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Sisma e polemiche. I presidenti di Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche attaccano: “Il Governo ci ha declassati”. Marini: “Sono sconcertata”

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Sisma e polemiche. I presidenti di Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche attaccano: “Il Governo ci ha declassati”. Marini: “Sono sconcertata”

Redazione
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La chiesa di San Benedetto a Norcia

PERUGIA – Sisma e polemiche. I presidenti delle Regioni Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio non parteciperanno all’incontro in programma per giovedì con il neo-commissario al terremoto in segno di protesta contro il “colpo di mano” del Governo che “ha tolto ai presidenti delle Regioni, subcommissari al terremoto, il potere di condivisione sulle ordinanze commissariali, declassando la loro funzione a potere ” consultivo” “. E” quanto si legge in una nota congiunta dei quattro governatori. Una scelta “grave e miope”, aggiungono, che “produrrà sicuramente contenziosi e ricorsi”. I governatori valutano anche “un ricorso alla Consulta”.

Colpo di mano “La maggioranza di Governo questa notte nella conversione del decreto relativo alla ricostruzione del ponte Morandi a Genova – scrivono il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, dell’Abruzzo Giovanni Lolli, dell’ Umbria Catiuscia Marini e del Lazio Nicola Zingaretti – con un colpo di mano ha tolto ai presidenti delle Regioni, subcommissari al terremoto, il potere di condivisione sulle ordinanze commissariali, declassando la loro funzione a potere ‘ consultivo’ . Mentre per Genova si nomina commissario il sindaco della città, per il terremoto si esautorano i presidenti e i sindaci dei territori, perché di fatto questa impostazione riduce a livello di osservatori anche i sindaci dei Comuni del cratere che oggi si esprimono nei comitati della ricostruzione sulle ordinanze in essere. Questa svolta centralista del Governo è grave e miope – sottolineano – perché moltissime scelte della ricostruzione impattano direttamente con norme e leggi di carattere regionale”.

Condivisione Secondo i presidenti “la non condivisione ‘ ante’ scrittura delle ordinanze produrrà sicuramente contenziosi e ricorsi e aumenterà quella confusione burocratica che si dice volere combattere. La ricostruzione si fa nei territori e non a Palazzo Chigi, per questo valuteremo un ricorso alla Consulta perché leso il principio di leale collaborazione tra istituzioni. Questa impostazione oltre al rallentamento delle procedure allontana, non poco, le sedi decisionali dai cittadini e dai professionisti che nei territori pretendono giustamente di essere coinvolti nella fase di ricostruzione dei loro Comuni. In attesa di essere ricevuti dal Presidente del Consiglio, che mai ha accettato la nostra richiesta di un incontro avanzata ormai da tempo – concludono i quattro governatori – oggi non parteciperemo all’ incontro con il neo commissario anche perché a causa delle scelte compiute non si comprende più quale sia il senso e la funzione di questo Comitato”.

Lo sconcerto di Marini “Sono rabbrividita come cittadina e sconcertata come presidente. Un emendamento imbarazzante e ridicolo di piccolissima politica, da dilettanti”: lo scrive nel suo profilo Facebook la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito alle polemiche relative al decreto Genova. “Già la gestione di un sisma – commenta Marini – è materia complessa che richiede sacrificio, responsabilità, senso delle istituzioni e cooperazione nell’ interesse dei cittadini…ora producono definitivamente il caos…. siamo all’ impazzimento dei rapporti”. “A Genova – prosegue – dicono che deve fare tutto il sindaco, nelle aree del sisma tutto Palazzo Chigi. Sapete perché? Il sindaco di Genova è di centrodestra, i presidenti delle quattro regioni sono del Pd. Ma lo sanno che chi governa lo fa in nome di tutti i cittadini e lo sanno che qui in Umbria abbiamo lavorato sempre con spirito di unità e cooperazione?”. “Io mi rifiuto – afferma Catiuscia Marini – di partecipare allo sciacallaggio politico sul dolore e le difficoltà delle persone! Difenderò con ancora più determinazione l’ Umbria e tutti i cittadini terremotati che si aspettano operatività e non la diatriba istituzionale”.

La protesta dei parlamentari umbri del Pd “L’avere esautorato le Regioni e i comuni dalla condivisione con il Commissario alla ricostruzione degli atti e dei decreti sulla stessa, è davvero un atto grave – dicono in una nota il senatore Leonardo Grimani e i deputata Anna Ascani e Walter Verini -. Non rappresenta solo uno schiaffo istituzionale di sapore centralista, ma un rischio reale: quello di rendere più difficile, più problematica e meno efficiente la ricostruzione, che deve vedere lavorare a stretto contatto gli organismi centrali (Governo e Parlamento che emanano i provvedimenti), l’Ufficio del Commissario , le Regioni e i Comuni, insieme alle comunità colpite. È una scelta contro la quale ci siamo battuti in Commissione, ci batteremo in aula, insieme alle Regioni stesse”.

Nevi Immediate le reazione dal fronte politico. Il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi sottolinea come “nella notte siano stati bocciati anche gli emendamenti presentati dal sottoscritto e concordati con Anci, che miravano a equiparare il trattamento rivolto ai cittadini del terremoto del Centro Italia con quelli di Ischia e con quelli delle vittime del crollo del ponte di Genova. Inoltre, sono stati bocciati emendamenti importantissimi, come quello per la proroga del pagamento dei contributi previdenziali al 2021 e la proroga delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore turismo per tutto il 2019”. Per il parlamentare “il massimo si è raggiunto quando la maggioranza ha tolto alle Regioni, e quindi anche agli enti locali che fanno parte della cabina di regia, la possibilità di condividere le ordinanze sulla ricostruzione del proprio territorio: questo fatto è grave e contraddice totalmente ciò che Forza Italia e la Lega avevano promesso in campagna elettorale, ossia che per avere una buona ricostruzione serviva più protagonismo delle comunità locali e meno centralismo. Annuncio che proporrò in aula un emendamento cassativo a questa folle norma che rischia di complicare ancora di più la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 2016”.

Farabollini A sera arriva anche la presa di posizione del commissario Farabollini. “Prendo atto che i presidenti delle Regioni hanno scelto di interpretare in modo strumentale un passaggio legislativo per lo snellimento della ricostruzione. In questo modo si continua a rispondere non alla gente, ma alle logiche della vecchia politica che non appartengono né a me né al Governo. Mi spiace che i presidenti delle Regioni terremotate invece di prendere atto del nuovo corso realmente condiviso della ricostruzione si prestino ad essere strumento di opposizione anziché di costruzione”. Così il Commissario per la ricostruzione Piero Farabollini commenta il mancato incontro di presentazione con i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. “Sono un tecnico del territorio nominato dal Governo per procedere insieme al territorio, sindaci in primis, con una ricostruzione che è innegabilmente quasi al palo – aggiunge il commissario – Ho convocato un incontro per presentarmi ed avviare un primo confronto in attesa di incontrare tutte le istituzioni locali il prossimo 30 ottobre a Camerino”.

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