo un fondo per la ricostruzione che sarà molto rilevante: oltre 1 miliardo all’anno per i prossimi 3 anni per la ricostruzione delle aree colpite da terremoto”, ha detto il premier. “Credo che il messaggio fondamentale – ha proseguito il capo del Governo –  è  che la situazione vada accudita e curata continuamente. Stiamo mettendo la macchina della ricostruzione in campo e gradualmente stiamo uscendo dalla fase più acuta dell’emergenza e lo faremo anche dal punto di vista della maggiore responsabilizzazione delle realtà locali”. “La novita’ sostanziale e utile è che il governo ha messo in campo, accanto al capitolo ricostruzione, anche uno sforzo sotto il profilo fiscale per le imprese e i Comuni”, questa la dichiarazione che la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, ha rilasciato all’Ansa al termine della conferenza stampa con Gentiloni. Per Marini, l’incontro di martedì è stato “un’occasione per fare il punto sull’emergenza e sui lavori ordinari avviati, comprese naturalmente le soluzioni abitative temporanee”. Infine, la presidente ha affermato che i provvedimenti assunti dall’esecutivo nei confronti delle imprese “abbiano rafforzato il progetto generale di ricostruzione; sono convinta che il decreto sulla crescita aiuterà”.

 

La protesta continua. La semina della lenticchia ritorna un’altra volta in pericolo. Il rischio che nessun agricoltore salga a Castelluccio di Norcia per iniziare i lavori, si fa giorno dopo giorno sempre più grande. Dopo un periodo di calma apparente, dovuto al placet dato dall’Anas per l’utilizzo del traforo di Forca Canapine, la situazione è riprecipitata nella giornata di sabato, quando, dopo un sopralluogo congiunto che ha visto la presenza di agricoltori locali, vigili del fuoco e personale della provincia di Perugia,  è stata disposta l’interruzione temporanea al traffico, fino al ripristino della sicurezza per la circolazione stradale, lungo la Provinciale 477.

 “C’è qualcuno che non vuole che la fioritura abbia luogo”, afferma a lanotiziaquotidiana.it Stefano Pasqua, che stamani ha fatto parte della spedizione che ha visto arrivare al paese 15 mezzi ‘leggeri’. “Al ritorno – continua Pasqua – lungo la Provinciale abbiamo addirittura incontrato un mezzo pesante superiore a 15 tonnellate. Non chiediamo di passare per la 477 con i mezzi agricoli, ma con le nostre automobile, per facilitare i nostri spostamenti, considerato che a Castelluccio non c’è niente e siamo costretti a tornare a casa ogni sera”. Quindi, fino a quando non sarà aperta una finestra per garantire un collegamento più celere per le automobile fra il capoluogo e la frazione, nessun trattore transiterà per Forca Canapine. Già è accaduto nella mattinata di sabato, quando i mezzi agricoli avevano la possibilità di passare per il traforo al fine di iniziare i lavori per la semina e, se non sarà presa la decisione tanto sperata, neanche lunedì si salirà al paese e i tempi per la semina, diventano sempre più stretti, con il rischio che lo spettacolo della fioritura, quest’anno, non avrà luogo: “La semina – prosegue Pasqua – sta subendo ritardi enormi. Attenderemo altri 15-20 giorni, poi riporteremo nei capannoni i nostri mezzi”.

L’appello alle istituzioni: “Rompere l’isolamento di Castelluccio” (Video)

