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Sisma del 2009, pizzo per accedere agli appalti della ricostruzione: manette per sette, tre sono umbri

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Sisma del 2009, pizzo per accedere agli appalti della ricostruzione: manette per sette, tre sono umbri

Redazione
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PERUGIA- Avevano messo in piedi una associazione a delinquere, per garantisi il monopolio degli appalti per la ricostruzione post sisma del 2009. Un sistema corruttivo con base in Umbria sgominato nella giornata odierna dal Comando regionale Umbro del Corpo Forestale dello Stato che ha portato all’arresto – e successivamente alla custodia cautelare ai domiciliari – per sette fra sono pubblici ufficiali, tecnici progettisti ed imprenditori residenti nei Comuni Perugia, Gubbio, Assisi, Pescara, Popoli e Bussi sul Tirino, nonché il sequestro  preventivo della somma di  330.929,63 euro individuata come profitto del reato di corruzione.

L’operazione. Il blitz (denominato “Operazione Earthquke”) era scattato all’alba con oltre 70 uomini mobilitati fra Umbria ed Abruzzo che hanno passato il setaccio i comuni coinvolti. Le indagini coordinate dal Procuratore Capo facente funzioni della Procura della Repubblica di Pescara, Cristina Tedeschini e dai  sostituti  Procuratori Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio,  hanno  preso il via dalle dichiarazioni rese da un imprenditore umbro, sentito dagli investigatori della Forestale, che si era aggiudicato tre appalti per la ricostruzione degli aggregati edilizi del Comune di Bussi sul Tirino per un valore pari ad  8 milioni di euro a cui il direttore dei lavori ha richiesto la corresponsione  di una tangente in denaro pari al valore del 12 % degli appalti ovvero   la considerevole  somma  960.000 euro al fine di dividerla  con  altri tecnici coinvolti. Grazie alle dichiarazioni dell’imprenditore alle successive indagini, effettuate anche attraverso tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni presso  le sedi umbre delle società di costruzione e all’acquisizione di documenti presso gli Uffici Tecnici della ricostruzione del cratere aquilano e le informazioni di altri testimoni o di persone a conoscenza dei fatti è emersa una organizzazione ben radicata (il cosiddetto “Piano Abruzzo”, come definito dagli stessi indagati), che gestiva in maniera quasi esclusiva l’attività della ricostruzione degli edifici interessati dal sisma del 6 settembre 2009.

Tre umbri in manette. Sono tre gli umbri coinvolti: l’imprenditore folignate residente ad Assisi, 49 anni, presidente di Apifidi centro Italia (fondo di garanzia per le piccole e medie imprese) mentre gli altri due sono originari di Gubbio, Giampiero Piccotti, 80 anni, ex colonnello dell’Esercito e Angelo Riccardini, geometra di 55 anni. Questi due ultimi, a quanto emerge dalle carte del Gip di Pescara, che ha emesso le ordinanze di arresto, erano coinvolti in un sistema che gestiva “la progettazione direzione e realizzazione delle opere ammesse a finanziamento pubblico a cui partecipavano le ditte poi divenute appaltatrici”. Le quali pagavano un “pizzo” pari al 17% 20% del valore delle commesse. Denaro che in gran parte veniva utilizzato per corrompere altri.

Il metodo. Attraverso l’aggiotaggio – ovvero l’utilizzo di informazioni false per alterare le quotazioni d’acquisto – gli indagati riuscivano ad assumere con largo anticipo molti incarichi di progettazione arrivando così una posizione di sostanziale monopolio degli appalti, anche corrompendo pubblici ufficiali. Questo consentiva loro di obbligare edili a versare, tramite contratti capestro,  grosse somme di denaro per accedere al mercato degli appalti della ricostruzione. La Procura ha contestato anche l’associazione a delinquere oltre ai reati di corruzione, induzione a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e falso.

Il buon esito dell’istruttoria per la richiesta del contributo veniva garantito dal responsabile dell’ufficio tecnico ricostruzione numero 5 del cratere aquilano che in contropartita della vendita degli atti del proprio ufficio otteneva la promessa di somme denaro pari al 5% del valore complessivo degli appalti (29 milioni di euro solo quelli già gestiti), oltre ad altri benefits (lavori edili gratuiti  presso un abitazione di proprietà, la  disponibilità di un autovettura e l’assunzione di  un familiare presso una ditta affidataria dei lavori).

Reiterazione. Le dichiarazioni di un altro imprenditore umbro, che ha già presentato richiesta di patteggiamento della pena, ha permesso agli inquirenti di corroborare il complesso impianto accusatorio ed apprendere  che lo stesso pubblico ufficiale posto a capo dell’Ufficio Tecnico della Ricostruzione Aquilana  si era fatto distaccare presso  altro l’Ufficio di un Comune limitrofo della provincia aquilana,   per  tentare di turbare la gara pubblica per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ricostruzione ex novo della scuola elementare e materna “Clemente”, ottenendo in cambio 10mila euro in contanti più la promessa di altri 130mila, divisi col reponsabile della gara d’appalto.

Gli investigatori del Corpo forestale dello Stato stanno operando anche presso gli uffici dell’Autorità per la ricostruzione in L’Aquila per sequestrare tutto il carteggio afferente fatti similari in altri comuni del cratere stesso, posto che nelle intenzioni degli indagati lo stesso sistema illecito doveva essere replicato anche per i lavori in corso presso la città capoluogo del distretto e perquisendo le sedi umbre di uffici e abitazioni private  per acquisire ulteriore documentazione. Perquisizioni sono in atto presso uffici e abitazioni degli arrestati sia in Umbria che in Abruzzo per l’acquisizione di altro materiale probatorio.

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