Nuova manifestazione Lunedì mattina è andata in scena un’altra grande dimostrazione degli abitanti del borgo, che si sono dati appuntamento intorno alle 8.30 per iniziare un presidio che in un primo momento doveva durare solo un giorno, ma che di fatto è diventato permanente. Tanti gli agricoltori che si sono dati appuntamento con i loro trattori in viale della Stazione. Sulla situazione della Provinciale, ha detto la sua anche il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, che all’Ansa ha dichiarato: “Sono strade impossibili da percorrere ogni giorno, alcuni tratti fanno paura”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, lunedì mattina si è recata al presidio con l’obiettivo di rassicurare i coltivatori rendendo loro noto che nei prossimi giorni, insieme all’assessore ai trasporti Chianella, contatterà il prefetto al fine di trovare una soluzione al problema. Intanto, neanche la fredda notte nursina è riuscita a fermare la lotta castellucciana. I partecipanti al sit-in. non l’hanno voluta dare vinta alle temperature rigide che hanno contraddistinto le ore notturne fra lunedì e martedì, e coperti da cappotti e riscaldati da bracieri di fortuna, non hanno mollato per neanche un secondo la postazione.

 

Agricoltori castellucciani in presidio durante la notte

Agricoltori castellucciani in presidio durante la notte

Coldiretti “La fioritura della lenticchia è attesa da ben 250mila turisti che giungono sull’altopiano di Castelluccio da maggio a luglio per ammirare lo straordinario spettacolo della fioritura che quest’anno dovrebbe festeggiare anche il ventennale dal riconoscimento comunitario avvenuto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 1997”. È quanto afferma Coldiretti Umbria nel sottolineare che occorre garantire una adeguata viabilità per consentire la semina del pregiato legume e il successivo spettacolo offerto dal suggestivo colore viola dei fiori. “Serve moltiplicare gli sforzi per agevolare anche gli spostamenti degli imprenditori agricoli, alle prese già da mesi con le difficoltà del terremoto prima e del maltempo poi – sottolinea Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria oggi a Norcia con il direttore Diego Furia, insieme agli agricoltori che con i propri trattori sono tornati “in strada”. Chiediamo un impegno forte da parte di tutte le istituzioni preposte – ha aggiunto Agabiti – per risolvere immediatamente la situazione. La lenticchia di Castelluccio – informa Coldiretti – è un prodotto dell’agricoltura di montagna coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri secondo le prescrizioni del disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea. La lenticchia viene seminata su una superficie di circa 525 ettari per una produzione che, a seconda delle stagioni – continua Coldiretti –  si aggira attorno ai 3.700 quintali di prodotto. La Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP è confezionata in sacchetti di juta o plastica ed in contenitori di cartone, dal peso di 250 gr, ½ kg o 1 kg che riportano, in tutti e tre i casi il marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta). Un aspetto da tenere in considerazione è infatti quello della difesa della lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp dalle frodi che si sono allargate anche su Internet.

Alemanno “Non avrei mai immaginato che portare ad un tavolo di coordinamento dodici quesiti ed uscirne con undici soluzioni, questo avrebbe generato comunque ulteriori proteste”. Dice il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, rimarcando come restano invece ancora aperti alcuni temi sui quali trovare risposta. “Le esigenze di Castelluccio non sono solo quelle legate alla semina e alla riattivazione delle attività economiche per le quali comunque si è avviato un percorso di soluzione – rimarca il primo cittadino – vi sono ancora altre esigenze che debbono trovare risposta per le quali ancora non si è invece trovata soluzione. Tra questi le Sae per i pochissimi residente abituali e continuativi, oppure le soluzioni per il pernotto di coloro che esercitano attività agricola ed economica nella frazione di Castelluccio, pur non avendo residenza abituale e continuativa così come disposto da vigenti norme; la possibilità di rendere fruibile Castelluccio da tutti gli oriundi che solitamente lo abitavano nella bella stagione”. In conclusione Alemanno confida nel senso di responsabilità di tutti coloro interessati da tali problematiche e si dice convinto che “se si abbandoneranno posizioni pregiudiziali e strumentalizzazioni di carattere politico, si potrà riuscire, tutti insieme a trovare le migliori soluzioni per la comunità intera. Castelluccio è e resta prima di tutto dei suoi abitanti ma è però anche un bene prezioso per la comunità regionale, nazionale ed internazionale”. Per la giornata di mercoledì, è atteso un nuovo confronto fra istituzioni regionali e comunali e agricoltori per dare risposta ai numerosi quesiti.

 

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